Approfondimenti

Il Pizzo o Cima di Pretare (Mt. 2291) per la Fonte delle Ciaule PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Carrozzini   

La dura parete Est del Monte Vettore si chiude con una cima poco nota ma di grande suggestione: la Cima di Pretare detta semplicemente “il pizzo”.
Questa impressionante parete, se osservata dalla strada che sale da Pretare verso Forca di Presta certamente ha un grande effetto sull'alpinista appassionato.
Da tempo sognavo di inoltrarmi fin sotto la grande parete passando in prossimità della Grotta delle Fate. Numerose volte, salendo al Monte Vettore mi sono soffermato sotto la parete scattando numerose fotografie per carpirne le possibilità di salita. Ma le immagini ricavate certamente non aiutano a comprendere la vera natura di questa parete rocciosa.

Un primo incontro con le rocce del versante Est del Monte Vettore lo avevo avuto in una divertente uscita con Doriano. Avevamo risalito il margine destro del Canalone dei Mezzi Litri percorrendo una via appena accennata fra bassi pinnacoli e speroni di roccia affioranti  sui verdi prati inclinati del crinale occidentale.

Avevo ancora il ricordo della roccia che mi sfrigolava fra le mani e negli occhi le meravigliose formazioni rocciose incontrate in quella improvvisata escursione. Un avvicinamento alla parete Est del Monte Vettore, proprio sotto “il pizzo” era per me un piccolo sogno da realizzare con calma, senza pretendere troppo ne dalla montagna ne da me stesso. E' così che il giorno del mio compleanno mi sono regalato una speciale uscita tenuta in serbo nel cassetto dall'anno precedente.

Sulla strada che conduce da Pretare a Forca di Presta si incontra un largo parcheggio, uno slargo di pietrisco battuto sul quale è possibile lasciare l'auto. Ci troviamo a quota 1400 metri in prossimità di una fonte che sulla cartina del CAI è segnata senza nome, un fontanile che fornisce ai pastori ed alle sue greggi copiosa acqua fresca. Poco più su in direzione est rispetto al parcheggio si individua facilmente il canalone dei Mezzi Litri che risale dritto fino al Rifugio Zilioli.
Individuato del canalone dei mezzi litri si tagliano i pratoni fino al suo imbocco inferiore dove in prossimità del suo margine destro inizia un sentiero che si snoda fra rigogliosi arbusti di pino mugo. Il sentiero si sposta nettamente a est passando fra alberi ed alti speroni di roccia. Il sentiero è affatto segnato. Ci sono segni di cattiva manutenzione a tratti l'erosione della montagna ha preso il sopravvento e brevi tratti di sentiero sono completamente scomparsi. Non si capisce se questo sentiero sia l'antico  sentiero dei Mietitori (citato nel libro di Calibani sui Monti Sibillini), di fatto però questo sentiero si muove ad una quota a mio parere troppo alta per essere tale sentiero.

La frescura mattutina lascia il posto ad un vento caldo ed afoso che sale dalla valle lungo la parete. Mi fermo sotto uno spelacchiato gruppetto di alberi per cercare un po' di refrigerio dalla calura estiva che rapidamente avanza. All'improvviso un rumore sordo ed inquietante mi fa trasalire, un masso grande come un pallone da calcio rotola lungo un canalino poco distante. C'è da impallidire al pensiero che tutta questa massa di roccia friabile si sta muovendo. La forte escursione termica fra la notte e il giorno fa muovere le rocce, distaccare sassi. E' il mio primo vero approccio ad questo fenomeno pericoloso di cui avevo solo sentito parlare. Questa volta sono stato previdente, ho con me il caschetto che non esito neppure un secondo ad indossare (che comunque con massi di quelle dimensioni sarebbe servito a poco...).

Seguendo il sentiero mi sposto sempre più ad Est e leggermente in alto (errore che mi costerà l'avvicinamento alla Grotta delle Fate). Spostandomi verso l'alto lascio il sentiero e comincio a salire su alcuni prati verdi e decisamente ben inclinati. La picozza non è uno strumento da usarsi solo in condizioni invernali, questa si rivela uno strumento utile come appoggio e come ancoraggio la dove sia difficile trovarne di veramente solidi.

All'altezza di un passaggino di 2 grado su roccia fiabile odo un altro rumore strano di sassi, di brecciolini... una sasso come un pugno sta cadendo dritto verso la mia testa. Faccio in tempo ad osservare il sasso cadere, spostare il cranio sulla sinistra ed evitare il sasso che continua (grazie a Dio) il suo percorso. Se mi avesse colpito certamente il caschetto avrebbe dovuto lavorare più del solito... Sono contento di averlo portato.

Dopo circa un paio d'ore di cammino mi trovo ai piedi di un canalino originato dal deflusso delle acque di disgelo e dalla nota Fonte delle Ciaule. Il canalino è caratterizzato dalla presenza di placche inclinate fra le quali in alcuni punti sgorga lento un piccolo flusso d'acqua. Sul lato destro del canalino posso osservare altri partoni inclinati (troppo inclinati), numerosi sfasciumi e placche rocciose. Sento che mi sto addentrando in una montagna del tutto nuova e non è certo prudente azzardare quando si è soli. Non ci vuole molto a capire che non salirò per il versante più ripido, mi contenterò di salire per la Fonte delle Ciaule. Decido così di muovermi lungo il margine destro del canalino fino alla piramide sommitale dove un ampio imbuto pieno di sfasciumi conduce alla vetta del Vettore. Dal momento in cui ho lasciato il sentiero non sono pochi i passaggi di secondo grado. Mi devo muovere lentamente spostando un piede alla volta. Alcuni passaggi sono esposti, questo rafforza la mia “giusta scelta” di non addentrarmi oltremodo sotto la parete del “pizzo”.

Giunto finalmente in cresta, sotto un sole cocente e completamente disidratato predo respiro in ai piedi della croce dedicata ad Ilario Pallotta qualche metro sotto la vetta. Qui posso osservare, poco lontano, la Cima di Pretare. Quando le poche nuvole di condensa si diradano decido di ripartire. In meno di venti minuti sono sulla Cima di Pretare. Il paesaggio è mozzafiato, lo strapiombo cado senza soluzione di continuità fino a Pretare fra pinnacoli e praticelli sospesi. Posso solo immaginare quello che è possibile provare su una via che rimane, prudentemente, ancora un sogno.

Dopo mille metri impegnativi, sia sotto il punto di vista fisico che sotto il punto di vista psicologico decido di scendere da Forca di Presta. Sul sentiero trovo una maglietta persa da un ragazzo che stava scendedo. A Forca di Presta incontro il ragazzo al quale restituisco la maglietta. In cambio ricevo un passaggio fino all'auto parcheggiata alla base del canalone dei Mezzi Litri.

Le esperienze di questi anni trascorsi fra le montagne dell'appenino sono state sempre graduali. Alcune volte sono salito in solitaria azzardando percorsi non sempre facili e non sempre commisurati al mio grado di esperienza. Ma quando ho sentito la voce dell'istinto ho sempre saputo mettere un stop al rischio. Non è semplice. E' necessario mettere da pare l'ambizione e pensare che ci saranno certamente altre occasioni per vivere nuove e più entusiasmanti avventure.

Questa escursione è stata quanto mai esplorativa, mi sono creato un'esperienza impagabile, ho capito qualcosa della montagna, di questa meravigliosa montagna, del Vettore, dei suoi sfasciumi, dei suoi prati sospesi e dei suoi pinnacoli a strapiombo sul nulla.

Finalmente, dopo alcuni mesi di incertezza personale, sento di aver recuperato il desiderio di avventura sempre intriso di quella prudenza che mi ha aiutato in questi anni.

 

Informazioni Aggiuntive



Come Arrivare da Roma: si segue la Via Salaria fino a Rieti senza entrarvi, si seguono le indicazioni per il Terminillo ed Ascoli Piceno quindi verso Amatrice. Le valli incassate in prossimità di Antrodoco sono spettacolari e molto lunghe. Al bivio per pretare si gira a destra e si sale su seguendo le indicazioni per forca di presta. Ai piedi del Vettore in prossimtà di un grande parcheggio si lascia l'auto.

Elevazione vetta: 2291 Mt.
Dislivello: 1200 Mt.

Tempo salita: 5h (Soste Comprese)
Sosta in vetta: 20min
Tempo discesa: 1h 45min

Stagione: Estiva
Clima: Soleggiato Torrido

Partecipanti: Giorgio Carrozzini

 

 



Commenti
NuovoCerca
Giorgione - Un sogno da realizzare!     | Super Administrator | 2008-07-14 22:02:18
Originariamente l'idea da realizzare era quella gi realizzata dal C.A.I. di San Benedetto del Tronto.

http://www. caisanbenedettodeltr
onto.it/DettaglioNews.aspx?ID=25
oracolo - Eccellente impresa   | Publisher | 2008-07-28 00:25:41
Che bravo! davvero hai mostrato un gran bel sangue freddo. In solitaria su un percorso lungo, impegnativo e scarsamente segnalato. vedo che hai sempre avuto una visibilit perfetta
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