Monte Terminillo, il piacere di una ripetuta...

Scritto da Giovedì, 08 Aprile 2010 00:00

La salita al canale centrale del Monte Terminillo è una classica per gli alpinisti romani. Tecnicamente poco difficile, il canale centrale è caratterizzato da circa 200 metri di dislivello da percorrersi con inclinazioni intorno ai 35 gradi .
Il promotore dell'uscita è Massimiliano, costretto a prendersi dei giorni di ferie per consumare quelli accumulati nell'anno precedente e mai consumati, mi propone di uscire in mezzo alla settimana. La trovo subito un'ottima idea. Per non lasciare nulla di intentato lancio la proposta agli altri membri del gruppo. So che le adesioni saranno scarse se non nulle ma la speranza è sempre l'ultima a morire. Per questa volta la mia speranza viene ben ripagata perché anche Andrzej aderisce all'uscita. A differenza di Massimiliano, Andrzej è già stato sulla Cima del Terminillo ma sempre per la via normale. Entrambe non hanno idea di cosa li attende. Niente di terrificante, naturalmente, solo un piccolo Luna-Park infrasettimanale. Come al solito ci si muove di buon ora e alle prime luci del giorno siamo già in zona Rifugio Sebastiani. La strada è stata liberata dal manto nevoso ormai ben consolidato. Duro, anzi completamente ghiacciato.
Le previsioni meteo davano tempo variabile ma contro ogni previsioni in cielo c'è solo un grande astro splendente: Il sole.
Camminiamo spediti fino alla base del canalone centrale. Il manto nevoso è solidissimo, una fine lastra di ghiaccio generato dalla fusione superficiale della neve copre ogni cosa, ogni superficie, ogni dosso. Alla base del canalone ricordo ad Andrzej la manovra di autoarresto. Troppe poche nozioni per una salita comunque a carattere alpinistico. Il rischio di cadute è minimo tanto più che la traccia è già presente. Andrzej pone alcune semplici domande che mi fanno capire una sua giusta perplessità. E' alla sua prima vera e propria esperienza di ramponi e piccozza. Cominciamo a salire a zig-zag la base del canalone. Auguro a tutti un “buon lavoro” e comincio ad aprire la strada. Massimiliano come sempre se la prende con calma e lascia il passo ad Andrzej che con fare sicuro mi viene dietro seguendo ogni mio passo. Il sole è caldissimo ed è reso ancora più caldo dalla completa assenza di vento. A metà della salita il caldo è insopportabile così decidiamo di fermarci al primo sasso affiorante dalla neve. Io e Andrzej assicuriamo gli zaini e ci togliamo la giacca. Il resto della salita è pura pazienza, controllo e tecnica precisa e metodica. Rampone, rampone, piccozza, rampone, rampone, piccozza... e così via tenendo sempre due appoggi fissi a terra per non perdere mai l'equilibrio. Andrzej tende ad appoggiarsi al pendio gli spiego che su ghiaccio sarebbe meglio tenersi il più verticale possibile in modo da caricare tutto il peso sui ramponi e migliorare la presa sul ghiaccio. Andrzej è alto come me e trova difficile tenersi in verticale, ha continuamente la sensazione di cadere all'indietro sbilanciato dallo zaino che tiene sulle spalle. Gli spiego che è una questine di baricentro. Andiamo avanti.
Alla fine del canale centrale il canale perde inclinazione ed aprendosi finisce per girare sulla sinistra. Lascio passare Andrzej avanti, la traccia è ancora molto chiara, l'uscita dalla cornice poco pronunciata è intuitiva e tecnicamente semplice. Andrzej è contentissimo e con uno sprint finale esce direttamente in vetta senza alcuna esitazione.
Come altre volte il Terminillo ci regala una giornata di sole splendente e generoso. In vetta tira un po' di vento, niente di fastidioso non fosse altro che siamo sudati fradici ed il sudore ci si gela addosso.
Max ci raggiunge in pochi minuti e finalmente siamo tutti e tre in vetta. Un panino, un sorso d'acqua e siamo già in movimento per tornare a casa. L'uscita infrasettimanale ci lascia poco tempo, sempre preoccupati di incappare nel rischio “traffico”.
Per la discesa decido di visitare nuovamente la Valle della Meta, fare il giro dell'intera cima del Terminillo anche per poterla osservare e fotografare in tutti i suoi versanti. Attacchiamo la discesa nella Valle della Meta direttamente dal brutto monolite di vetta. Scendiamo su un pendio di solo ghiaccio vetrate. Ci sono tracce di sci, qualcuno è riuscito a scendere quando ancora il manto nevoso non aveva trasformato a dispetto della delibera del Sindaco di Micigliano che nei mesi scorsi ne aveva interdetto la percorrenza con gli sci. I parere fra gli scialpinisti è che una delibera comunale di questo tipo sia solo una delibera a carattere propagandistico e soprattutto a scarico di qualsiasi responsabilità del comune.
Scendiamo dritti nella Valle della Meta una volta arrivati quasi in fondo Andrzej ne approfitta per capire come fare la manovra di autoarresto facendo qualche scivolata improvvisata.
Il passo è buono e giriamo intorno al Monte Terminillo fra dossi ghiacciati coperti da un insistente manto nevoso e guglie imponenti. Sotto al versante Nord del Terminillo mi soffermo a fare qualche foto. Il paesaggio mi è ormai piuttosto noto, forse è già l'ottava volta che salgo su questa montagna. Negli anni ho percorso più o meno tutti i canalini. Mi manca solo la via Chiaretti-Pietrostefani che andrebbe percorsa con il dovuto sistema di assicurazione, imbraghi e corde. La mia inesperienza in questo senso è totale e da anni mi si è scatenata una “voglia di capire la tecnica” per arrivare nel tempo a controllarne ogni aspetto.
Ai piedi del canalone della via Chiaretti-Pietrostefani ci fermiamo per una decina di minuti, ne approfitto per fare un bilancio mentale degli ultimi sei mesi. Mi guardo indietro e posso affermare di aver fatto ed imparato moltissimo. In questi ultimi sei mesi ho messo all'attivo un corso di roccia, un corso di ghiaccio e “dulcis in fundo” ho imparato a sciare nel più spettacolare degli ambienti montani: il comprensorio sciistico di San Martino di Castrozza sotto alle meravigliose Pale di San Martino. Posso ritenermi soddisfatto perché mai negli anni precedenti avevo fatto così tanti progressi in così poco tempo. Così, con umiltà e modestia, dopo aver scattato l'ultima foto della via Chiaretti-Pietrostefani, abbasso il mio sguardo puntato nel cuore stesso di questa via ….
Dalla base della via Chiaretti-Pietrostefani il ritorno fino al Rifugio Sebastiani non ci impegna per più di mezz'ora. Siamo tutti e tre ampiamente ripagati d'aver fruito di una delle poche giornate assolate di queste ultime settimane.
Ritorniamo a casa ciascuno con un proprio bagaglio di soddisfazioni: io con il mio solito carico di fotografie, Massimiliano finalmente è riuscito a fare la sua prima via sul Terminillo, Adrzej ha realizzato al sua prima via ramponi-piccozza a carattere alpinistico.
Ancora una grande giornata di sole, di buona compagnia, di sogni e speranze vissuta sulla all'ombra (o alla luce) della Montagna dei Romani....

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

    Scheda tecnica ancora non disponibile...