Affrontare il freddo - Effetto Wind Chill

Scritto da Martedì, 12 Giugno 2012 09:53

Che cos'è l'effetto "Wind Chill"?

Fra le molteplici difficoltà che si possono incontrare in montagna il vento è uno di quei fattori che può assumere caratteri completamente diversi a seconda della stagione.

In estate, quando si va in montagna per cercare il fresco, il vento può rappresentare un piacevole ristoro rendendo il camminare molto più gradevole. Durante l’inverno, invece, il vento freddo può risultare assai problematico rendendo difficoltosi i movimenti, sbilanciando l’equilibrio dell’escursionista e soprattutto sottraendo preziosissimo calore al corpo.

Vediamo come affrontare il vento in montagna.
La prima cosa che dobbiamo fare è imparare a conoscere e comprendere i motivi della formazione dei venti, come spiegato nello capitolo apposito capitolo nella sezione dedicato alla meteorologia. Conoscere il vento ci può fornire utili informazioni sulla sua temperatura, sulla sua direzione e sulla sua probabile durata nel corso della giornata.

A seconda della velocità del vento muta la temperatura percepita dal corpo. Per conoscere la temperatura percepita dal corpo sotto l’effetto del vento si fa normalmente riferimento al calcolo del così detto “wind chill”. Si tratta di una tabella nella quale vengono messe in relazione velocità del vento e temperatura percepita dal corpo.

 

Ma cosa significa esattamente temperatura percepita?
Il vento con la sua costante azione di rinnovo dell’aria intorno al corpo sottrae continuamente sottilissimi strati di aria calda a contatto con la pelle. L’azione continua del vento sul corpo ne abbassa enormemente la temperatura, molto più velocemente di quanto farebbe se l’aria fosse ferma.
Una prima azione per contrastare il Wind Chill è quella di coprire il proprio corpo con differenti e numerosi strati di abbigliamento. Fra gli strati si creano delle porzioni di aria tiepida che isolano dal contatto diretto con il freddo e dall’azione del vento. Si tratta in realtà di conservare una parte del calore all’interno del vestiario.

Per difendersi dal vento freddo è necessario in primo luogo proteggere la testa con un berretto. La testa, infatti, essendo la porzione del corpo meglio irrorata dal sangue può disperdere una gran quantità di calore.
Nei giorni cielo libero, con sole intenso e vento forte per evitare di dover indossare un cappello troppo caldo sarà sufficiente proteggere le orecchie, maggiormente sensibili all’effetto “wind chill”, con una fascia para orecchie.

Dal vento vanno protette la zona addominale, anch’essa molto irrorata di vasi sanguigni e l’interno coscia percorso dalle due grandi arterie che irrorano le gambe. In questo caso sarà sufficiente un pantaloncino in tessuto sintetico, del tipo running, da indossarsi sotto al normale pantaloncino da escursionismo invernale. Un pantaloncino di questo tipo è capace di coprire la parte inferiore dell’addome, le cosce senza coprire eccessivamente il resto delle gambe.

L’escursionista deve fare piuttosto attenzione all’azione del vento in particolar modo quando a contatto della pelle i vestiti risultano umidi. In questo caso l’effetto Wind Chill è ancora più aggravato in quanto l’umidità a contatto con la pelle accelera la sottrazione di calore evaporando verso l’esterno.

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Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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