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Monte Meta o Monte La Meta
Scritto da Elena
Domenica 3 Febbraio 2008
Dopo tante letture sul Monte La Meta finalmente domenica ci si vede in un'ora antelucana presso il solito parcheggio vicino al raccordo. Si parte alle 5,30 per fermarci a fare colazione ad un bar di Sora intorno alle 7.20, alle 8 dopo un bel tragitto su tornanti strapiombanti si arriva a Prati di Mezzo.
L' ambiente è tranquillo, selvaggio… ghiacciato, e diciamo pure dormiente. Il percorso inizia sulla sinistra del Baraccone, risaliamo un sentireo coperto di fogliame e neve disciolta e righiacciata, ch scricchiola al passaggio.
Gli alberi ci accolgono con uno stillicidio di lastrine di ghiaccio, che si staccano dai rami.
La prima parte di salita si è percorsa senza ramponi, poi a circa 1800 metri ma con i primi traversoni ghiacciati da superare, li abbiamo calzati. Giorgio M. ha continuato senza, combattendo con scivolate varie, per poi desistere più in alto. L'ascesa prosegue decisamente meglio, ancorati al suolo; usiamo pure la piccozza per un breve e semplice passaggio.
Ad un tratto qualcuno avvista qualcosa che si rifà alla traccia di quella, che può sembrare l'orma di un orso morsicano ma è solo la traccia di un grosso lupo con il suo tipico segno di quattro falangi (il Gruppo Aria Sottile lo aspetta a braccia aperte la prossima volta per un incontro de visu).
Come al solito all'alba il cielo sembra propizio, ma poi verso le 10 nuvole basse abbracciano le creste sommatali, che noi raggiungiamo un po' titubanti. Ci bardiamo ben bene, si intravedono in ognuno solo le gote; la visibilità diviene nulla intorno ai 2000 metri di quota, anche a causa del classico vento di cresta. Max, Giorgio M. e Diego ci tranquillizzano e ci guidano sempre più su. Ad un tratto si ha l'impressione di sbagliare strada, ma ci su ravvede rapidamente per la retta via. Qui loro tre ci sono cresciuti: sono figli delle Mainarde.
L'itinerario prosegue a zig zag, la fatica si fa sentire, le gambe sono sollecitate, nessun sollievo ci deriva dalla visione di qualche vetta, solo bianco intorno a noi. Tuttavia l'altimetro ci consola, poiché dovremmo quasi esserci. Le nostre guide ci avvertono di stare attenti a seguire la traccia giusta, dato che sulla destra ci aspetterebbe lo strapiombo della parete nord.
Sempre più arrancando ci facciamo forza l'un l'altro con gesti di incoraggiamento. All'improvviso Alessandro mi invita a guardare in alto e mi si para di fronte la croce di vetta con una splendida creazione della galaverna. Stanchi, ma attirati dalla visione, la raggiungiamo in piena nebbia. Rimaniamo a contemplare quest'ambiente nascosto e reso impervio dal forte vento; non abbiamo la possibilità di gustare i panorami. Ridiscendiamo prima di congelarci. Non mi pare vero di essere giunta alla mia prima vetta invernale, sentivo la stanchezza ed il freddo, ma ero contenta e orgogliosa per i complimenti fattimi dai compagni più esperti.
Scendiamo giù al Passo dei Monaci per cercare un posto poco ventoso per rifocillarci, ma si decide di scendere di ulteriori 100 metri, dove ci attende un clima più confortevole in un canaletto protetto da rocce, mangiamo e via giù verso casa.
Nella discesa la neve da gelata risulta più disciolta ed appiccicosa e crea soprattutto a me un clamoroso zoccolo di 10 cm e di pesantezza inimmaginabile: essendo l'unica donna, non potevo esimermi dall'avere delle zeppe sotto i piedi.
All'ora di pranzo arriviamo al Baraccone, ci cambiamo gli abiti, mangiamo una seconda volta, chi i dolci, chi i divini antipasti, che sanno fare da queste parti.
Rientrata in auto al ritorno piombo in un profondo sonno soddisfatto.
Devo ringraziare tutti, ed in particolare Giorgio M., che mi è stato a fianco, durante la discesa, a vigilare con maestria sui miei passi alquanto incerti.
Informazioni Aggiuntive
Come
Arrivare da Roma: N.d.
Elevazione vetta Monte La Meta: 2242 Mt.
Dislivello: 850 Mt.
Tempo salita: n.d.
Sosta in vetta: n.d.
Tempo discesa: n.d.
Stagione: Invernale
Clima: Nuvoloso e freddo
Altezza della neve: 40-50 cm
Partecipanti: Diego, Massimiliano, Giorgio M., Elena, Alessandro, Doriano, Giorgio C.