Approfondimenti

Monte Sirente PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Carrozzini   
Lunedì, 24 Aprile 2006

Arrivati alle rovine dello chalet del Sirente (ciò che resta dello chalet è un caminetto e qualche pietra), si posteggia l'auto scegliendo fra gli ampi parcheggi previsti per i turisti. Da qui si sale lungo una mulattiera ben visibile sulla destra delle rovine. Attenzione durante l'inverno, la diceria che si possono avere problemi di orientamento nella faggeta è vera. Per raggiungere la base del Canale Majori si possono seguire le "M" indicate sugli alberi... ma attenzione a non mancarne una.... Finalmente si esce dalla faggeta a 1500mt di quota sul colle Ialone da dove si cominica a sfacchinare lentamente e con costanza. Una prima gobba impone una inclinazione prossima ai 50 gradi. Fare estrema attenzione, specie al disgelo, nel canale scaricano continuamente sassi anche di grandi dimensioni, qui il casco sarebbe di prassi obligatoria. Subito dopo il risalto si piega lentamente sulla sinistra salendo fino alla sella del Majori. Qui, dopo circa 600 metri di dislivello si impone una pausa, si levano i ramponi per superare i passaggini di misto sulle roccette che delimitano la sella. La salita in vetta lungo le gobbe che salgono dal versante sud risulta banale e di poco interesse paesaggisitico. Il paesaggio di vetta invece è di estrema soddisfazione, con il cielo aperto è possibile vedere: Gran Sasso, Majella, Velino e Simbruini. La giornata sarebbe stata perfetta senonchè le pile dalla mia macchina fotografica sono morte... la montagna rimarrà solo nei miei occhi. Alle 12.00 finalmente decido di scendere, la discesa per il Canale Majori, affollata da scialpinisti risulterà per me impossinile, sotto il rampone la neve trasformata forma continuamente lo zoccolo scivoloso. Dopo essere sceso per 50 metri nel canalone decido di risalire e di scendere per la valle Lupara, scoperta a tratti dalla neve e con una pendenza assai più bassa. La valle Lupara molto meno claustrofobica del canale Majori ed immerso in un solo splendente si rivela di una bellezza mozzafiato. A 1500 mt nella faggeta ancora le tracce di una recente valanga cha ha spezzato alberi e spostato massi pesanti. La scalta si conclude con una serena passeggiata nella faggeta sulla mulattiera che mi conduce lenta al parcheggio dove qualche alpinista affamato sta affumicando profumate e gustose salsicce nel camino del fù chalet.…

Informazioni Aggiuntive



Come Arrivare Da Roma si prende l'autostrada A24 al casello di Magliano dei Marsi si esce e si seguono le indicazioni per Ovindoli. Attraversata Ovindoli si prosegue fino all'altopiano delle rocche si supera Rovere 500 mt. prima di entrare a Rocca di Mezzo si gira al bivio sulla destra da li la strada prosegue per alcuni chilometri in dierezione Secinaro. La strada segue costa costa il versante nord del Sirente. Oltre un grande altopiano che conduce alla Fossa del pratiglio, subito dopo la curva due ampi parcheggi, in prossimità delle rovine dello chalet Sirente, permettono di lasciare la macchina.

Elevazione vetta: 2348
Dislivello: 1100

Tempo salita: 4h
Sosta in vetta: 1h
Tempo discesa: 2h

Stagione: Invernale
Clima:
Altezza della neve: 80 cm

Partecipanti: Giorgio Carrozzini


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