Rianimazione Cardio Polmonare (RCP)

Scritto da Alessandro Vittore Martedì, 12 Giugno 2012 00:00

Tutte le informazioni che troverete in questa pagina hanno solo un fine informativo e non didattico. Per coloro che non sono esperti suggeriamo di rivolgersi ad una struttura legalmente abilitata all'insegnamento delle norme di primo soccorso. Chiaramente l'uso di queste informazioni è a votro rischio e pericolo.

La RCP è una tecnica utilizzata in caso di arresto cardiaco. In Italia si stima che ogni anno l'arresto cardiaco colpisca una persona su mille, questo elevato numero di casi rende l'idea di quanto sia importante essere a conoscenza della procedura per poter assistere la persona colpita.

Le cause dell'arresto cardiaco possono essere molteplici, molto spesso questa sopraggiunge con una sintomatologia acuta che è causa di una cardiopatia (ad esempio una coronaropatia), questo vuol dire che nella maggior parte dei casi l'arresto cardiaco (AC), si manifesta all'improvviso e senza “segni premonitori”, poiché la malattia non presentava una sintomatologia.

Nella stragrande maggioranza dei casi, l'AC è l'evento culminante di aritmie cardiache quali la “Fibrillazione Ventricolare” (FV) e la “Tachicardia Ventricolare” (TV), infatti il cuore, quando è in preda a queste aritmie, non riesce a svolgere il suo lavoro di “pompa” sanguigna, a questo segue l'ischemia che porta inevitabilmente, se non trattata tempestivamente, ad asistolia (mancanza totale di ritmo) e morte nel giro di pochi minuti.
Come si attua la Rianimazione Cardio Polmonare
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Bisogna prima di tutto sapere che la RCP è un “punto fondamentale” di quello che in gergo viene definito come BLS (Basic Life Support), una procedura di primo soccorso standardizzata che serve ad assicurare le funzioni vitali di base. Questa si basa essenzialmente su una sequenza di quattro azioni indicate con le lettere A, B, C e D:

A – Apertura delle vie aeree;
B – Respirazione;
C – Circolazione;
D – Defibrillazione;

La quarta fase, ovvero la defibrillazione, è praticata dal personale competente (118), il nostro compito è quindi quello di assistere la persona infortunata in modo da prolungare il periodo di sopravvivenza (che senza BLS sarebbe di qualche minuto) in attesa dei soccorsi.

A) Apertura delle vie aeree

E' la prima azione che bisogna compiere, serve a facilitare l'ingresso di aria nei polmoni dell'infortunato. Consta di due manovre:

a)  Iperestensione del capo e sollevamento del mento: con la palma di una mano posta sulla fronte si spinge mentre con due dita dell'altra mano si preme sulla parte ossea del mento spingendo verso l'alto.

b) Sublussazione della mandibola: quando non è possibile iperestendere il capo (traumi cerebrali o alla spina dorsale) si procede spingendo prima in basso la mandibola e poi portandola avanti in modo da avere l'arcata dentale inferiore in posizione anteriore rispetto all'arcata dentale superiore.

B) Respirazione

Manovra GAS (Guardo-Ascolto-Sento): per 10 secondi posizioniamo la nostra guancia in prossimità della bocca dell'infortunato con lo sguardo rivolto al torace. Essenzialmente si tratta di guardare (G) se ci sono eventuali movimenti del torace, ascoltare (A) eventuali rumori emessi e sentire (S) l'aria emessa dalla bocca per assicurarci della presenza di attività respiratoria.
In caso di assenza di quest'ultima si procede alla ventilazione artificiale: è importante aver eseguito impeccabilmente la fase A. Si procede insufflando aria lentamente facendo aderire le proprie labbra attorno alla bocca dell'infortunato. E' anche importante cercare di prendere aria maggiormente ossigenata quindi inspirando voltandosi dalla parte opposta, soprattutto in spazi chiusi. In assenza di respirazione bisogna insufflare aria (lentamente per circa 2 secondi) ogni 5 secondi per un totale di 12 atti respiratori al minuto.

C) Circolazione

E' in questa fase che attueremo il massaggio cardiaco, dopo aver constatato l'assenza di battito cardiaco (monitorando il polso carotideo e non quello radiale, poiché in quest'ultimo è necessaria una pressione sanguigna maggiore per essere rilevabile), procederemo in questo modo:

Posizioniamoci in ginocchio a livello del torace dell'infortunato, braccia e spalle perpendicolari al punto in cui applicheremo le compressioni, esattamente sullo sterno, posizionando la palma della mano sulla superficie scoperta del torace e con l'altra mano     incrociando le dita della mano posta sul torace e tirandole in alto in modo da non toccare altri punti. Adesso con il peso del nostro corpo applicheremo una forza in grado di abbassare di circa 4 cm la cassa toracica dell'infortunato, in questo modo si attuerà una sorta di circolazione sanguigna poiché il cuore viene compresso tra lo sterno e le vertebre toraciche.

La frequenza delle compressioni (è importante che il movimento di compressione e rilasciamento siano della stessa durata) dev'essere di 100 al minuto. Le ultime linee guida (2005) riportano un ciclo di compressioni/ventilazioni di 30 compressioni alternate a 2 insufflazioni.

E' importantissimo non smettere di applicare la RCP prima dell'arrivo dei soccorsi, l'ideale sarebbe la situazione in cui due persone applichino la BLS alternando i ruoli (una persona insuffla e l'altra attua il massaggio cardiaco), dando modo all'altro di prendere fiato.

Letto 5947 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Novembre 2015 12:53
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