Formazione dei venti

Scritto da Martedì, 12 Giugno 2012 17:11

 

L’atmosfera è un corpo gassoso nel quale,  oltre alle molecole di gas, sono  sospese

molecole di acqua sottoforma di vapore. L’atmosfera è sottoposta  all’irraggiamento solare che, nel corso  del giorno e delle stagioni, ne muta la temperatura. Giacché l’atmosfera si comporta come  qualsiasi altro corpo gassoso essa è soggetta a variazioni di pressione le quali sono  in stretta relazione con la temperatura.
Quando due aree dell’atmosfera con temperature e pressioni differenti si incontrano cominciano a scambiarsi masse di aria dando il via alla formazione dei venti. Più precisamente l’area di bassa pressione comincia  a risucchiare aria presente dall’area  ad alta pressione e più in particolare l’aria fredda  essendo più pesante scivola  sotto l’aria calda  che  è più rarefatta di conseguenza più leggera.
Le masse di aria si possono muovere su due piani contemporaneamente: su un piano verticale  come  nel caso dell’aria fredda  che  si insinua  sotto le masse di aria calda  e orizzontalmente producendo dei moti circolari.

Oltre ai venti che  nascono dall’incontro di masse ad alta e bassa pressione esistono venti che si sviluppano nel corso  delle ventiquattro ore di una giornata.

l principio, che  qui spieghiamo brevemente, è comunque abbastanza semplice. I pendii rocciosi della montagna, esposti al sole della mattina,  tendono a riscaldarsi più rapidamente dei prati di fondovalle  (che  rimangono in ombra  più a lungo). L’aria a contatto con il pendio  si riscalda diventando più rarefatta e più leggera. La conseguenza è che  l’aria calda  comincia  a salire.  Per effetto del risucchio  l’aria fredda  presente nel fondovalle  tende a salire dando origine a quella che  viene normalmente chiamata “brezza  di fondovalle”. I venti provenienti dal fondovalle  tendono ad affievolirsi con il trascorrere delle ore fino quando nel primo pomeriggio
in montagna sembra realizzarsi una calma  piuttosto  piacevole. Quando, invece,  alla sera il pendio  si raffredda anche l’aria tende a diventare più fredda  comprimendosi e diventando più pesante: l’aria comincia  a scendere nel fondo valle. Qui nel fondo valle l’aria che  nel corso  della giornata si era riscaldata tende a salire lasciando il posto  all’aria fredda.
Nonostante queste teorie  si presti  attenzione al fatto che  ciascuna zona  montuosa vive di un suo  microclima  particolare e non sempre questa regola  viene rispettata su tutti i versanti di una montagna.
Una buona pratica  è quella di conoscere il movimento delle masse di aria partendo dall’osservazione concreta dei venti dominanti  e di quelli che  si generano nell’arco elle 24 ore. Durante la stagione estiva, per capire  da dove provengono i venti dominanti, è sufficiente esaminare la vegetazione, le chiome  degli alberi e degli arbusti.  Durante la stagione invernale invece  sarà già buona cosa osservare dove si sono  formate  le cornici di neve.
In ultimo è utile chiedere alle genti locali quali sono  i venti principali della zona,  questo infatti può rivelarsi il miglior modo per comprendere i movimenti del vento  nel luogo che  si intende esplorare oltre che  per procurarsi delle nuove  amicizie.

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Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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