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Anello sui Monti: Cefalone Ocre Cagno PDF Stampa E-mail
Scritto da Doriano Rasicci   

Domenica, 04 Nevembre 2007

Dopo la meravigliosa cavalcata del “Puzzillo-Costone” Giorgio ha tirato fuori dal cappello un altro percorso ad anello. In questa domenica prima di Novembre che a dire il vero sembrava essere quasi una domenica di fine estate tutto il gruppo di Aria Sottile si è ritrovato nel percorrere l’anello dei monti Cefalone-Ocre-Cagno. Avendo inoltre consumato il sentiero del bosco del Cerasolo fino alla Torricella solo 15 giorni prima questo giro ci è sembrato un ottimo obiettivo per cercare di completare la conoscenza della zona montana ad ovest del Velino.
La convocazione, come in tutte le occasioni che prevedono un grosso e lungo impegno fisico è venuta prestissimo con un’alzataccia degna solo della passione che ci lega alla montagna. L’entusiasmo era quello di sempre e dai 1560 metri del Valico della Crocetta alle 7 e 10 ci siamo incamminati sul ripido versante est del Cefalone. L’aria decisamente fresca ma non fredda e la giornata priva di vento ci hanno permesso di tenere fin da subito un elevato ritmo, tanto che alle 8 eravamo già ai 2000 metri della sella dei Monti di Bagno. Il tempo di godere della prima immagine della catena del Gran Sasso con le cime del Corvo e dell’Intermesoli ancora bianche dalla prima neve e il tempo di tirare il fiato al caldo del primo sole ormai alto nel cielo azzurro che un breve traverso ci impegna fino a raggiungere l’altopiano delle Settacque. Raggiunta la leggera cresta sommitale tutte le nostre mete ci si parano davanti; le nostre tre vette sono lì, sembrano davvero vicine quasi una banalità. Un percorso in quota con una leggera progressione in salita ci porta alle 9 e 15 ai 2142 metri della vetta del Cefalone. Non c’è vento ed è meraviglioso tutto. Solo una leggera foschia ci impedisce di essere i padroni delle montagne. Verso ovest il profondo altopiano di Campo Felice ci divide dal Puzzillo e dal Cornacchia. Più lontano nella stessa direzione il familiare Costone con dietro la piramide del Velino ci riportano alla grande cavalcata di un mese fa. A guardare da questo meraviglioso balcone quella cavalcata assume quasi un valore epico. Verso est invece si spalanca tutto lo scenario delle nostre mete. Il piano delle Settacque con una crestina centrale a quota 2000 ci divide dalla ripida ascesa al monte Ocre. Tutto sembra lì a portata di “gamba”. Un quarto d’ora a godere di questo stupendo balcone e siamo già a scendere verso la seconda e principale nostra vetta della giornata . Già scendere, perchè per riattacare il ripido traverso che ci porterà alla cresta dell’Ocre siamo costretti a ritoccare quota 2000. Una aspra salita che sovrasta la Selletta delle Settacque e siamo già in cresta del monte Ocre. Questa volta davanti a noi si spalanca la città dell’Aquila e tutti i paesi abruzzesi che si incastonano ai piedi della catena del Gran Sasso. Lo sguardo spazia dal Terminillo a Nord ai Sibillini a Nord-Est fino alla scintillante, tanto è innevata, Maiella a Sud-Est. Davvero un balcone privilegiato su tante montagne a noi familiari. Se il Monte Ocre non si distingue particolarmente e si confonde nel panorama circostante col suo andamento mammellone e monotono, si riprende un posto di primo piano per la stupenda posizione geografica che ricopre. Tutto è intorno a noi, nulla si nasconde e il cielo azzurro amplifica e fa risaltare quelle creste affascinanti. Cresta cresta alle 10 e 40 siamo in vetta all’Ocre a 2204 metri di altezza, in netto anticipo sulla tabella di marcia. Rimaniamo una mezz’ora a goderci il privilegiato balcone e alle 11 e 10 puntiamo l’evidente croce che marca la nostra terza e ultima meta, il Monte Cagno.
Si tratta di un percorso in cresta a perdere leggermente quota. Mano a mano che si procede si viene scoprendo l’altopiano delle Rocche e quando alle 12 in punto tocchiamo il 2153 metri della cima del Monte Cagno sembra di essere affacciati ad un finestrino di un’aereo. Sotto di noi i paesi di San Martino d’Ocre, Ocre e Rocca di Cambio ; più lontano, ai piedi del Camicia e del Prena i paesi di Santo Stefano di Sessanio, di Rocca Calascio con evidente il rudere del castello omonimo. Sembra di leggere una carta geografica tridimensionale. Lo sguardo non si stanca mai di cercare nuovi dettagli.
Ci si organizza tra delle roccette assolate per consumare un tranquillo pranzo al sacco. La bella croce di massiccio legno posta in vetta al Cagno ci domina, il sole ancora caldo attenua le prime sensazioni di freddo dovute ad un leggero venticello che sta nascendo. Una leggera allegria e tanta serenità dominano il momento. E il piacere di stare insieme fa il resto. Qualcuno ha detto che le vette rappresentano un momento perfetto nella vita di chi va in montagna e in quel momento, la vetta del modesto Monte Cagno era il teatro splendido e naturale di un grande perfetto momento.
Ma un vento fastidioso in crescita e la consapevolezza che le giornate non più favorite dall’ora legale cedono ben presto il posto al tramonto ci spingono a ripartire per la chiusura dell’anello. Dalle 12 e 45 in un ora e un quarto , per un’agile e costante pendio erboso, interrotto solo da una leggera salita per evitare la Valle delle Canavine che ci avrebbe condotto a Rocca di Cambio in men che non si dica, siamo di nuovo a Campo Felice.
Davanti a noi , quasi a riportarci alla realtà si spalancano le fredde e deturpanti ferite boschive delle piste da sci. Saranno anche un’attrazione per molti e una fonte per l’economia locale ma che brutte vederle così nude, evidenti a segnare indelebilmente un pendio boscoso. Sono l’altro aspetto, quello meno poetico della montagna.
Voltiamo presto le spalle a questo scempio e davanti abbiamo 4 chilometri di piatto erboso percoso fino alle nostre auto che raggiungiamo alle 14e55 del pomeriggio. Sta cominciando a far freddo e il sole è ormai dietro il Monte Orsello e sotto le prime nubi che ormai stanno cominciando a coprire ciò che rimane dell’orizzonte.
Il nostro giro si è chiuso; circa 900 metri di dislivello suddivisi in circa 13 chilometri percorsi, se non fosse per la lunghezza un percorso facile alla portata di tutti; una giornata magnifica a contatto con una natura spoglia ma ricca e suggestiva di tanti colpi d’occhio meravigliosi verso le più belle montagne dell’Appennino centrale. La fatica nelle gambe si fa sentire così come l’alzataccia della mattina eppure nessuno è felice che sia finita. Ripartiamo verso le nostre case sicuri che la nostra intesa e amicizia abbia subito ancora una spinta in avanti. Giorgio, Alessandro, Diego, Massimiliano e chi scrive, Doriano, al secolo Il Gruppo Aria Sottile. Felici di ritrovarsi a vivere la montagna , l’intesa e l’amicizia che ci è nata sopra . E ognuno in cuore suo ringrazia per l’esitenza di così tanto bello.
Arrivederci in montagna.

Informazioni Aggiuntive



Come Arrivare Da Roma per l'autostrada A24 fino al casello di Tornimparte. Si sale verso Campo Felice, arrivati in prossimità di un grande trampolino, all'incrocio, si gira a sinistra fino al Valico della Crocetta ben segnalato da un cartello marrone come località turistica.

 

Partenza da: Valico della Crocetta

Elevazione vetta più alta: 2204 Mt.
Dislivello: Non Disponibile

Tempo salita: 3h
Sosta in vetta: N.d.
Tempo discesa: N.d.

Stagione: Autunno
Clima: Bello in peggioramento
Altezza della neve: No

Partecipanti: Giorgio Carrozzini, Doriano Rasicci, Diego Morelli, Alessandro Vittore, Massimiliano Cecilia

 


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