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Martedì, 25 Ottobre 2016 00:00

Grande Ritorno alla Montagna

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Escursioni da Passo Godi verso il monte del Campitello è un'escursione classica del Parco Nazionale d'Abruzzo. Spesso a molti escursionisti si fermano semplicemente al Ferroio di Scanno che già è estremamente panoramica e procura enormi soddisfazioni.

Con Francesco ci vediamo presso il mio ufficio per questioni di lavoro. Chiacchierando mi dice sai lunedì esco devo fare un giro sul monte del Campitello dalle sorgenti le staffe perché devo rivedere la zona.

Una strana lampadina si accende nella mia testa, il colpo di intuito è immediato. Non ho esitazione alcuna gli dico vengo anche io.
Francesco mi chiede di uscire con lui già dal 2011 e io per questioni irrisolte della mia vita gli ho sempre risposto di no.

Il sabato e la domenica sono costretto a stare in ufficio per dei lavori con alcuni clienti quindi l'occasione di uscire lunedì è per me il miglior modo per ricominciare a mettere i miei passi sulla strada.

Le cose della mia vita che si dovevano rimettere in ordine sono ormai tutte al posto giusto.
Il mio “ufficio definitivo” e un intervento chirurgico ortopedico alla mano sono ormai alle spalle. Oggi finalmente godo di una serenità familiare che non avevo da tempo. Tutto mi sembra magicamente perfetto. L'occasione di uscire in montagna con Francesco rappresenta per me un po' la ciliegina sulla torta.

Quando gli dico che vado con lui mi risponde che quasi non ci crede che sono un buffone e tanto poi gli darò buca all'ultimo momento. Non posso biasimarlo, ha ragione, ho fatto così alcune volte.

Quello che succede nel corso della giornata è qualcosa di impensabile.
Partiamo dalla strada sterrata in prossimità di una fattoria in direzione delle sorgenti del tasso il passo è buono non veloce.
La mia ultima escursione risale al 17 maggio 2015 ormai quasi un un anno e 5 mesi.
Ricordo ancora su quella cresta Sassetelli di aver avuto le vertigini.

La montagna per me in quel momento era troppo grande. La montagna per me si muoveva lungo un baratro troppo profondo.
Ma come accade in questi casi la cosa migliore è aspettare perché lo spirito giusto per andare in montagna non si può costruire artificiosamente. Il momento giusto arriva da solo all'improvviso come in questo lunedì di ottobre.

Alle Sorgenti del Tasso giriamo a destra sulla strada sterrata in direzione di Campo Rotondo questa strada l'ho già fatta in un momento della mia vita in cui tutto era più semplice e l’avventura era anche quella di improvvisare.
Francesco molto educatamente (lui è sempre un signore) mi lascia la possibilità di decidere il percorso sa che devo calibrare l'escursione sulle mie forze.
È un po' scettico sulla mia capacità di concludere un giro non troppo lungo. A mente l'intenzione di condizionare la giornata e si fa da parte dicendo continuamente: - “scegli tu”; “dici tu”; “fai tu…”.
Ho qualche piccolo desiderio irrisolto su questo percorso per esempio non sono mai salito su Cima di Capra Morta un quasi 2000, mancato per poco….
E così sia ci dirigiamo verso lo stazzo di Campo Rotondo dopo una breve sosta prendiamo di petto la salita verso Cima di Capra Morta.
Questa cima una particolarità incredibile più di tante altre cime è al centro di tutto il Parco Nazionale d'Abruzzo è possibile vedere la Maiella, Monte Godi, Serra di Rocca Chiarano il Petroso, il Monte del Campitello, il Marsicano, il Monte della Corte, la Navetta e tante altre cime che quasi non riusciamo a riconoscerle tutte.

La salita a Cima di Capra Morta mi taglia letteralmente le gambe e quasi credo di non riuscire più a continuare l'escursione ma con Francesco. Ma non c'è fretta, nessuno ci insegue la giornata è lunga e anche se torniamo con il buio non ci sono problemi ci possiamo fermare decine e decine di volte a respirare o semplicemente anche a fotografare.
Scendiamo da cima di capra morta e intercettiamo subito la sella che ci conduce a Serra Del Campitello.
Si tratta di una lunga dorsale un po' curva che ci condurrà direttamente a monte del Campitello.
Quando venni qui la prima volta c'erano delle nebbie così fitte che non si vedeva a 2 metri di distanza. Completai quasi lo stesso percorso senza potermi godere completamente il panorama.
Percorrere la Serra del Campitello è un saliscendi abbastanza usurante specie se come me non si ha un buon allenamento.
Mi sembra improvvisamente di essere tornato alle origini a del progetto Aria Sottile.
Ma la mia voglia per questa giornata di montagna è talmente forte che propongo un'altra deviazione in direzione di un pilastro di roccia proprio sotto alla Serra Del Campitello. Una cima anonima senza nome probabilmente.

Francesco ride, ride sempre, la sua felicità è contagiosa… fa sembrare tutto leggero… e le mie gambe continuano a macinare chilometri come se nulla fosse.
Si tratta di un gioco il nostro, io e Francesco siamo così assetati di montagna che ogni deviazione è quasi un gioco.

Francesco è stupito del fatto che con il mio fisico riesco ancora a proporre un allungamento del percorso.
Sono stupito anch’io di aver reagito così ma sono così carico e voglioso di vedere i nuovi panorami nuove cime, di mettere le mie mani nude sopra queste rocce che mi butto ad arrampicarmi su questo calcare come fossi un bambino in preda all'isteria del divertimento.
Scendiamo dal pilastro e finalmente continuiamo fino a Monte del Campitello.
Questa cima mi pare così nuova che ho il sospetto di non esserci mai salito prima.
D'altra parte la prima volta che mi sali credo di non aver saputo valutare esattamente dove mi trovavo.
Ma oggi non mi importa più il conteggio delle cime giusto o sbagliato che sia il conto delle vette collezionate l'unico desiderio che ho è quello di vivere la montagna con la passione trascinante che mi farà percorrere chilometri in serenità senza competizione e voglia di prestazione sportiva.
In questa escursione è successo anche qualcos’altro di strano perché… ho fatto poche foto. Non conservo più il desiderio ossessivo di appropriarmi di queste montagne. L'importante è essere qui e vivere ora.
Scendiamo dal monte del Campitello all'interno di un valloncello. Due cavalli ci guardano interdetti sembrano essere intontiti dal Sole. E’ una giornata così bella e stupenda e calda di fine ottobre.
Raggiungiamo la strada in prossimità del Ferroglio Scanno. Ci sono i pastori con le pecore e due cani cominciano ad abbaiare contro di noi. Non sono troppo preoccupato so bene che con i cani pastore è necessario passare un po' ignorando la loro presenza, l’importante è non sentirsi troppo insicuri. Ed infatti appena ci vedono passare molto tranquillamente smettono di abbaiare e ci guardano interrogativi. Ci seguono con lo sguardo nulla affatto preoccupati. Intercettiamo a breve in prossimità del Ferroio di Scanno una piccola inserrata che conduce attraverso alcuni sfasciumi direttamente alle Sorgenti del Tasso. Scendiamo molto calmamente e godendo del panorama sulla valle che ancora tinta di un verde brillante , illuminata dal caldo sole della sera.
L'anello è chiuso infatti è qui all'incrocio delle Sorgenti del Tasso che abbiamo deviato in direzione di Campo Rotondo.
Ora non resta che ritornare alla macchina percorrendo la lunga sterrata. E si parla, si ragiona ma i momenti di maggior intensità sono quelli del silenzio la sensazione per me è stata quella di camminare accanto ad una persona che conoscevo da sempre.

Francesco Mancini ha saputo condividere il senso del camminare.

Grazie Francesco per avermi riportato in montagna.

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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