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Voglio partire dalle sensazioni e dalle riflessione che questo libro mi ha suscitato non tanto per dare il mio ulteriore (forse superfluo) contributo quanto per proporre ai nostri amici alpinisti romani una lettura davvero alternativa.
Per coloro che l'alpinismo lo sognano vivendo e lavorando a Roma "Rotti e Stracciati" ha una valenza particolarmente forte. A Roma dove le montagne più vicine sono il Gran Sasso, il Velino, l'alpinismo non è veramente una tradizione per così dire... popolare. Direi anzi del tutto "impopolare". Quando a Roma dici di praticare alpinismo molti ti guardano strano, la maggior parte non sa neppure cosa significhi, tutti ti credono pazzo ed irresponsabile.
Probabilmente questo senso di emarginazione, provato dal buon Pierluigi Bini è stato tale per parecchio tempo e lo è ancora oggi per e coloro che l'alpinismo lo vogliono praticare abitando a Roma. Probabilmente per coloro che vivono e nascono fra le montagna scalare non deve diventare necessariamente una passione. Ed è questa la cosa straordinaria, Pierluigi vive una vero colpo di fulmine, un innamoramento subitaneo che lo porterà a compiere imprese eroiche, spericolate con la leggerezza e la passione forte che solo i giovani riescono a vivere.
Più che disincanto possiamo parlare di un continuo rinnovarsi dell'incanto della montagna. Il percorso di Pireluigi Bini è del tutto simile al percorso di crescita di molti grandi alpinisti. Probabilmente un alpinismo meno sbandierato ai quattro venti, sicuramente un alpinismo vissuto al prezzo di enormi sacrifici.
Pierluigi vive la sua gioventù rinunciando (volentieri) alla scuola, facendo la fame per gran parte delle sue spedizioni, sostenuto ed accompagnato dal suo grande amico Vito Plumari, al quale lo stesso Bini volle intitolare l'apertura di una nuova via la così detta “Via del vecchiaccio”, ormai una classica del Corno Piccolo.
Il libro non ci è sembrato scritto con uno stile particolarmente accattivante in alcuni punti la mancanza di una struttura provvista di climax rende il pathos del tutto assente. Difficile, ma non impossibile, proseguire nella lettura. Come primo esordio di Alberto Sciamplicotti possiamo dire che si tratta di un libro soddisfacente, pieno di dettagli e sicuramente piuttosto coerente nelle informazioni.
Indice del Libro
Introduzione, di Massimo Marcheggiani
Marzo 1996
Dalla “Freccia Nera” al corso dell'Escai
El Caiman
Il terrore viaggia sulla statale
Dal Morra al Gran Sasso
Fulmini e saette
“La montana è più romantica del mare”
Una questione di responsabilità
La casa cantoniera
Gli esami non finiscono mai
Batman, Nembo Kid e la frugola
Una vacanza in perdita netta
I tre nomadi dell'arrampicata
La cresta scura del Corno Grande
Il “Vecchiaccio”
Brucando panini al rifugio Tissi
Le elemosine del Pradel
La lunga estate del '78
Il diedro di Mefisto
Arrampicare
Commento presente in quarta di copertina
"Negli anni Settanta, gli Appennini videro l'incontro tra alpinisti di diverse generazioni e provenienze, in un fermento di scambi di novità che rivoluzionarono l'arrampicata di quei tempi.
Rotti e stracciati è la storia di alpinisti con tanta passione e senza una lira.
Un periodo irripetibile e una galleria di personaggi straordinari, rivisti attraverso gli occhi di Pierluigi Bini."
Informazioni Agiuntive sul Libro
Rotti e Stracciati
Aria di Roma sulle cime
di Alberto Sciaplicotti
Centro Documentazione Alpina
Collana Le Tracce
ISBN 888550478
Prezzo € 16,53
Pagine 205
20 Foto in bianco e nero
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