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Monte Viglio è quella che considero la mia montagna di
riferimento ed almeno una volta l’anno mi piace tornarci per ricordare le mie prime
incredibili esperienze vissute su di essa.
Stiamo parlando di una percorso semplice privo di grandi
difficoltà tecniche da superare.
Da un paio d’anni faccio parte di un’associazione romana
nella quale organizziamo anche interessanti escursioni sulle montagne
dell’Appennino centrale.
Ho proposto agli Amici di AssAltaQuota un’escursione
invernale su Monte Viglio perché penso che sia una montagna eccezionale sia dal
punto di vista orografico (conformazione e disposizione) sia dal punto di vista
naturale (vegetazione e rocce). Il percorso è piuttosto semplice e alla portata
dei più inesperti. Allo stesso tempo è un percorso che sviluppandosi lungo la
lunga cresta e i dossi del Monte Viglio offre la possibilità di ammirare
panorami di grande soddisfazione. Al Valico di Serra S. Antonio, dove un il
bivio da luogo ad un grande spiazzo ed in prossimità di una casa abbandonata
lasciamo le auto. Da questo spiazzo una mulattiera si inoltra nella faggeta di
faggi a fusto medio alti. La mulattiera segue la linea di livello dei 1600
metri di quota fino alla Fonte della Moscosa un abbeveratoio che si trova
proprio sotto l’imponente mole del Monte Piano già visibile dall’interno del
bosco. Dalla Fonte della Moscosa si sale sulla destra attraverso un vallone nel
quale ritroviamo abeti rossi di rimboschimento. Una volta attraversato il
vallone un breve strappo di un centinaio di metri di dislivello conduce ad un
balcone che affaccia sulla Val Roveto. Qui una volta era presente una madonnina
misteriosamente scomparsa dei mesi precedenti. Da questo balcone si gode di un
meraviglioso panorama sul Velino e Sirente e sul gruppo di Pizzo Deta e Monte
Passeggio. Da qui osservando la Val Roveto sulla destra abbiamo la vista del
crinale settentrionale del Monte Piano. Il crinale è in estate è normalmente
segnato da un sentiero evidente. In inverno il crinale va percorso con prudenza
tenendosi non troppo sulla sinistra. E’ uno strappo di altri centocinquanta
metri su pendio inclinato a circa 30-35 gradi. Da qui il percorso prosegue con
una serie di saliscendi sui quelli che vengono segnati come “i cantari” dei
grossi mammelloni che si susseguono tutti intorno ai 2000 metri di quota. Il
percorso di fa più “tecnico” verso la fine dove un passaggio esposto di rocce e
neve ci costringe ad essere prudenti ed utilizzare mani e piccozza anche in
discesa. Superato il passaggino ci si para davanti il noto “Gendarme” un
imponente dente roccioso ricoperto di ghiaccio e neve ben assestata. E’
possibile evitare il passaggio sul “Gendarme” aggirandolo alla base senza dover
correre troppi pericoli. Chiude il percorso un lungo traversone inclinato, si
tratta di un crinale esposto alle correnti gelide del vento che è quasi
permanentemente coperto di ghiaccio, almeno durante la stagione più fredda
dell’inverno.
Il gruppo è composto da amici dalle differenti capacità ed
esperienze escursionistiche. Chi più chi meno conosciamo tutti la montagna nei suoi aspetti più
disparati. Io sono fisicamente a pezzi. Negli ultimi mesi sono ingrassato e
peso più di ottanta chili. Il mio passo è lente vengo superato costantemente
dagli altri membri del gruppo. Ma per scelta mi attardo anche per stare vicino
Luca M. che quasi da subito ha sofferto di crampi al quadricipite sinistro. Io
e luca ne approfittiamo per scattare qualche foto in più di questa meravigliosa
montagna di cui non ci sentiamo mai completamente appagati. La giornata è
gelida: nella prima mattina abbiamo raggiunto temperature che si avvicinano ai
–15°. Fortunatamente l’aria secca ed il sole ci aiutano a superare quella
sgradevole sensazione di… gelo. Anche il calore del gruppo, le battute,
l’allegria ci scalda continuamente.
Intimamente mi sento responsabile perché non riesco a mantenere il gruppo compatto. Mi piacerebbe che si avesse la
possibilità di conoscersi meglio e comunque che si riuscisse ad adeguare il passo a quello meno veloce. Chiaramente per il diverso stato fisico di
ciascuno finiamo un po' per disperderci lungo la cresta dei "cantari" finesndo sempre per ricongiungerci
nei punti chiave del percorso.
Finalmente siamo tutti in vetta. Il sole è accecante. Tutti
quanti abbiamo un bel colorito rossiccio sulle guance. Ma quasi tutti, un po’
per pigrizia, non ci mettiamo la crema solare.
Le foto di vetta sono di rito, alcuni si sbizzarriscono con
numerose foto del panorama.
Nel giro di mezz’ora un gruppo di 15 persone del C.A.I.
arriva in vetta. Noi ci stiamo apprestando per il ritorno.
Come al solito non ho stretto sufficientemente gli scarponi,
il piede ci naviga dentro sbattendo le punte delle falangi sul fondo della
tomaia. Decido di concentrarmi maggiormente sulla semplice operazione del
“camminare”. Poso regolarmente il piede in orizzontale facendo particolarmente
caso alla mia stabilità. I dolori alle falangi del piede passano rapidamente.
Arriviamo a Fonte della Moscosa fra scivolate sulla neve ghiacciata e lunghe
sfacchinate nella neve che si è sciolta nel corso della giornata.
Il ritorno lungo la mulattiera sembra, come al solito, fin
troppo lungo. Psicologicamente non abbiamo più quell’entusiasmo che abbiamo
quando saliamo in vetta. Ne approfittiamo per parlare delle nostre esperienze
passate, ricordare le escursioni più belle, i nostri piccoli momenti di gloria.
Un’altra meravigliosa giornata sul Monte Viglio si conclude
con un te e pasticcini in un bar di Filettino. Ci scambiamo battute ed
immaginiamo già le prossime uscite.
Grazie amici di AssAltaQuota, grazie per aver vissuto
insieme queste splendida giornata.
Informazioni Aggiuntive sul Percorso
Come Arrivare Da Roma, la via più breve è l'autostrada A1 per Napoli.
All'uscita Colleferro si seguono le indicazioni per Paliano, Piglio,
Arcinazzo, Trevi nel Lazio Filettino, Passato Filettino si seguono le
indicazioni per campo Staffi. Al bivio con la strada Simbruina in un
grande spiazzo si lascia l'auto per seguire il sentiero a piedi.
Segnaletica abbondante lungo tutto il percorso.
Elevazione vetta: 2156 Mt.
Dislivello: 550 Mt. (Vanno aggiunti i saliscendi)
Tempo salita: 3h 45min
Sosta in vetta: 1h
Tempo discesa: 2h 30min
Stagione: Invernale
Clima: Soleggiato stabile con vento di grcale (-16°C)
Altezza della neve: 80-100cm
Partecipanti: Giorgio C., Doriano, Luca, Fabrizio, Federico, Mauro nel corso dell'escursione si sono aggiunti Silvio, Francesca e Giancarlo.
Patrocinio dell'Associazione Alta Quota.
Un'atra galleria di questa giornata nel sito di Alta Quota Store
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