Questo sito è stato ottimizzato per una visualizzazione con Mozilla Firefox
Monte Vettore da Forca di Presta
Scritto da Doriano Rasicci
Sabato, 21 Aprile 2007
Le condizioni meteo stagionali proponevano questo week end come l’ultimo della stagione in versione invernale, perlomeno per le quote sommatali.
Dopo una lunga gestazione e qualche defezione per la distanza della meta, il gruppo Aria Sottile ha deciso di intraprendere l’avventura verso la più settentrionale delle grandi vette raggiungibili da Roma in una sola giornata: Il Monte Vettore .
Per me è stato un po’ un ritorno alle origini, un ritorno sui luoghi delle prime “scarpinate” verso l’unico lago naturale della regione Marche , il Lago di Pilato; a dire il vero le tante visite al lago non hanno mai prodotto una ascensione alla vetta del Monte Vettore, per cui in definitiva potrei definire questa giornata come il progetto di un coronamento di un sogno antico.
L’appuntamento con Giorgio e Diego è stato fissato alle 6 sulla Salaria alle porte di Roma. La puntualità di tutti ci permette di incominciare l’avvicinamento alla meta con tutta la tranquillità possibile. Siamo tutti consci che la parte più pesante della giornata siano proprio i viaggi verso e dal Vettore, ma una volta sul posto , alle 8 e 10, almeno il viaggio di andata è risultato più piacevole e corto delle aspettative. Per la cronaca da Roma a Forca di Presta , luogo di attacco al Monte Vettore si percorrono 170 Km.
La giornata è splendida, forse anche troppo calda. Il cielo sereno e la temperatura mite già ai 1534 metri di Forca di Presta fanno presagire una difficile salita in preda al caldo e al sudore.
Ci portiamo dietro abbigliamento pesante con tanto di ramponi per metterci al riparo dalle mutevoli condizioni meteo di questo periodo, ma si rivelerà solamente una pesante precauzione da sopportare sulle spalle.
Sono le 8 e 25 quando ci incamminiamo sugli erbosi e monotoni pendii della montagna, presto allietati dalla bella vista del Piano Grande completamente ricoperto da nuvole.
Un grande mare lattiginoso da cui sporgono solamente il monte Rotonda con i sui 1421 mt. e i tetti più alti di Castelluccio. Continuiamo la salita , dopo le foto di rito della piana di Castelluccio , sconfortati dal fatto che la pioggia e la calura dei giorni precedenti rendono gli orizzonti velati e nascosti da densa foschia.
La salita si rivela la solita sgroppata priva di difficoltà, che però permette di esaltare la progressione costante di Diego, un vero instancabile trekker con qualsiasi conformazione di terreno e pendenza; la neve sui pendii della montagna si è ormai sciolta completamente tranne che in poche “isole” che ci ricordano di essere ancora vicini alla stagione invernale; ai 2238 metri del Rifugio Zilioli arriviamo alle 9 e 40. Il tempo di una sosta per rifocillarci con qualche barretta, più golosità che necessità, un affaccio sulla valle del Lago di Pilato, per quello che la sella in fondo al vallone lascia intravedere e sullo splendido e familiare costone di Piazzo del Diavolo e si punta verso la vetta che comincia a giocare a nascondino con le prime nuvole che salgono dal versante marchigiano.
Dal rifugio fino ai 2350 metri il sentiero permette passaggi scoperti , mentre solo in prossimità della vetta la presenza di neve fradicia si fa costante. Niente di preoccupante, i ramponi rimangono nella loro sacca a gravare le nostre spalle. Alle 10 e 40 siamo ai 2476 metri della vetta del Vettore.
Purtroppo le attese di scarsa visibilità si confermano tutte; le aspettative di godere del panorama delle vette nord dei Sibillini, il Monte Sibilla, il Monte Bove Nord e Sud, Palazzo Borghese, il Monte Porche, il Monte Priora, Pizzo Berro l’Argentella si infrangono in una inconsistente ma efficace nuvolosità . Solo il terribile squarcio sul fianco della Sibilla è lì sfrontato e sempre visibile come a ricordarci l’irriverente stoltezza e la sconfinata e perversa fantasia degli uomini. Che una nuvola nerissima e inamovibile scenda in eterno a coprire tanto scempio!!! Dalla vetta la vista su Pizzo del Diavolo e sulla valle del lago è bellissima. Un paretone di 500 metri davvero maestoso a picco sul lago ancora innevato e ghiacciato . I miei ricordi scivolano indietro nel tempo, quando arrivando da Foce la prima volta al lago di Pilato, quella parete mi incuteva soggezione con la sua mole sovrastante e verticale.
Le foto di rito in vetta, uno sguardo a scrutare tra la foschia verso la vicina Laga, e l’appena visibile Terminillo e si riprende la discesa per la pianificata sosta di pranzo al rifugio.
Soprassediamo alla salita verso Pizzo del Diavolo rimandandola ad una successiva spedizione e dopo una sosta di una mezz’oretta riprendiamo la discesa definitiva.
Alle 14 e 10 siamo alla base a spogliarci degli indumenti sudati e a programmare una birretta al rifugio di Forca di Presta. Una triste chiacchierata per gli argomenti toccati riguardanti la politica ambientale montana e la gestione dei rifugi con Gino Quattrociocchi , il simpatico gestore del Rifugio degli Alpini , una confortevole sosta al sole a gustarci il riposo meritato e si decide di ripartire per Roma. Il clima montano, la quiete del rifugio farebbero fare tutt’altra scelta, ma l’idea del rientro e del traffico che si può incontrare ci convincono a trasformare in azione la pallida idea del rientro, non prima di aver espresso la promessa di un ritorno magari con pernotto. L’ultima riflessione che faccio , mentre scendo per Pretare, a parte imprecare sull’ineluttabilità del rientro in città è sulla conformazione del massiccio appena scalato.
Da Forca di Presta come dalla valle del Tronto dove scorre la Salaria, il gruppo del Vettore sembra una enorme monolitica montagna, massiccia, possente. Quando si arriva in vetta si scopre la sua vera consistenza , una agile e a tratti affilata catena di 6 duemila (Torrone, Monte Vettore, Cima del Lago, Cima del Redentore, Quarto san Lorenzo e Argentella) disposta in direzione Nord-Sud-Nord con una conformazione a strettissima ad U con al centro lo scrigno prezioso di ciò che rimane dell’affascinante circo glaciale e del laghetto anzi, a momenti, dei laghetti di Pilato.
Non sarà di certo la montagna più bella degli appennini, ma è la montagna, il tempio delle mie prime esperienze. E’ per questo che un pezzetto di me lo lascio lassù, è per questo che so fin da ora che tornerò…
Informazioni Aggiuntive
Come Arrivare Da Roma per la via Salaria fino a Pretare, da pretare si sale a Forca di Presta.
Elevazione vetta Monte Vettore: 2476 mt.
Dislivello: 940
Tempo salita: 2h30m
Sosta in vetta: 30min
Tempo discesa: 1h30
Stagione: Primaverile
Clima: Sereno-Variabile
Altezza della neve: 10 cm
Partecipanti: Doriano Rasicci, Giorgio Carrozzini, Diego Morelli