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Per gli amanti della natura
incontaminata, per coloro che non amano veder tralicci e piste da
sci, Campo Felice ed i suoi impianti non sono certo una vista
piacevole. Eppure la salita al Monte Rotondo poteva nascondere la sua
inaspettata sorpresa.
Da Roma è possibile raggiungere Campo
Felice con meno di un'ora e mezza di macchina (traffico permettendo).
Novembre con le sue bizze, i suoi scatti di nervi, pioggia, grandine
e fulmini in abbondanza ci ha tenuto a casa chiusi come talpe. Il
martedì osservo le foto satellitari, ragiono sulle previsioni del
tempo: è fatta... una finestra di bel tempo che collima
perfettamente con gli impegni e disimpegni familiari. Se non parto
ora non parto più... Bene! Si esce. Scrivo al gruppo per vedere se
qualche pazzo decide di uscire con me. E di pazzi ce ne sono ben 2.
Patrick da giorni osserva Campo
Felice con la bava alla bocca. E' tornata la neve e non vede l'ora di
rimettersi gli sci ai piedi. Andrej la pensa come me: o parto ora o
non parto più.
Ho immaginato una breve escursione.
Monte Rotondo da Campo Felice. Niente di così … come dire...
eccezionale. L'importante è andare a vedere questa neve splendida
scesa nei giorni scorso.
Arriviamo in prossimità del piazzale
principale solo le 11:00 di mattina. Fervono i lavori di preparazione
delle piste da sci, le motoslitte portano le bibite ed alcuni generi
alimentari per rinfoltire le dispense. Il gatto delle nevi fa su e
giù per le piste, un gruppo di soldatini della guardia di finanza si
allena con gli sci di fondo. Qualche snowboarder già si avventura
sulle piste.
Non amo le piste da sci, non ci riesco
proprio, non ne capisco il senso. Ma come dice sempre Doriano, la
montagna è di tutti ed è giusto che ciascuno abbia il suo spazio.
Solo che il mio è molto più grande.
Per salire decidiamo di scegliere la
via più breve, ci aiutiamo seguendo le piste battute, la neve fuori
dalle piste è farinosa, come nei giorni scorsi lo stesso Patrick
aveva constatato di persona. Lui ha scelto di salire con gli sci. Ed
un po' lo invidio perché galleggia sulla neve come una specie di
farfallino amoroso... è contento come non mai.
Io e Andrej procediamo a passo
costante, riusciamo a stargli dietro abbastanza bene. Seguiamo le
piste principali che conducono direttamente in vetta al Monte
Rotondo, costeggiando il colle della Madonna della Neve sulla destra.
L'ultimo tratto, è particolarmente
faticoso, le gambe affondano fino al ginocchio. Questa è neve
fresca, lo ricordo continuamente a me stesso, lo sapevo che avrei
dovuto faticare non poco.
Sul tratto finale che conduce in vetta
alcune lastre di ghiaccio ci costringono ad indossare i ramponi. Ok,
perdiamo un po' di tempo, siamo qui per questo, per riprendere
familiarità con la neve, il ghiaccio e la fatica in ambiente
invernale.
In due ore siamo in vetta. Patrick è
già arrivato, è seduto e sgranocchia due biscotti (tutto il suo
pranzo di oggi). Io sono estasiato, un mare di nuvole si estende in
tutte le direzioni. Sopra di noi solo il cielo.
Succede solo un paio di volte l'anno e
quando succede ti senti come in paradiso. Scatto foto a più non
posso. Questo mi riservava il Monte Rotondo. Potrei lamentarmi degli
impianti, dell'invasione dell'ambiente montano, dei tralicci
abbandonati, dei paletti, delle reti, dei gatti delle nevi e delle
motoslitte, ma sono troppo felice per farlo. E' ricominciata la
stagione invernale. Ora facciamo sul serio. Ed i programmi per
quest'anno sono tanti, tantissimi... chi sa dove ci portranno.
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