Popolazioni andine

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La Cordigliera delle Ande occupa l’intera fascia costiera partendo dalla Colombia fino al Cile toccando lungo il suo percorso Ecuador, Bolivia, Paraguay ed Argentina.

La catena montuosa delle Ande si estende da nord a sud lungo tutta la linea costiera occidentale del Sud America per una lunghezza che supera i 7000 chilometri.


L'ambiente dell'altopiano delle Ande è privo di alberi e soggetto ad escursioni termiche estremamente ampie. Di giorno il sole battente arde ferocemente la terra, di notte le rigide temperature gelano il suolo.
In questo ambiente montano così duro è scritto il destino degli Indio delle Ande. Sono genti dotate di un fisico eccezionalmente resistente ma paradossalmente finiscono per vivere una vita poverissima e miserevole. L’altopiano non offre grandi possibilità di sviluppo ed i popoli Andini, conducono spesso una vita di stenti, fatta di malnutrizione e spesso costretti a lavori bestiali. Queste genti si sono trasformate, per via di questo ambiente così ostile, in una delle meraviglie fisiche del mondo, adattandosi in maniera unica alle durissime condizioni di vita delle grandi altitudini.
Sull’altopiano, ad oltre 4000 metri d’altezza, la pressione atmosferica è poco più della metà di quella che si ha a livello del mare, e per la maggior parte dei giorni dell’anno la temperatura scende sotto lo zero. Queste rigide condizioni ambientali hanno fatto si che nel corso dell’evoluzione
biologica i popoli andini abbiano sviluppato meravigliosi sistemi di adattamento. Corpo tarchiato, mani e piedi sono corte e tozze per evitare l’inutile dispersioni di calore, la pelle scura è capace di resistere e proteggere dai terribili raggi ultravioletti presenti alle grandi altitudini. Essendo le sue estremità irrorate da molti vasi sanguigni, l’Indio può camminare a piedi scalzi sulla neve senza soffrire affatto. L’Indio ha sviluppato, inoltre, polmoni e torace di dimensioni maggiori del normale, il sangue ed i tessuti sono in grado di usare in modo estremamente efficiente dell’ossigeno presente nell’aria. Questa differenza strutturale dei polmoni è riscontrabile anche fra Indio originari delle aree montuose e gli Indio che vivono nelle valli, nelle pianure e nelle zone costiere i quali presentano una cassa toracica meno espansa.
Nonostante tutti questi straordinari adattamenti fisici alle grandi altezze, la vita dell’Indio andino è oggi terribilmente difficile nonostante i suoi antenati, gli Incas, un tempo abbiano dominato queste regioni. Il risultato della colonizzazione spagnola è che i popoli andini, oggi, sono prevalentemente sottosviluppati. La dissenteria e la pertosse uccidono un’alta percentuale di bambini, e anche la durata della vita degli adulti è tutt’altro che lunga.

Gran parte della popolazioni Andine vivono nelle valli e sugli altipiani a media altitudine tra i 2.250 e i 3.500 metri, ovvero in quei luoghi dove i terreni sono più facilmente coltivabili, dove le acque di scioglimento dei ghiacciai rendono più umide le terre. Lavorano prevalentemente nei campi coltivando patate, fagioli e semi di quinoa una pianta che costituisce l’alimento base per molte di queste popolazioni. Allevando animali quali il lama, la vigogna e l’alpaca ricavano la preziosissima lana con cui tessono coloratissimi tessuti.
Nelle popolazioni andine dell’Ecuador e della Bolivia ha una particolare importanza la coltivazione ed il consumo di foglie di coca che da più di tremila anni fanno parte dell’alimentazione di questi popoli di montagna. Questa pianta così controversa è per le popolazioni andine al centro della loro vita quotidiana sia per gli effetti medicamentosi sia per il significato che essa riveste nei rituali religiosi. L'effetto stimolante della foglia facilita la popolazione nelle durissime ore di lavoro quotidiano su alture oltre i 3.000 di quota, funge da integratore alimentare migliorando le condizioni generali di salute. Viene spesso usata come medicina contro un gran numero di malori: problemi di circolazione, mal di denti, il mal di pancia, contro i reumatismi, i crampi muscolari, contro il mal di montagna. Viene utilizzata per fare tisane o lentamente succhiata durante le ore di lavoro.
Sembrerebbe tuttavia che l’uso indiscriminato di questa pianta, benché la presenza del noto alcaloide sia abbastanza minima, accorci notevolmente la vita degli Indio che raramente superano l’età dei quaranta anni.

Per quanto riguarda l’origine dei popoli andini va ricordato che l’impero Inca si estendeva lungo quasi tutta l’America del Sud domindo le attuali regioni dell’Ecuador, della Bolivia del Cile e dell’Argentina. La cultura prevalente, fra le numerose etnie andine, è rappresentata dalle popolazioni, che ancora oggi fanno uso della antica lingua “quechua” ovvero l’idioma parlato nell’impero Inca. Esistono tuttavia, nei recessi più inaccessibili delle Ande, popolazioni che mantengono lingua, tradizioni e cultura di origine precolombiana. Si tratta di un gran numero di etnie come, Aymara, i Q’eros e molte altre che fino a tempi più recenti sono state perseguitate.
Ultima modifica il Martedì, 29 Maggio 2012 15:13
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!