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Massimiliano Cecilia PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Cecilia   
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Massimiliano Cecilia
Il mio nome è Massimiliano, sono nato ad Anagni nel '67. Sono venuto in contatto con il gruppo di Aria Sottile grazie ad un carissimo amico, Diego, con il quale ho condiviso la passione per la montagna, sin da quando è iniziata la nostra amicizia, quando mi coinvolse nel 1981 come "Educatore ACR", nel campo scuola di Azione Cattolica della nostra diocesi, che si effettuava in tenda a Prati di Mezzo - Picinisco (FR). STACCARE LA SPINA... NEL SILENZIO
quando la montagna apre le porte a Dio...

Le montagne " ...Sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle..."

John Ruskin, 1869

Il mio nome è Massimiliano, sono nato ad Anagni nel '67. Sono venuto in contatto con il gruppo di Aria Sottile grazie ad un carissimo amico, Diego, con il quale ho condiviso la passione per la montagna, sin da quando è iniziata la nostra amicizia, quando mi coinvolse nel 1981 come "Educatore ACR", nel campo scuola di Azione Cattolica della nostra diocesi, che si effettuava in tenda a Prati di Mezzo - Picinisco (FR).

In questa avventura, mi trovai, per la prima volta ad effettuare delle prime escursioni "vere", nel doppia veste di "apprendista" e di "maestro"; "apprendista" essendo un neofita come escursionista e "maestro" avendo la responsabilità e la guida di un gruppo di vivaci ragazzi dai 7 ai 10 anni.

Questa esperienza è stata travolgente ed entusiasmante, è stata un'occasione di cambiamento e orientamento radicale di vita sia dal punto di vista umano che spirituale. Da una parte il bellissimo spettacolo naturale della montagna e dall'altra l'esperienza spirituale del campo scuola mi hanno aiutato a riscoprire il valore di Dio, a pregare Dio "ascoltandoLo", "consultandoLo".

Questo è stato, in breve, l'inizio. Tale è stata la crescita della passione per la montagna ed i campi scuola, che il mio nome era associato indissolubilmente ad entrambi. Per i campi scuola la partecipazione è continuata ininterrottamente sino al 1989, coinvolgendo di anno in anno nuovi ragazzi, ai quali spero di aver trasmesso la stessa passione e la mia stessa esperienza umano-spirituale.

Dalle Mainarde, ai monti Ernici, ai Lepini, al Gran Sasso, alle Dolomiti è stato un crescendo, come dalle escursioni estive a quelle invernali. Ho contagiato amici, colleghi di lavoro, conoscenti, compagni di banco.

La montagna è stata poi sempre presente nei momenti più importanti della mia vita. In Francia a les Des Alpes, in estate, durante una escursione, ho incontrato l'Amore della mia vita, mia moglie; un amore continuato poi sul Gran Sasso lungo la via direttissima e consolidato in Val Gardena.

Nella montagna mi sono rifugiato e, tuttora, mi rifugio per sgomberare la mente, eliminare lo stress e riflettere, in poche parole per "staccare la spina". Ci sono momenti in cui avverto l'esigenza di "andare in montagna", non riuscendo a risolvere problemi umano-spirituali, per cercare nella riflessione, nella "consultazione" di Dio, la soluzione; non nego che alcune delle vie intraprese sino ad adesso nella mia vita siano state scelte dopo "silenziose riflessioni montane".

Debbo questo sicuramente all'esperienza dei campi scuola di AC, e in modo particolare a "Zì Prete", P. Mario Rosin S.J., padre spirituale.

L'ascolto della volontà di Dio e la sua "consultazione", possono avvenire ovunque, ma la montagna con il suo bellissimo spettacolo e il suo silenzio, sono di grandissimo aiuto.

A Les Combes in Valle d'Aosta l'11/07/2004 con sfondo lo splendore del Monte Bianco, Giovanni Paolo II prima della recita dell'Angelus disse:

"In questa oasi di quiete di fronte al meraviglioso spettacolo della natura, si sperimenta facilmente quanto proficuo sia il silenzio, un bene oggi sempre più raro. Le molteplici opportunità di relazione e di informazione che offre la società moderna rischiano talora di togliere spazio al raccoglimento, sino a rendere le persone incapaci di riflettere e di pregare. In realtà, solo nel silenzio l'uomo riesce ad ascoltare nell'intimo della coscienza la voce di Dio, che veramente lo rende libero. E le vacanze possono aiutare a riscoprire e coltivare questa indispensabile dimensione interiore dell'esistenza umana".


 
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