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Pizzo Intermesoli dal Rif. di Campo Imperatore
Scritto da Doriano Rasicci
Domenica, 09 Settembre 2007
In barba alle condizioni climatiche io e Doriano questa volta siamo decisi. Partiamo sapendo che il tempo variabile non potrà regalarci una giornata di sole splendente. Questa volta decidiamo di cambiare filosofia. Vogliamo prendercela con calma perché… perché… perché in fin dei conti è proprio per questo che andiamo in montagna. Per noi questa volta deve essere una vera e propria escursione di piacere. Lenti nei tempi, lenti nel passo alle 8.30 partiamo da campo imperatore. Per ora le nuvole sparse sono clementi e ci lasciano a momenti intravedere scorci di panorami spettacolari. Camminiamo lungo il sentiero che si muove sinuoso sulle pendici del Monte Portella… In circa quarantacinque minuti arriviamo al Passo del Portella che tralasciamo per seguire il sentiero fino al Bivio 1V. Al bivio mal segnalato in alto sulla desta scavalliamo per ritrovarci in un ripido ghiaione che ci conduce nella parte superiore della Val Maone, un grosso gradino costituito soprattutto da ghiaie di sfaldamento del M. Portella e di Pizzo Cefalone. Siamo fisicamente in forma ma rientra nel nostro nuovo modo di affrontare la montagna fermarci più spesso. Parliamo tanto, come accade durante le nostre lunghe escursioni rinsaldando la nostra già solida partnership. Doriano è tutto contento perché ha portato il suo teleobiettivo per la sua macchina fotografica Nikon D50, un cannone 18-200 che sembra dare infinite possibilità fotografiche. Siamo consapevoli che nessuna fotografia mai potrà trasmettere il senso dell’immenso che si prova osservando dal vivo quei panorami. E’ per questo che fra una chiacchiera e l’altra ci soffermiamo una volta in più ad osservare tutto quello che ci circonda. Ne siamo pieni. Abbiamo gli occhi pieni dei colori della natura e delle smisurate dimensioni dei panorami. Siamo pieni dell’aria fresca e pulita. Siamo pieni della bellezza delle montagne. E va bene così…
Alla Sella dei Grilli ci soffermiamo prima di affrontare la salita di 420 metri. sulla ripida pietraia dell’Intermesoli. Osserviamo dal basso che già qualche gruppo sta lottando affannosamente per guadagnare metro dopo metro. La pietraia ci accoglie con tutto il suo essere infida. Non ci sono grandi appoggi ed il cono della montagna è piuttosto verticale dando un certo indefinito disturbo all’equilibrio. Non si tratta di vertigine ma di un senso di spaesamento dovuto alla mancanza di saldi riferimenti lungo il profilo della montagna. Non si tratta infatti una salita tecnicamente difficile ed impegnativa… forse solo … come dire… sgradevole. I passeggini finali ci potano in vetta più lentamente. Qualche residuo di neve ci accoglie qua e là…
In vetta troviamo altre persone. L’atmosfera di cordialità che si respira in vetta non ha paragoni in nessun altro luogo. Ci sentiamo tutti amici e scambiarci una parola ed una foto è la cosa più naturale per tutti noi. Anche la sosta si fa più lunga del solito. Un panino, una banana e la solita semplicissima ma efficacissima acqua. Si alza il vento, Doriano comincia a sentire freddo ed io ho un dente cariato che mi duole. L’unica volta che non porto gli antidolorifici … ecco… ne ho bisogno. Fortuna vuole che qualche simpatico escursionista mi fornisce una paio di pasticche antidolorifiche per il dente…un prodotto “fast”… che fa immediatamente effetto consentendomi di scendere senza troppo disturbo.
Superata la fastidiosa pietraia in discesa in breve arriviamo alla Sella dei Grilli, qui il vento è calato. Ci liberiamo dei vestiti in eccesso… lenti forse un po’ tristi abbiamo la percezione che l’escursione stia finendo troppo presto. Abbiamo di fronte a noi ancora due ore di cammino… arriviamo sotto al Cefalone, per un attimo ci chiediamo se non sia il caso di guadagnarci anche questa vetta. Come dice Doriano… due piccioni con una fava… sono fortemente tentato poi il senso di moderazione mi riporta con i piedi in terra. Per oggi va bene così. Un certo dolore al ginocchio si fa vivo al passo del Portella, mi rende la camminata difficilissima. Si tratta di una infiammazione tendinea cronica che mi porto appresso da bambino. La scelta di non proseguire per il Cefalone è stata la scelta migliore perché non esiste nessun ragione per cui una “ottima escursione”e sul Pizzo Intermesoli si debba tramutare in un pesante trekking oltre le proprie forze. Rimane il desideri… rimangono ad aspettarci… le montagne.
Sette giorni più tardi…. Alessandro Scrive….
16 Settembre '07 - Questa montagna elegante mi attirava da parecchio tempo. Così dopo un primo tentativo fallito per nebbia ad inizio mese, e dopo la conquista di una settimana fà di Giorgio E Doriano, io ed Elena ci siamo presentati al piazzale di Campo Imperatore alle 09;10 ed abbiamo iniziato il facile tratto sino alla cresta del Portella, poi è iniziata sul fianco orientale del Cefalone la variante V1, che ha mostrato subito come sarebbe stato il fondo: un continuo sfasciume; mentre si scendeva di quota a destra la vista sublime di campo Pericoli e a sinistra l'elevazione del Cefalone. Primo strappo l'arrivo alla sella del Cefalone: non facile. Poi una piacevole camminata in cresta in un ambiente very wild, con il Monte Corvo ad ovest e il Corno grande ad est. Davanti a noi si parava, davvero imponente, il cono dell'Intermesoli, che spaventava per la pendenza del suo versante sud.: da sotto a 2200mt parte una micidiale pettata di 400mt di dislivello, che lascia con il fiato costantemente al limite di sopportazione: fermarsi non conviene, si perde il ritmo, poi la sassaia che s'incontra, è impietosa: se non procedi con un ritmo decente, ti fa riscivolare indietro; l'attenzione e la concentrazione devono essere costanti: devi sempre indovinare il sasso,che non tradisca il piede. Infine un canalino largo un metro e mezzo con un fiume di ghiaia in mezzo da fare come un salmone che risale la corrente. I fiumi di sassi, che scivolavano a valle, erano frequenti. La vetta infine arrivava con Elena che giungeva fresca: ha tirato come un treno. Dalla vetta (h 11;45)la vista è stata generosa, si nota la grandiosità del Corno grande, che precipa nella bellissima Val Maone, si spazia sulle colline teramane, si vede chiaramente quanto sia remoto il Monte Corvo, una delle montagne meno conosciute dagli escursionisti per la sua lontananza. Abbiamo conosciuto in vetta un gruppo di anconetani. Alla discesa è stato divertente poichè si scendeva tacco-punta come sulla neve, nella sassaia, con immaginabile provocazione di franette (Nota:non c'era nessuno a valle). Poi di nuovo il saliscendi verso Sella del Cefalone. La fatica si faceva sentire, abbiamo iniziato a razionare l'acqua. Infine nuovo saliscendi massacrante alla variante v1, con il vento fresco, che iniziava a infastidire. Poi come al solito nonostante l'alta pressione si sono presentate le nubi di condensazione, che hanno iniziato una pioggerella intermittente. L'ultima parte di percorso con vento e gocce era sì facile, ma le gambe erano imballate (avevo nei muscoli una corsa di 11km fatta il giorno prima). Devo ammettere che questo Intermesoli è una montagna attraente, ma il lungo avvicinamento che richiede, la rende impegnativa dal punto di vista muscolare, mentre il fondo continuamente sassoso (mai visto tanto sfasciume)richiede parecchia concentrazione. Tanto facile il vicino Cefalone, tanto severo l'Intermesoli.
Informazioni Aggiuntive
Come Arrivare Da Roma si segue l'autostrada Roma-L'Aquila. Si esce per Assergi. Si seguono le indicazioni per Fonte Cerreto e proseguendo oltre verso Campo Imperatore. Al bivio di S.Egidio si gira a sinistra sulla strada 17 bis verso Campo Imperatore fino all'albergo.
Elevazione vetta: 2635 Mt. Dislivello: 800 Mt.
Tempo salita: 3h00 Sosta in vetta: 1h Tempo discesa: 3h00min
Stagione: Estiva Clima: Sereno Variabile Altezza della neve: A chiazze
Partecipanti: Doriano Rasicci e Giorgio Carrozzini - Alessandro e Elena