Sur le fil des 4000 - 82 quattromila in 82 giorni

Sospendere la propria incredulità davanti al televisore … vero! Così viene definita in inglese “the suspension of disbelief”, è l'atteggiamento con il quale pur sapendo che quello che stiamo vededo è “faslo” o “lontano” o “costruito artificiosamente” finiamo per crederci profondamente con senso di immedesimazione. Sospendiamo psicologicamente l'incredulità per vivere appieno il contenuto di un film.

Che senso ha sospendere l'incredulità di fronte ad un docufilm come “Sur le fil des 4000”... sappiamo già che è tutta realtà, vera vita vissuta... vita di una fra le più note leggende dell' grande alpinismo. Una leggenda umana. Patrick Berhault decide di concatenare le 82 cime di oltre quattromila metri in 82 giorni.

Accompagnato da Philippe Magnin i due intraprendono un viaggio che non potranno concludere. Ma l'impresa rimane pur sempre di grandissimo valore. Alla 66a cima il progetto si interrompe. Nessuna difficoltà tecnica, nessun pericolo insormontabile solo una banale cornice di neve che cede sotto i suoi piedi. Patrick scompare fra le nuvole e il mondo perde un grande dell'alpinismo moderno.

Le riprese sono spettacolari a tratti mozzafiato, molte fatte dall'elicottero, molte da una troupe di tecnici esperti. Il 22° DVD della collezione “Il Grande Alpinismo” non lascia delusi. Eccellente. Nel complesso il video non lascia neppure l'amaro in bocca. Incontriamo un Patrick sorridente, felice non veramente preoccupato dei pericoli che correva. Un'immagine positiva in definitiva. Il montaggio della pellicola e una buona regia sono riusciti a non rendere inutilmente melodrammatico e duro questo docufilm.

La montagna riesce ad essere ancora la grande protagonista.

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