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Pizzo Camarda da San Pietro della Jenga
Scritto da Alessandro Vittore
Venerdì, 28 12 2007
Superata l'Aquila all’altezza dell’area di parcheggio di Assergi i bastioni Malecoste-Camarda-Ienca-S.Franco appaiono dall'auto come un muraglione diritto, completamente imbiancato. L'aurora a malapena fa individuare i valloni che lo solcano. Prendiamo (ore 06;50) la strada che da Assergi va al passo delle Capannelle. La strada è chiusa, ma in qualche modo arriviamo lo stesso in località borgo san Pietro dello Ienga e rimango commosso dalla visione di questo grappolo di case in muratura antiche debolmente illuminate dai lampioni stradali, che da secoli si godono la visione di queste superbe cime. Il gruppo parte svantaggiato: io convivo con un virus influenzale che mi rende afono, Giorgio ha per motivi di tempo scordato cosa voglia dire l'importanza di presentarsi allenato nelle escursioni, Doriano con i muscoli quadricipiti scarichi. Invece la volontà è granitica. Siamo pronti a dare il tutto per tutto. Messi subito i ramponi iniziamo a scalare il pendio (Laccio San Pietro), la temperatura è sottozero, il fondo nevoso è perfetto, voliamo. Raggiungiamo un primo stazzo con relativo abbeveratoio. Imbocchiamo un anfiteatro roccioso suggestivo, in corrispondenza dello Ienca, il vento è assente ed i primi raggi di sole ci intiepidiscono, mentre noi scopriamo dei canalini, facili, larghi sempre su neve crostosa, caratterizzati da interessanti torrioni laterali. La foschia copre il Velino-Sirente, sul Gran Sasso, invece, il cielo è di un colore blu oltremare, qui l'aria è secca, e lo si nota dall'assoluta assenza di freddo, sebbene la temperatura continui ad rimanere sottozero. Arriviamo al secondo stazzo poco sotto il piano Camarda, dove dovrebbe essereci un lago, intorno tutto è coperto di neve. Un camoscio ci guarda immobile da una cengia. Sembra fatta, invece più andiamo avanti e più sembra una prova di nervi. Ad est vediamo un grosso mammellone, e quasi attirati da un paio di camosci che camminano, lo affrontiamo per arrivare almeno se non ad un'anticima, almeno alla cresta panoramica che ci permetta di vedere i giganti montuosi della zona. La neve non possiede più lo strato duro ghiacciato, ora si sprofonda, ci alterniamo ad aprire la via tutti e tre, pensando che prima o poi cambi qualcosa. Se ne va un'ora in questa salita sul mammellone, con l'orizzonte che non ci cambia mai; la forza di volontà ci aiuta a superare crampi, fiatone, scoramento e finalmente arriviamo alla cresta a circa 2200 mt. La valle del Chiarino è nebbiosa, la mole del Corvo si presenta impressionante, inviolabile, una sfida possibile solo a pochissimi in inverno, poi ad est lo svettante Intermesoli, ed il Corno grande. Doriano, dimentica i crampi, è rapito da tale bellezza; Giorgio fantastica su possibili vie ed approcci futuri per arrivare al Corvo, ma si arrende di fronte a tale vastità di distanze; io mi sento un miracolato se con la laringite sono arrivato fin qui, e non sento neppure freddo. Lo Ienca è a sud-ovest , ed il pizzo Camarda ad est. Ci decidiamo per l'ultimo sforzo, e prendiamo la cresta in direzione di quest'ultimo, in mezz'ora ci facciamo quest'ultimo dislivello e ci si presenta questa bella vetta, che cade a picco, verticale sulla valle del Chiarino. Si sta divinamente: la visibilità è ottima, il solito vento di vetta è tollerabile, ed il cielo è limpido. E' una cima ingiustamente trascurata, ma dà tanto appagamento, il panorama è a 360°, vale davvero la pena. Rimaniamo 20' poi cominciamo la discesa prima sulla cresta, poi sul mammellone ed infine nei valloncelli che discendono da piano Camarda, io un po' più lentamente di Giorgio e specialmente di Doriano che è alquanto rapido. Alcune soste per mangiare, con Doriano che ci delizia con un termos di tè verde caldo, che ci ritempra, e verso le due e mezza del pomeriggio circa siamo già sulla strada del ritorno.
Informazioni Aggiuntive
Come Arrivare Dall'autostrada A24 all'uscita assergi si procede in direzione Fonte Cerreto, alla rotonda si ruota verso sinistra e si Porcede in Direzione San Pietro della Ienga, Passo delle Capannelle. La strada in inverno è chiusa al traffico per pericolo valanghe… Forse!
Elevazione vetta: 2332 Mt.
Dislivello: 1100 Mt.
Tempo salita: 4h15min Sosta in vetta: 15min Tempo discesa: 2h15m
Stagione: Invernale Clima: Stabile Soleggiato Altezza della neve: 50 cm
Partecipanti: Alessandro Vittore, Doriano Rasicci, Giorgio Carrozzini