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Pino loricato (Pinus leucodermis Ant.)

Scritto da Barbara Colaninno Giovedì, 12 Luglio 2012 08:09

Chi sente parlare del Pino Loricato spesso ne sente parlare per via del Parco del Pollino. Noto a molti il meraviglios Giardino degli Dei dove si trova una gran quantità di esemplari.

Si tratta di una pianta davvero antica, alcuni individui possono raggiungere un'età millenaria. Hanno in se un aspetto davvero suggestivo tanto che gli esemplari sono tutti generalmente diversi fra loro.

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Informazioni aggiuntive

  • Areale e Distribuzione: È originario della Penisola Balcanica. In Italia l’areale del pino loricato si concentra in Calabria e Basilicata, nell’Appennino Lucano e sul massiccio del Pollino, fra gli 1600 ed i 2200 m s.l.m., in stazioni estreme e rupestri.
  • Ecologia:

    Il pino loricato è una specie molto antica (un vero fossile vivente) e molto longeva. Infatti sul Pollino vi sono esemplari che raggiungono dimensioni monumentali, noti come i “patriarchi” la cui età è stata stimata essere pari a circa 900 anni. Si stima che l’età media è compresa fra i 200 e i 600 anni. Il suo sviluppo (caratterizzato da rinnovazione e crescita molto lenta) e' minacciato dal pascolo e soprattuto dagli incendi, visti come forma di protesta contro l’istituzione del parco. Infatti uno dei tanti pini loricati vittime di questa ignobile pratica fu anche “Zi’ Peppe”, il pino simbolo del Parco Nazionale. Oggi la percezione del parco sta cambiando e con essa anche l’attività incendiaria si sta riducendo. Il pino loricato vive sui pendii rocciosi esposti a sud, con condizioni ambientali molto estreme. Molto freddo in inverno e nelle ore notturne ed alte temperature e grande aridità d’estate. Si spinge fino al limite della vegetazione forestale, costituendo formazioni stabili. È pioniera ed eliofila Radica direttamente sulle rocce o sui pascoli di quota, con suoli calcarei e molto ricchi di scheletro.

  • Portamento:

    Non ci sono due esemplari uguali. La lotta con il vento, il gelo ed i fulmini portano le piante ad assumere forme variamente contorte e nodose, diventando dei monumenti alla sua fierezza e maestosità. Gli esemplari adulti raggiungono i 25/30 m. Non costituisce veri e propri boschi, ma più frequentemente lo ritroviamo in piante sparse sui pendi o sulla vegetazione pioniera di pascolo.

  • Foglie:

    Le foglie verde scuro, aghiformi, lunghe fino a 9 cm, spinoso - appuntite, sono raggruppate in coppie a formare gruppi densi e divergenti.

  • Fiori e Frutti:

    Fiorisce fra fine maggio e giugno. I fiori maschili sono gialli, raggruppati in fitte infiorescenze; i fiori femminili porporini rosso scuro. Si rinvengono separati alla sommità alla sommità dei nuovi rami. Gli strobili sono lunghi da 5 a 7 cm, maturano in due anni. Il primo anno sono violastri-bluastri, poi a maturità diventano bruno chiaro.

  • Corteccia:

    La corteccia si presenta grigiastra con placche esagonali grandi, fessurate e lucenti, a cui si deve il nome “loricato”. Infatti ricorda la lorica, armatura a placche metalliche indossata dai legionari romani. Gli esemplari più antichi perdono le placche e si mostrano con il tronco completamente bianco e lucente. I rami hanno la corteccia biancastra (da ciò il nome latino leucodermis, che significa dalla pelle bianca) che rimane così per molti anni . La grande resinosità del fusto protegge il legno da fenomeni di marcescenza. Infatti anche se la pianta muore, rimane in piedi per anni, diventando magnifici e maestosi monumenti.

  • Uso: Nessun uso... è un albero protetto.
  • Bibliografia:

    - Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino
    - Braschi G., 2007, Sui sentieri del Pollino, Il Coscile –Castrovillari (CS)
    - Chiusoli A. et al., 1993, Guida pratica agli alberi ed arbusti in Italia, Ed. di Selezione dal Reader’s Digest S.p.a. – Milano
    - Poluing O., 1997, Guida degli alberi ed arbusti d’Europa, Ed. Zanichelli – Bologna
    - Escursione guidata ai Piani ed alla Grande Porta del Pollino con Giuseppe di Tomaso, guida ufficiale del Parco Nazionale del Pollino.

    - Foto 1, 2 di Aldaberto Corraro
    - Foto 3 di "Enrico863"