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Ultima modifica: 30 Maggio 2015

Lunedì, 17 Settembre 2012 06:45

Conquistatori delle Nebbie

Scritto da 
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E' davvero interessante scoprire cosa può venire fuori da una giornata la cui meta è più somigliante al nulla nebuloso che non ad una cima di luce. Niente luci, niente cima, niente confini o contorni, ecco cosa è stata la nostra meta oggi, l'indefinito.

E come fai a decidere dove fermarti quando non ci sono linee, punti di riferimento oppure orizzonti?

Domande queste che scelgono piuttosto la via dell'istinto, un istinto tanto incomprensibile, tanto illeggibile quando vitale. All'improvviso scegli un luogo, uno qualsiasi che vale come un altro.

Ma per partire il luogo di riferimento è chiaro. La sterrata lungo la Strada Statale 17, siamo in quattro macchine, ci sono Jon, Valentina a la loro piccola Chiara, Fabio e Valeria e la loro figlia Azzurra, Davide e Venada, ci sono Elisa, Gabriele, Valeria e Giorgio.

Sulla sterrata che conduce a Vado di Corno cominciamo a camminare relativamente tardi. Tengono tutti un buon passo, specie i bambini che sono sovreccitati dell'avventura alla quale stanno andando incontro. Loro lo sentono, ancora più dei grandi, è l'eccitazione della montagna, è l'aria fresca, l'ambiente nuovo che gli mettono nelle gambe la frenesia della scoperta.

Noi adulti, benché entusiasti, viviamo tutti attraverso la gioia dei nostri bambini. Mi ero ripromesso con un "manifesto atipico" di accompagnare chi solitamente in montagna non ci va... vero... perché è facile accompagnarsi con chi la montagna già la vive con forte coinvolgimento. Più difficile è convincere a lunghe camminate e ad alzatacce antelucane chi in genere non è abituale alla montagna. Si deve fare uno sforzo aggiuntivo, è un lavoro di convicimento difficile che va fatto con dolcezza, ci si prova... poi un giorno finisci per mettere insieme un bel gruppo di 12 persone di cui ben 4 bambini.

A Vado di Corno arriviamo rapidamente, c'è una sagoma che scende, mi ha l'aria familiare, è Giorgio D.S. bello vederlo muoversi leggero sulle montagne, è solo e lo saluto subito gridando "Giorgio!"... Lui è già sulla via del ritorno, si è alzato presto la mattina e ha camminato al buio e nelle nebbie. Ci scambiamo due chiacchiere, un saluto e si riprende la strada.

Da Vado di Corno le tracce di sentiero ci conducono costa costa sul crinale meridionale della montagna. L'obiettivo è Pizzo San Gabriele... ma le nubi stanno già tentando di scavallare dal versante teramano per passare verso Campo Imperatore.

Mentre prendiamo quota le nuvole aumentano sempre di più ma continuiamo imperterriti nella speranza che il cielo si apra. Ma più saliamo e più le nubi sembrano avanzare.

Sono un po' deluso avrei voluto far sognare gli occhi di Davide e Vanada davanti all'immensa mole del Corno Grande, eppure tutto è coperto e grigio.

Si fa attenzione ai bambini nei passaggi più delicati del sentiero, qualche passaggio più esposto al pendio, qualche roccetta in più da scavalcare.

Il sentiero non ha punti di particolare difficoltà ma lo sappiamo, non sono bambini di montagna, la loro sensibilità a questo ambiente inospitale è tutta da sviluppare.

Azzurra conduce con spirito di comando il gruppo dei bambini, Chiara segue il padre fiera ed orgogliosa di questa avventura con la famiglia, Elisa è giù avvezza a queste lunghe e impegnative passeggiate, Gabriele si è rintanato nello zaino-trasportino e osserva il paesaggio stando appollaiato sulle mie spalle.

Valeria con mia grande soddisfazione è migliorata tantissimo, si sente a suo agio sul sentiero, se ripenso al suo passo di qualche anno fa vedo come è migliorata, cammina come una piccola lepre.

La salita al Pizzo San Gabriele può essere un'escursione lunga ma allo stesso tempo con una salita graduale ma... più saliamo e più entriamo nelle nuvole. Ci fermiamo ad un piccolo passo di sfasciumi. Facciamo sedere i bambini sotto vento e decidiamo di fare pausa. Si tirano fuori i panini, la cioccolata, i tramezzini. Si mangia ragionando sul da farsi.

Ma è un luogo senza nome e senza orizzonte. Siamo immersi nella nebbia e non si capisce bene quanto manchi ancora alla cima. L'altimetro non da segni di vita, la batteria dell'orologio ha dato forfait... quindi ogni riferimento è perduto.

Quando mi avvicino all'estremità del passo noto un passaggino trasversale di primo grado. Immagino la salita... nessun problema poi.. immagino la discesa, con questa nebbia, con i bambini, con il caos che si crea quando si è tutti insieme e mi rendo conto che ora non è più il momento di scherzare. In meno di un istante mi rendo conto che l'escursione è finita.

Jon e Fabio vanno in avanscoperta quanto sia complesso il passaggio e anche per capire dove porti il sentiero. Arrivano ai pedi di un pendio piuttosto insistente, il sentiero è chiaro ma la nebbia continua a calare insieme alla temperatura e i bambini sembrano già stanchi e un poco infreddoliti. Bisogna pensare al ritorno e tutti siamo d'accordo che è inutile continuare a camminare nelle nubi. Più si sale e più sembra ridursi la visibilità.

Possiamo considerarci comunque soddisfatti e come si era detto dove saremmo arrivati con le nostre forze avremmo messo un punto.

Rimaniamo per qualche minuto nella nebbia a mangiare a chiacchierare fin quando non cominciamo a sentire freddo. L'umidità delle nubi sembra entrarci nelle giacche a vento.

E' ora di scendere.

La discesa veloce vede però i bambini faticare l'ultimo tratto che da Vado di Corno conduce alle auto e solo l'incentivo di un piatto di pasta in un rifugio sembra smuovere gli animi. In pochi minuti siamo tutti sulle auto diretti verso il Rifugio del Lago Racollo. Ma il Racollo è chiuso così ripieghiamo sul ristoro Mucciante che come al solito pieno di gente. Ci sono motociclisti, alpinisti, escursionisti e turisti dell'ultima ora. C'è un'aria di festa, come sempre, l'atmosfera è divertente e goliardica.

Mettiamo a cuocere 50 arrosticini sulla brace, c'è pane, formaggio, due belle bottiglie di vino e le ciambelline. Passiamo una buna ora di pura convivialità a smangiucchiare con quella sana fame genuina che solo la fatica di una bella escursione ti sa dare.

 

Cosa abbiamo conquistato questa volta? Niente, assolutamente niente, l'indefinito contorno di una linea di cresta persa nel nulla più vago. Solo l'amicizia dello stare insieme... perché... la montagna può regalarti la sorpresa di un Jon inaspettatamente "agile" e "veloce", di una Valentina "determinata" come una freccia appena scoccata, di una Venada "attenta" e “sensibile” ai bambini, di un Davide contagiosamente "pacato" e “calmo”, di un Fabio già "montanaro" come non sapevi che fosse, di una Valeria "leggera" e "sorridente" e di una seconda Valeria finalmente a "suo agio" fra le montagne.

Tutto questo per l'ideale di dare ai bambini il giusto entusiasmo di un gesto semplice: camminare.

Informazioni aggiuntive

Letto 3334 volte Ultima modifica il Martedì, 27 Maggio 2014 07:48
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, esperto in siti web per odontoiatri. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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