“Dopo averlo cercato, dopo averlo scelto, al proprio Guru si deve rispetto, fiducia ed abnegazione. Egli ha in serbo per noi progetti tanto misteriosi quanto incredibili. Ed anche se le fatiche che dovremo affrontare, per seguire i suoi insegnamenti, ci sembreranno a tratti folli ed incomprensibili tutto questo certamente ci porterà all'illuminazione che tanto desideriamo...”Anonimo
Da tempo cercavo di reinserirmi nella attività sociali di Alta Quota, le due ragioni sulle quali incardinavo questa scelta erano essenzialmente da un lato il bisogno di imparare nuovi modi di andare in montagna, dall'altro la necessità di aprirmi a nuove conoscenze, nuove amicizie che si conformassero al mio carattere.
Comincia tutto come sempre, superi la soglia della massa critica e prendi la decisione. Non è vero che ci hai riflettuto sopra, non è vero che è una necessità improrogabile. Dentro di te si accumula qualcosa e quando quel "qualcosa" supera il suo limite allora è fatta... hai già preso la decisione. E quando la decisione è sulla strada la stessa diventa azione e l'azione "fatti".
E come niente ti ritrovi a seguire un insegnamento che hai sempre sognato e che, in qualche modo, non hai mai osato affrontare. Il mio guru è come un demone interiore decido di seguire quella voce che chiama, faccio tutto quello che dice nei tempi e nei modi in cui va fatto.
Ci ritroviamo in una decina, siamo tutti, chi più chi meno apprendisti di primo pelo, osserviamo la falesia come non l'avessimo mai vista. Ci troviamo in prossimità di Norma, nota anche come l'antica Norba città fortificata di antichissime origini arroccata sui rilievi dei Monti Lepini. Non abbiamo minimamente idea di cosa ci aspetta ma siamo pronti a bere il limpido miele che ci verrà distillato dalla pura esperienza del nostro guru.
Appena arrivati Massimo apre due vie, posiziona alcuni rinvii per contrassegnare la via di salita e fornirci una guida di riferimento. A questo punto ci riuniamo per fare il punto della situazione, dopo aver indossato gli imbraghi Massimo ci introduce ai materiali utili all'arrampicata, le sue spiegazioni sono chiare, lucide, prive di inutili fronzoli decorativi. Il suo modo di spiegare è chiaro, netto, asciutto e preciso come il suo modo di arrampicare.
Il primo giorno è un trauma un po' per tutti. C'è chi si ritrae subito dopo la prima esperienza, io stesso non riesco neppure a completare la prima via: "La pera" un breve monotiro di 18 metri contrassegnato come 4b.
C'è chi si ferma a guardare... con timore nella speranza di trovare un po' di familiarità all'ambiente nuovo ed apparentemente ostile.
Uno dopo l'altro saliamo tutti, sono quattro le vie aperte, saliamo tutti con la corda dall'alto ovvero nel gergo arrampicatorio “da secondi”. La discesa in moulinette riesce a tutti in modo abbastanza semplice. E' sufficiente sedersi nell'imbrago e tenere i piedi larghi contro il muro per evitare di finirci sopra.
Il risultato, è ambiguo. Alcuni sono stanchi, altri non hanno neppure capito cosa sia successo. Qualcuno mi riferisce di aver pensato: “Che ci faccio qui, no … no... l'arrampicata non fa per me”. Eppure, qualcosa chiama e tutti continuiamo a salire in cerca della soluzione a questo enigma.
Già perché non riusciamo a capire come mai alcuni sembrano salire come lucertole ed invece quando siamo in parete abbiamo la sensazione di essere goffi come dei bradipi notturni.
Passano sette giorni, abbiamo tutti avuto tempo di riflettere sulle esperienze della nostra “prima volta”.
E' il secondo giorno e dobbiamo riprendere dove avevamo lasciato. Io mi trovo stranamente a mio agio, salgo la prima, la seconda e la terza via senza troppa difficoltà. Anzi, è incredibile, riesco ad affrontare una enorme scaglia rocciosa mettendo in opposizione mani e piedi. E salgo, salgo velocemente con un movimento dinamico oltre la scaglia. Lancio le mani oltre il limite della visibilità nella speranza che ci sia un appiglio … l'appiglio c'è. Arrivo in catena e sono l'uomo più felice del mondo.
Alessandro si prodiga a dispensare meravigliosi consigli riesce con un mix di leggerezza e sicurezza a far salire alcuni di noi su vie più complesse.
Il secondo giorno è anche il giorno della prova di “volo”. Imparare a cadere è fondamentale. Da un lato riusciamo a rafforzare il nostro senso di sicurezza dall'altro impariamo a cadere senza farci troppo male. Qualcuno urta con una caviglia, io urto con un gomito, qualcun altro esegue una manovra di caduta perfetta e misurata.
Come anche il primo giorno ci riuniamo ad un bar in prossimità di Norma Scalo. Non resistiamo a scambiarci le prime impressioni, si condividono le sensazioni del momento. Trascorriamo gli ultimi momenti della giornata quasi curiosi, quasi impazienti di ritrovarci alla domenica successiva.
E la settimana trascorre veloce. Siamo nuovamente in falesia, sulle stesse vie della settimana scorsa. Quasi le conosciamo a memoria. Metti un piede li, cerca la fessura sulla destra, … sono parole che risuonano dalla settimana precedente. Ora però cambia tutto. Questa è la settimana in cui dovremo salire da primi. Quasi non immaginiamo cosa possa significare.
Alessandro mi chiede di fargli sicura, accetto volentieri, il suo carattere affabile mi mette tranquillità, sento di potermi comportare con sincerità. Faccio sicura con il secchiello ma è una fatica indicibile. Fra me e lui c'è una differenza di peso di circa venti chili e le mie mani si arrossano subito.
Alessandro apre i primi tre rinvii su Sandrokan poi si stanca e mi lascia l'incombenza di aprire il resto della via da prima. Stiamo parlando di un 6a. Non sono spaventato, adesso Alessandro è il guru del momento, faccio tutto quello che dice. Salgo rapidamente fino al primo passaggio chiave. Con qualche consiglio lanciato da Massimo e da Alessandro riesco a superare di slancio la fessura.
Un grande successo, per me che sono sempre condizionato dalle mie paure. Ora ho imparato a svuotare la mente e concentrarmi su un problema alla volta.
Anche sulle altre vie c'è chi sta salendo da primo. E sembra che la cosa risulti naturale più o meno a tutti. E' fantastico. I dubbi, le ansie, le paure, le incertezze del primo giorno sono sparite. Siamo tutti più freddi e razionali, riusciamo a non essere più goffi come la prima volta e tutto questo grazie allo sguardo attento del nostro “guru”.
La giornata si conclude con qualche gocci a di pioggia. Siamo gli ultimi ad andar via dalla falesia, forse un po' nostalgici che tutto questo sia finito. Consapevoli del fatto che da ora per arrampicare dovremo trovare dei compagni fidati, che alcuni di questi li abbiamo conosciuti in questa meravigliosa occasione, che tutto dipenderà dal nostro impegno, e che anche il prossimo Assalto di Quota sarà puro divertimento....
Così si fa Giorgio.
Finalmente hai aperto le ali che per troppo tempo hai tenute chiuse per inseguire sentieri e mulattiere.
So che proverai a passarci i tuoi entusiasmi.
Chissà, forse.
Vai però!
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Finalmente hai aperto le ali che per troppo tempo hai tenute chiuse per inseguire sentieri e mulattiere.
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