Da un paio di settimane una l'Italia è in balia delle correnti umide
occidentali. Il nostro buon Oracolo Meteorologico ha confermato che il
mese di giugno sarà una disastro sotto il profilo delle giornate di
sole...
- Insomma – dice Oracolo - un giornata tersa non ci sarà mai per le
prossime due settimane; niente di che, però sappiate che più si esce
presto e meglio è. Ma non devo certo ripetervelo, è scontato per voi
esperti trekkers...
In effetti questo lo avevo intuito, seguo le previsioni giorno per
giorno in attesa di cogliere il momento giusto ed onorare una promessa
fatta ad una bimba.
Elisa vuole vedere com'è sono le montagne del suo papà così mi decido
ed approfitto di una finestra di sole che, a dire delle meteorologi, si
manterrà stabile per tutta la mattina.
La sera lo zaino è già pronto, la bambina è eccitatissima, viene
mandata al letto presto per riposarsi in vista dell'alzataccia e della
camminata impegnativa.
Arriviamo al Rifugio Angelo Sebastiani alle 6 di mattina,
vogliamo cogliere le prime luci del giorno ed approfittare del cielo
libero se possibile evitando di prendere la probabile pioggia. Ci
prepariamo, evitando di coprirci troppo, anche se l'umidità rende la
mattina insolitamente fredda per un giorno di giugno.
Basta poco ed entusiasmare i bambini, Elisa ha l'impressione di
intraprendere una missione epica. Le indico la vetta... per
l'eccitazione non può fare a meno di lanciare un grido grido di gioia
misto a stupore. Tutto questo mi da una grande soddisfazione e mi
ripaga ampiamente dell'impegno. Devo insegnare ad Elisa tutto quanto,
anche semplicemente come mettere un piede davanti all'altro. So che
questo sforzo di portarla passo passo verso la sua prima vetta le
rimarrà come un meraviglioso ricordo di una giornata esclusiva
trascorsa ... (e per dirla all'americana) per aver passato del tempo di
qualità col suo papà.
Quando dice - Papà, parliamo, mi piace parlare mentre cammino... - Mi
rende felice perché sembra aver capito lo spirito primario di questa
escursione. Siamo io e lei a camminare, tenendoci per mano e questo
significa molto di più della semplice conquista di una vetta.
Il mio passo sarebbe ovviamente più veloce per questo scelgo di starle
dietro in modo da controllare ogni suo passo e qualora fosse necessario
condurla per mano lungo i punti meno pericolosi del sentiero.
In effetti questo sentiero proprio semplice non è, forse in montagna
nessun sentiero è semplice per un bambino. Va tenuto conto che le gambe
dei bambini sono più corte degli adulti ed un piccolo sasso per loro
può rappresentare un ostacolo piuttosto grosso da evitare. Gli
scarponcini da trekking le tengono ben salda la caviglia evitandole le
continue storte dovute alla presenza dei sassi.
- Guarda dove metti i piedi, cerca sempre il punto più sicuro per
posare i piedi... – le dico ripetutamente come a sollecitarla a
soppesare attentamente ogni sua mossa, sperando che da questo
atteggiamento nel camminare ne sorga un altro tutto psicologico che si
possa portare nella vita come comportamento prudenziale.
Ma la terapia è anche mia, a differenza della banale quotidianità nella
quale mi perdo nei “doveri” e “cose da fare”, sono costretto a stare
attento ai suoi movimenti, alle cose che dice... Elisa è metodica e
conta i segnali bianchi e rossi che contrassegnano il sentiero.
Ci muoviamo lungo la cresta di Pratorecchia sempre seguendo la
segnaletica del CAI (sentiero 434), va detto, in ottime condizioni di
manutenzione. Ai piedi del Monte Elefante ci fermiamo per fare un breve
colazione, bere un po' d'acqua e ripartire alla volta della vetta. Gli
ultimi cento metri di dislivello sono un po' faticosi per Elisa la
quale nonostante tutto si concede solo due pause nelle quali si ferma a
cantare buffe canzoni imparate a scuola. Nei momenti di stanchezza
riesce ancora ed essere entusiasta e felice...
L'arrivo in vetta è per me me una grande emozione, le lascio il
privilegio di mettere il piede sulla vetta per prima. Scatto foto a
ripetizioni per congelare in un istante perfetto: mia figlia ed il
paesaggio meraviglioso, primaverile, commovente.
Ci facciamo le solite foto di rito, ma già un vento umido sta portando
nubi su tutto il versante est del Terminillo, ci affrettiamo a scendere
puntando dritti verso la carrareccia che dal Rifugio Sebastiani conduce
in direzione Micigliano. Scendendo a zig zag lungo i pratoni del
versante ovest del Monte Elefante giungiamo alla stradina che ci
condurrà rapidamente al Rifugio.
Elisa è felice, io sono in brodo di giuggiole... una breve escursione un successo del cento per cento!
Informazioni Escursionistiche
Questo percorso è adatto ai
bambini (a partire dai 5 anni) già avvezzi alla montagna, ai sentieri
ed al camminare, purché si faccia attenzione a dove mettono i piedi,
tenendoli per mano nei punti di maggiore complessità e dove il sentiero
si fa maggiormente stretto ed esposto. Un solo tratto risulta più
difficile basti essere prudenti e mai frettolosi di raggiungere la meta
Per una tranquilla passeggiata domenicale è certamente più agevole
scegliere di percorrere la carrareccia in direzione Micigliano evitando
il percorso in cresta. Giunti ai piedi del Monte Elefante ed in
prossimità di un canalino di erosione è possibile salire fino in vetta.
Qualora, tuttavia, si preferisca il percorso in cresta dalla Sella di
Pratorecchia, tenere sempre massima attenzione al versante nord-est
piuttosto scosceso a volte esposto verso il quale non bisogna mai far
avvicinare i bambini.
Tempi di percorrenza e valutazione d'insieme
Andata: 2 ore (tenendo presente l'andatura dei bambini)
Ritorno: 1 ora e ½.
Dislivello: 200 metri circa
Saliscendi di modesta entità
E brava Elisa , la nostra piccola e gi promettente escursionista.
Ti aspetto per qualche altra escursione che faremo insieme.
Un bacio.
Doriano
oracolo
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che forza!
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Publisher
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2008-07-28 01:02:07
Divertente immaginare la bambina che vede tutto ingigantito e fantastico attraverso il filtro della suoi occhi.
Nessuno lo pensa possibile (ognuno portato a pensare che ai bimbi interessi solo il bagno al mare e la sabbia): ma ogni bambino trova l'escursione in montagna come una divertentissima sfida, che ne rafforza l'autostima[/color]
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