Monte Greco da Passo Godi

Scritto da Sabato, 01 Ottobre 2011 00:00

Sabato, 1 Ottobre 2011

Descrizione del Percoso

Il Monte Greco è la cima più alta dei Marsicani si tratta di una cima isolata all'interno di un gruppo di cime minori e di scarso interesse estetico.
A oriente del Monte Greco abbiamo le cime di Le Gravare di Sotto, Toppe del Tesoro e del Monte Pratello.
A occidente invece troviamo Serra di Rocca Chiarano, Rocca Chiarano, a sud est chiude il gruppo di cime il Monte Chiarano, un basso colle antistante lo stesso Monte Greco che potremmo facilmente considerare una sua continuazione. A nord ovest invece troviamo l'ampio piano delle Gravare che digrada lentamente verso Sacanno.

Delle molte possibilità per salire al Monte Greco è possibile realizzare un giro ad anello che veda cavalcate tutte le cime occidentali del gruppo. Serra di Rocca Chiarano, Rocca Chiarano, Monte Chiarano, Greco e la piccola cima (se così la vogliamo considerare) di Serra Le Gravare.

Si tratta di un giro ad anello di circa 20 km per gambe molto allenate che richiede resistenza al cammino ma che non richiede troppa potenza per sostenere i dislivelli di salita e discesa.

Consigliamo il giro in tarda estate quando l'aria è più fresca evitando i periodi di clima più torrido.

A Passo Godi si lascia l'auto nell'ampio parcheggio antistante il Rifugio di Passo Godi.
Si punta in direzione della breve sciovia che risale le coste della Serra di Rocca Chiarano.
Si piega leggermente a sinistra (ovvero verso nord ovest) puntando verso le strutture metalliche che impediscono la caduta delle valanghe dalle cime soprastanti. Si intercetta direttamente la cresta con un salto di circa 500 metri di dislivello. Una volta in cresta il percorso sarà certamente più semplice ed intuitivo. Oltre la cresta possiamo osservare il piano delle Gravare, il piano Polverino sottostante il lontano Monte Pratello e i sui brutti impianti di risalita. Verso Sud Est possiamo vedere spiccare netta la piramide del Monte Greco al centro del vallone come a dominare tutte le cime circostanti. Bisogna dire che proprio sotto il profilo estetico il Monte Greco è una cima che in estate si delinea in modo decisamente anonimo. Quasi perso fra le infinite gobbe degli altipiani delle Gravare s appare essere una cima priva di carattere. Forse più interessante il suo aspetto durante l'inverno quando la copertura nevosa aiuta a delineare il suo morbido profilo. Sicuramente il suo versante più esteticamente più interessante è quello nord orientale dove le sue coste rocciose cadono a picco verso il sottostante piano di Antone Rotondo.

Dalla cresta che abbiamo intercettato salendo direttamente da Passo Godi, come si è detto, il percorso si fa immediatamente intuitivo. Si segue la lunghissima linea di cresta intercettando ogni punto di quota e le cime di Serra di Rocca Chiarano (2262 m) e Rocca Chiarano (2175 m). Dalla cima di Rocca Chiarano si scende in modo pressoché continuato fino alla Valle Pistacchio dalla quale è possibile vedere l'omino di vetta del Monte Chiarano (2178 m). Dopo la lunga cavalcata di cresta questo saliscendi potrà sembrare una fatica già piuttosto impegnativa. Ci resta, comunque salire ancora sul vicino Monte Greco. Una volta giunti al Monte Chiarano si cambia direzione puntando verso nord ovest, si sale lungo la morbida linea di cresta fino alla cima dove sorge in fine la croce di Vetta dell'ambito Monte Greco (2283 m). Per la sua posizione centrale in questa porzione di montagne è possibile osservare nella sua completezza la linea delle cime delle Mainarde e del poderoso gruppo del Marsicano a ovest e a nord est la sagoma della Majella che per un gioco di prospettiva risulta essere visivamente meno imponente e massiccia del solito.

Il ritorno a Passo Godi avviene chiudendo l'anello attraverso la Serra delle Gravare, una breve e morbida crestina che dal Monte Greco scende verso il Piano Le Gravare. La camminata prosegue all'interno dell'altopiano tenendo sulla nostra sinistra la lunga Serra dei Rocca Chiarano. Da qui è meraviglioso osservare le imponenti pareti che cadono a precipizio sull'altopiano e la linea seghettata del massiccio montuoso. Puntiamo nettamente verso Nord-Ovest verso il Valico dello Scalone (quota 1926 m) dal quale scavalleremo per ritrovare la vista su Passo Godi. Già in prossimità dello Stazzo Matruccie possiamo individuare bene il Valico dello Scalone e chiarissimi segni di sentiero su terreno di sfasciumi.
Dal valico si scenderà per chiarissimi segni di sentiero (sentiero noto come Y2) che ci riporterà senza esitazione direttamente a Passo Godi chiudendo l'anello dove avevamo lasciato l'auto in partenza.

 

La Storia

Questo giro che avevo ideato da più di un anno aveva essenzialmente l'obiettivo di collezionare le cime del Monte Greco e di Chiarano. Per realizzarlo aspettavo con pazienza che si verificassero tutte le condizioni necessarie perché da questo progetto ne venisse fuori una meravigliosa escursione e una grande giornata.
Di ritorno dalle Maldive ero poco propenso ad uscirmene in montagna, con gli occhi ancora pieni del meraviglioso Oceano Indiano decido tuttavia di compiere questo giro. All'ultimo momento contatto qualche amico per sondare la possibilità di un'escursione insieme ma con così scarso preavviso mi rendo conto che un rifiuto è praticamente una certezza.

Decido alla fine di uscire da solo, un momento che per me potrebbe semplicemente considerarsi una catarsi, il giro di boa definitivo sul mio modo di andare in montagna.
Partire tardi, muoversi con calma, godersi la giornata senza correre, tornare tardi a casa, senza fretta. Con questo atteggiamento che Max definirebbe “Slow Walking” decido di sviluppare l'intera giornata. Mi fermo di continuo, dedico tempo alle foto e cammino con lentezza.
Questo mi tornerà utile nel corso della giornata per sostenere l'imponente giro di 20 km.

Sono sei mesi che non cammino in montagna e sento chiaramente d'aver perso la forma fisica. Ma in questi mesi e la vacanza alle Maldive mi hanno restituito tutta la serenità mentale per affrontare questa ed altre lunghe avventure.

“Stile Alpino – Storie di Uomini e Montagne”  è il cambio epocale della mia vita, scelgo di riscoprire la montagna attraverso gli occhi degli uomini, degli amici che mi circondano. Le montagne sono un luogo della natura di una meraviglia sconfinata ma anche di una desolazione spaventosa, rimangono per questo un luogo del tutto inospitale. Vivere la montagna attraverso lo sguardo di un compagno è certamente il modo migliore per dare un senso alla desolazione delle cime. Dopo sei mesi di riposo sabbatico decido di ritornare in montagna per pensare “all'uomo” gettando uno sguardo “dentro” e “oltre” per sondare le questioni di “senso” della vita. Stile Alpino come diario di viaggio che parli di Uomini e Montagne. Questa mia prima escursione è un ritorno alle origini, ricomincio da me stesso osservandomi nelle mie fragilità come nei miei punti di forza. Scopro quanto possa essere noioso camminare in solitaria, senza poter scambiare una parola, un gesto, uno sguardo con un compagno d'avventura.

Ho percorso 20 km fra creste, cime, pietraie, erbe alte e secche sapendo che oltre allo sguardo che posso gettare nell'intimo della psiche, nel profondo del mio stesso spirito, domani... getterò il mio sguardo negli occhi di altri uomini e donne che possano dar senso a queste sconfinate montagne...

 


Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

    Scheda tecnica ancora non disponibile...