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Martedì, 27 Febbraio 2007 14:34

Scialpinismo: dal Vado dell'Asina

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Martedì, 27 Febbraio 2007

 

Io e Patrick decidiamo per il Monte Morrone. La mia prima vera uscita scialpinistica. In ballo ci sono un milione di ipotesi, io vorrei salire dalla Valle Amara, Patrick propone da Valico della Chiesola. E come è ovvio essendo io il meno esperto si decide di seguire l'idea di Patrick. Scendiamo per verso i prati di Cerasolo seguendo il sentiero ben visibile fino all'imbocco del Colle dell'Asino (meglio noto come Mercaturo).

Le montagne hanno i versanti sud piuttosto scoperti da neve. A momenti siamo costretti a mettere gli sci a spalla e camminare su sentiero. Ma se nessuno vi ha mai detto che camminare con gli scarponi da sci è estremamente scomodo allora ve lo dico io. Alla lunga è scomodo, si va piano e fa male agli stinchi. In questo caso non è necessario solo sganciare la linguetta sul calcagno ma è fondamentale slacciare completamente la parte alta degli scarponi. Patrick fortunatamente sembra essere esperto e mi tiene in guardia...

Risaliamo la Valle dell'asino, una comoda salita lungo l'ampio vallone fra il Morrone e il basso promontorio del Monte Uccettù. La neve per l'appunto si è sciolta a tratti. A quota 1664 metri un ampio pratone innevato ci accoglie per una breve pausa.

A questo punto l'attacco alla salita fino al Vado dell'Asina. Sulla sella il panorama sul gruppo del Velino è spetacolare, uno dei panorami ineguagliabile durante l'inverno. L'area è completamente isolata da qualsiasi via di avvicinamento e pochi escursionisti si addentrano fin qui su. Si vedono tutte le montagne del gruppo: il Monte Puzzillo, il Velino, il Sevice, l'imponente mole del Murolungo… il Lago della Duchessa è al Riposo e si intuisce appena la sua posizione.

Quello che colpisce della zona è l'aspetto desolato e sperduto. L'ottima esposizione alle luci del sole mi consentono di scattare alcune magnifiche foto che saranno per me di ispirazione per nuove escursioni.

Con Patrick ci fermiamo per il tempo necessario a mangiare. L'aria è ancora frizzante e anche se il sole è alto e il cielo azzurro non è piacevole sentire il vento che gela il sudore sulla pelle. Niente Morrone per questa volta, non con gli sci... io sono ancora troppo insicuro e manca ancora il tempo per completare la salita.

Ci rimettiamo in marcia. Sarà il ritorno più massacrante di tutti i tempi. Con una brutta caduta su neve mi procuro una brutta distorsione al ginocchio. Dovrò tenere un tutore per ben sei mesi per farmi passare il dolore.

Per la fretta di ripercorrere il sentiero finiamo per perderci nel bosco. Sfacchiniamo per ore su tracc e di sentiero poco chiare (forse tracce di bestiame) A tratti camminiamo su una neve crostosa superficialmente ma cedevole negli strati inferiori.

Perdiamo quota troppo velocemente. Inutile guardare le carte geografiche, siamo ancora troppo inesperti. Siamo costretti a camminare per non mettere continuamente le pelli di foca agli sci. I miei stinchi sono completamente consumati dagli scarponi ho un dolore atroce che mi rallenta il passo in modo esagerato. Sono anche troppo coperto e il calore che mi procura l'abbigliamento sbagliato mi fa continuamente bere.

A metà del pomeriggio capiamo che oltre ad essere quasi persi rischiamo anche di rimanere al buio. Cominciamo ad innervosirci e per tutta risposta decidiamo di tagliare il bosco in diagonale senza più rispettare la sentieristica. Dritti verso l'unico punto di riferimento che indica la posizione della macchina (la vetta del Monte Orsello).

Quando arriviamo all'auto il sole è completamente calato, il buio cala su campo felice e riesco a mala pena ad arrivare alla macchina.

Un'escursione scialpinistica devastante, da ripetere solo se si conosce alla perfezione la sterminata grandezza e complessità dei Prati del Cerasolo.

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione: Scheda tecnica ancora non disponibile...
Letto 3130 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Giugno 2012 14:43
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, esperto in siti web per odontoiatri. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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