| Monte Orsello in Solitaria |
|
|
|
| Scritto da Doriano Rasicci | ||||||
|
Doriano alla sua prima solitaria invernale assapora l'inaspettata estasi del sentirsi vivo... In questa meravigliosa escursione Doriano si prendere tutto il tempo per scattare un fiume di fotografie meravigliose dando sfogo alla sua profonda sensibilità.
Una forbice di bel tempo ben piazzata. Una decisione tirata a sorte sulla giornata del week end con maggiori possibilità di stabilità. Nessuno che dimostrava intenzione di uscire. Giorgio che non poteva per questioni di salute. Se volevo la montagna dovevo uscire da solo. Alle 7 ero già ad annaspare nella neve molle. Una tenue nebbia mostrava tutte le potenzialità della giornata e le prime dolci gobbosità del terreno mi inoltravano nel placido paesaggio della montagna. Il sole splendente vinceva la partita e il cielo di un azzurro profondissimo guerreggiava con i candidi e immacolati profili delle creste. Sparuti gruppi di alberi distraevano lo sguardo dagli incessanti e accecanti contrasti del bianco della neve con l’azzurro del cielo. Mancava il vento e mancavano i rumori. Solo i miei passi che sprofondavano nella neve e quindi anche silenziosi. L’unico rumore era il mio fiato corto che chiedeva il conto a tanto annaspare nella neve.
Tutto era perfetto, compresa la solitudine, compreso lo stupore del toccare tanta quiete... In quello spicchio di mondo ero solo con le mie emozioni, con i miei pensieri, con il mio bisogno di serenità. Mi sentivo un vagabondo della montagna. Era un momento perfetto. E perfetta è stata tutta la giornata. La salita contraddistinta da neve molle ha sovraimpegnato le mie aspettative; il susseguirsi di cime della cresta sommitale è stato lunghissimo e faticoso ma i panorami che si scoprivano mano a mano ripagavano di tutti gli affanni. Tutte le vette intorno erano state in vari momenti la mia casa. La lunga catena del Gran Sasso giocava a confondersi con le formazioni di nascenti bianchi cumolo-nembi. Le massiccie moli dei gruppi dell’Ocre e del Velino racchiudono la placida piana di Campo Felice e dietro la muraglia della Maiella come al solito lontana e comunque incombente. Era un piacere spingere lo sguardo ovunque. Il ritorno sospinto da un fastidioso vento che stava nascendo e dall’avvicinarsi di formazioni nuvolose minacciose è stato più veloce. Il sole alto appiattiva il paesaggio e si rubava la poesia del mattino. Dopo 6 ore di massacrante sfida con la montagna ritornavo al parcheggio, stanco ma felice di aver potuto vivere ancora una bella giornata di montagna. Il Monte Orsello, questa sottovalutata e anonima cima, mai presa in considerazione per i suoi modesti 500 metri di dislivello che in condizioni normali non rappresentano di più che una modesta passegiata, mi ha regalato una sorpresa entusiasmante.
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti! Powered by !JoomlaComment 3.12 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved. |
||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|




