Pino silvestre (Pinus sylvestris L.)

Scritto da Barbara Colaninno Lunedì, 20 Agosto 2012 06:20

Informazioni aggiuntive

  • Areale e Distribuzione: Il pino silvestre ha l’areale vastissimo, si estende dalla zona boreale fino a quella medio-europea. Si ritrova in tutte la catene montuose europee. La sua distribuzione è più compatta verso nord-est e più frazionata a sud. Infatti l’areale è coeso nell’Europa nord occidentale: Finlandia, Paesi Baltici, Russia settentrionale. Verso sud ovest, dove la distribuzione si sfrangia, si ritrova sino alle montagne mediterranee. Nel settore nord occidentale il pino silvestre si rinviene solo in una piccola area della Scozia (dato come indigenato), che dà il nome volgare alla specie di “scotch pine”. In Italia il pino silvestre è comune a più fasce vegetazionali ma forma i popolamenti più caratteristici nella fascia montana alpina, in particolare nelle valli endalpiche. È considerato indigeno sui terreni morenici delle brughiere in Lombardia. In Piemonte ed in Liguria si spinge sugli Appennini, dove si mescola ai pino marittimo sul versante tirrenico. Si rinviene anche in Emilia Romagna, dove è presente come con un piccolo popolamento a portamento cespuglioso su terreni molto argillosi. La grande estensione dell’areale corrisponde anche ad una grande variabilità morfologica. Questi caratteri sono risultati essere trasmissibili tanto che sono individuate diverse razze. Le razze pregiate si distinguono per fusto dritto, sviluppo in altezza, chioma a punta e appiattita solo in tarda età, rami radi e sottili e scorza a scaglie fino quasi alla base del fusto. In questa categoria sono comprese le var. lapponica ed engadinensis. Caratteristiche opposte hanno invece le varietà più meridionali.
  • Ecologia:

    Il pino silvestre necessita di clima continentale. È molto resistente alle minime invernali assolute, ma ha bisogno di un periodo vegetazionale caldo ma non troppo lungo. L’ottimo si rinviene nel nord est europeo, mentre sulle Alpi si rifugia nella fascia montana. Arriva sino al limite della vegetazione arborea in due eccezioni: in Engadina, dove è presente un ecotipo simile per longevità e sviluppo ai popolamenti scandinavi, e sulle alpi marittime. È una specie pioniera, eliofila, resistente alla siccità, capace di rinnovarsi solo allo scoperto con poca concorrenza e totalmente indifferente al rispetto alla basicità o acidità dei suoli, purché poveri. La rinnovazione naturale in massa si ha dopo incendi o eventi naturali catastrofici, rinnovazione sporadica si ha in aree aride e terreni molto scadenti.

  • Portamento:

    A seconda della stazione, l’albero può assumere la forma di albero di prima grandezza (fino a 30m), con chioma espansa se isolato. In gruppo assume da giovane forma stretta e con rami regolari. Con l’età il profilo si altera: i rami bassi cadono e la chioma si appiattisce.

  • Foglie:

    Le foglie aghiformi, lunghe da 3 a 7 cm, leggermente spiralate, disposte in paia, da blu-verde e blu-grigie. I rametti sono prima giallo verdognoli, poi bruni grigiastri

  • Fiori e Frutti:

    I fiori maschili, gialli, e femminili, rossi, sono raggruppati in grappoli separati sui rami giovani dalla tarda primavera all’inizio dell’estate. Gli strobili hanno forma conica e sono lunghi 7,5 cm marroni a maturità. I semi sono alati.

  • Corteccia:

    Porpora grigia si sfalda in lamine irregolari arancione dal basso verso l’alto. La parte superiore del fusto ed i rami sono di colore rosso ruggine.

  • Uso: Se privo di nodi, è uno dei migliori legni teneri da costruzione, intarsio e lavori da esterno. Fornisce resina dalla quale si produceva trementina. La resina e gli olii venivano utilizzati anche contro la tosse. Dai coni si otteneva una sostanza colorante gialla.
  • Bibliografia:

    - Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino Chiusoli A. et al., 1993
    - Alberi ed arbusti d’Italia, Ed. di Selezione dal Reader’s Digest S.p.a. – Milano Coombes A., 2006
    - Alberi, Ed. Dorling Kindersley Handbook. Poluing O., 1997
    - Guida degli alberi ed arbusti d’Europa, Ed. Zanichelli – Bologna