Orso Bruno (Ursus arctos)

Scritto da Lunedì, 20 Agosto 2012 06:30

Il 2007 è stato un anno che ha marcato una tappa particolarmente difficile per l’orso marsicano.
Non possiamo dimenticare le notizie della morte degli orsi per avvelenamento avvenuta…

James Oliver Curwood scrive: “non so bene perché, ma c’è qualcosa negli orsi che induce ad amarli.”
Si, probabilmente molti di noi sono convinti di condividere questo sentimento,davvero, tanto che a simulacro ne facciamo morbidi pupazzi per i nostri bambini. Ma l’affermazione di Curwood era solo una poetica affermazione da romanzo lo stesso romanzo che ha ispirato il film del celebre J.J. Annaud: L’orso (1988), film naturalista di marcato stampo disneyano che fu oggetto di critiche a causa delle numerose inesattezze riscontrate da animalisti e ambientalisti.

In effetti alla luce del rischio di estinzione dell’orso bruno non possiamo dire che l’uomo si sia dimostrato così amorevole nei suoi confronti. Ai tempi di Orazio e Ovidio l’orso era frequente in tutta la penisola italiana fino al Vulture ed oltre. Anche durante il medioevo lo si poteva incontrare alle porte delle città, probabilmente per nutrirsi, come ancora fa oggi, degli scarti della presenza umana.
Nel nostro paese, attualmente sono presenti appena due limitati nuclei di orso bruno. Il primo localizzato nell’area occidentale del Trentino, il secondo nelle aree montane del Parco Nazionale d’Abruzzo e di alcune aree circostanti.

“Orso” è il nome comune di quei plantigradi onnivori che costituiscono la famiglia degli Ursisdi.
Un’ampia famiglia alla quale appartengono anche il panda o l’orso dagli occhiali.

Presentano solitamente il corpo massiccio e tozzo la cui lunghezza può variare dal metro e mezzo fino ai tre metri. Presentano una folta pelliccia di colore variabile a seconda della specie: nero, grigio, rossiccio, bianco, con o senza macchie. La testa è generalmente larga e leggermente schiacciata fra gli occhi e le orecchie che sono corte e coperte da una folta peluria. Il muso è tronco. Porta generalmente 40-42 denti. Le zampe sono robuste, anch’esse tozze terminano con cinque dita con lunghi artigli. La coda è generalmente breve. Può pesare fino a 250-300 kg e vivere a seconda delle specie fino a 50 anni. Vive in aree montuose, rocciose, sempre in prossimità dei corsi d’acqua e comunque in zone poco frequentate dall’uomo.
Cuccioli d'OrsoNonostante la sua andatura goffa ed apparentemente poco elegante l’orso è in grado di correre e di arrampicarsi agevolmente sugli alberi.
La stagione degli amori va da Aprile ad Agosto, periodo nel quale si accoppia. Partorisce 4-5 cuccioli durante l’inverno, il periodo del letargo, che trascorre prevalentemente chiuso in cavità rocciose nascoste fra le montagne.

L’orso bruno appartiene alla specie Ursus arctos di cui alcuni biologi distinguono due specie differentei Usus arctos arctos (L. 1758) (Orso bruno comune) e Ursus arctos marsicanus (Altobello, 1921) comunemente noto come Orso bruno marsicano, nome per distinguere la specie presente nell’Europa Settentrionale dalla specie autoctona dell’Appennino Centrale ormai ridotta a pochi individui. Purtroppo, dato il comportamento elusivo dell’orso bruno è assai difficile condurre dei censimenti precisi. Attualmente si stima che della razza marsicana non esistano più di cento esemplari in tutto l’arco appenninico, indice di quanto questa razza sia a rischio di estinzione.

Generalmente l’Orso è un animale relativamente nomade, pacifico ed elusivo che per questo aggredisce mai l’uomo se non sia ferito o seriamente disturbato. Di solito, anzi, l’incontro con loro si risolve in una fuga reciproca verso opposte direzioni. Contrariamente alle credenze comuni l’orso bruno non è carnivoro bensì onnivoro, predilige un’alimentazione a base di frutta, radici e tuberi, bacche, funghi, ghiande, larve, insetti, rane girini e pesci. Solo in rari casi, quando questi alimenti scarseggiano, afferra e si ciba di animali vivi, specialmente pecore e giovani vitelli.

CURIOSITA’
Nella cultura e nel folclore europeo la figura dell’orso racchiude in se una simbologia contraddittoria, in qualche modo specchio della psiche umana nel suo risvolto di affettuosità materna e filiale e nella sua irosità primitiva ed forza guerriera. L'orso è feroce, eppure è simpatico: e nelle sue movenze goffe, talora nei suoi scatti d’ira può facilmente ricorda “l'uomo”.

Nelle tribù degli indiani d’America l’orso invece è depositario di poteri curativi di cui gli sciamani ambivano impossessarsi. Nella cultura degli indiani d’America, in realtà, non c’è attribuzione di un giudizio di valore dell’orso (ne nel bene ne nel male) egli viene rispettato con timore e rispetto. Quando un indiano uccideva uno per sbaglio gli chiedeva perdono ed accendeva la pipa della pace per quietare lo spirito dell’animale.

CURIOSITA’ FILM
Qui un elenco di film nei quali hanno partecipato quali “attori” gli orsi:

- Il bacio dell’orso - di Sergej Bodrov (2002) 1h32min
- Grizzly, l’orso che uccide - di William Girdler (1976) 1h31min
- Koda fratello orso - Aaron Blaise, Robert Walker (2003) 1h30min
- L’orso - Jean-Jacques Annaud – (1988) 1h33min
- Alaska - Fraser C. Heston – (1995) 1h50min
- Il re dei grizzly – Ron Kell – (1970) 1h33min
- L'urlo dell'odio - Lee Tamahori – (1997) 1h55min

Per non parlare di tutte le serie a cartoni animati che sono state prodotte e che hanno come protagonista un orso: Winnie The Pooh, L’orso Yogi, L'orso Benjamin, Jacky, l'orso del monte Tallac, Boog & Elliot, Koda fratello orso, Napo Orso, Baloo del libro della Giungla e Paddington il famoso orsacchiotto della pubblicità di Coccolino.

Note Bibliografiche:

- Volume IX (Neh-Pis) alla voce Orso - Enciclopedia Universo - Istituto Geografico DeAgostini (Novara) 1966
- Guida alla Natura d’Italia – G. Farneti, F. Pratesi, F. Tassi – A. Mondatori 1971
- Dizionario Universale dei Miti e delle Leggende.