Paesi Alti - Antonio G. Bortoluzzi

Come tutti i libri di Bortoluzzi anche se di fatti lontani dal nostro tempo, sembra parlare di cose a noi vicine, forse per l’intimità che si cerea con i personaggi, Tonin, sua madre che sembra guidare la penna dello scrittore involontario. Forse l’aggancio emotivo, forte, si fonda sulla semplicità dei gesti, della quotidianità dei sui dettagli.

Lo abbiamo detto in altre recensioni, la scrittura di Bortoluzzi è eccellente, nel ritmo e nell’uso (ormai così raro) dell’italiano. Per noi tutti che ormai viviamo troppo attaccati al mondo del web, dell’elettronica, al mondo del virtuale. Un libro di carta, ancora una volta… solo una volta ancora… un buon libro, chiediamolo ai nostri librai di fiducia...

Tratto dalla quarta di copertina

Negli anni Cinquanta, in certi borghi sperduti di montagna, tutto è immobile sotto una distesa di neve che sembra non sciogliersi nemmeno d’estate. Le parole boom economico, lì nei Paesi alti, non hanno un significato. Allora si emigra, si lavora la terra, si allevano bestie e si risparmia su tutto, anche sulle parole.

Pesi alti narra la storia del giovane Tonìn, di sua madre, della comunità che li circonda e avvolge. Una storia che dà voce alle cose non dette e che rimangono per sempre in fondo all’anima.

“Il ragazzo osservò la bestia stesa, i propri scarponi, gli zoccoli, la catena alla mangiatoia. Dalla porta socchiusa entravano la luce e il fresco dell’alba. Si sentì piccolo, non un bambino, ma un uomo piccolo, in miniatura, tra bestie grandi, i un luogo inutile, senza nome e perduto in un mondo enorme.”

Informazioni aggiuntive

  • Titolo: Paesi Alti
  • Autore: Antonio G. Bortoluzzi
  • Editore: Edizioni Biblioteca dell'Immagine
  • ISBN: 978-88-6391-176-3
  • Pagine: 168
  • Foto e Illustrazioni: Assente
  • Anno Prima Pubblicazione: 2015
  • Prezzo (Euro): 14
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