Cosa sono e perché si formano le valanghe?

Scritto da Martedì, 12 Giugno 2012 00:00

Dal momento in cui la neve tocca terra comincia un processo di trasformazione chiamato metamorfismo. La neve non si deposita tutta insieme e certamente non si deposita uniformemente su tutte le superfici di una montagna.

Perché, come e quando…

Dal momento in cui la neve tocca terra comincia un processo di trasformazione chiamato metamorfismo. La neve non si deposita tutta insieme e certamente non si deposita uniformemente su tutte le superfici di una montagna. Il vento e l’inclinazione dei pendii creano un manto nevoso stratificato in maniera varia. Superfici diseguali, variazioni nella temperatura ed irraggiamento solare diversificato sui vari versanti di una montagna fanno sì che la neve si trasformi in modi diversi. I cristalli di cui è costituita possono sciogliersi e l’acqua di scioglimento può andare a riempire i vuoti fra un cristallo e l’altro. Lungo i pendii di una montagna il processo di metamorfismo non sempre riesce a rendere meccanicamente stabile l’accumulo. La neve che si distacca scendendo lungo il pendio genera la valanga. Quando una valanga si distacca dall’alto di un pendio acquisisce velocità e nella discesa trasporta con se sempre maggiori quantità di neve aumentando sempre più la sua velocità che può superare anche i 300 km/h.
I motivi che possono dare origine ad una valanga sono molteplici e non sempre è facile individuare il momento in cui questa si distaccherà: uno strato nevoso si deposita su un vecchio strato di neve già trasformata o addirittura ghiacciata. Il nuovo strato rischia facilmente di scivolare sul vecchio strato. Uno sciatore che scende fuoripista tagliando un pendio nevoso può indurre una rottura cha darà il via ad una valanga. Una cornice di neve che si distacca da una cresta cadendo sul pendio sottostante copiosamente coperto da uno spesso strato di neve di riporto può provocare la caduta di una valanga.

Il rischio di valanga

La caduta e distacco di neve si fa ancora più grande quando:
- la neve non ha avuto modo di trasformarsi;
- si è depositato un abbondante strato nevoso;
- si ha un persistere delle basse temperature che impediscono il processo di metamorfismo;
- si è in presenza di pendii la cui inclinazione sia compresa fra i 28° e i 45° di inclinazione.

Si potrebbero enumerare infinite situazioni differenti per cui si genera un valanga. Tuttavia il nostro scopo è quello di fornire gli strumenti per tentare di prevedere il distacco di una valanga o quantomeno minimizzare il rischio che ci si trovi coinvolti in essa.

Per capire se ci troviamo in una situazione di rischio innanzi tutto sarà necessario osservare il manto nevoso. In primo luogo un esame della neve superficiale ci dirà lo stato di consistenza e di aggregazione dei cristalli di ghiaccio: verificheremo se siamo in presenza di neve trasformata, di neve polverosa e ghiacciata, oppure in presenza di neve umida e marcia.
In un secondo momento potremo tentare di esplorare la stratificazione sottostante per constatare la presenza di croste ghiacciate sulle quali possono scivolare gli strati superiori. Non avendo a disposizione una pala e non potendo scavare troppo profondamente con le mani una prima esplorazione è possibile farla con il manico della piccozza. Una discontinuità nella penetrazione del terreno può rivelarci la presenza di strati più o meno compatti e più o meno duri.

Dopo aver ragionato sulla struttura e qualità del manto nevoso sarà necessario osservare le caratteristiche del percorso che intendiamo affrontare:

  • inclinazione del pendio;
  • esposizione al sole del pendio stesso;
  • presenza di cornici;
  • segni di fratture premonitrici del manto nevoso;
  • forma concava o convessa del pendio;
  • condizioni meteorologiche;
  • presenza di canaloni o aree naturalmente prive di alberi.

Riuscire a farsi un quadro generale di questi fattori e delle condizioni del manto nevoso ci può dire quanto è grande il rischio di una valanga.
Tuttavia per i più inesperti l’unico consiglio che rimane valido è quello di affidarsi ad un buon servizio di bollettino valanghe.

Letto 10136 volte Ultima modifica il Giovedì, 30 Agosto 2018 09:30
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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