Un Elefante per una bambina...

Scritto da Martedì, 10 Giugno 2008 00:00

Martedì 10 Giugno 2008

Da un paio di settimane una l'Italia è in balia delle correnti umide occidentali. Il nostro buon Oracolo Meteorologico ha confermato che il mese di giugno sarà una disastro sotto il profilo delle giornate di sole...
- Insomma – dice Oracolo - un giornata tersa non ci sarà mai per le prossime due settimane; niente di che, però sappiate che più si esce presto e meglio è. Ma non devo certo ripetervelo, è scontato per voi esperti trekkers...

In effetti questo lo avevo intuito, seguo le previsioni giorno per giorno in attesa di cogliere il momento giusto ed onorare una promessa fatta ad una bimba.
Elisa vuole vedere com'è sono le montagne del suo papà così mi decido ed approfitto di una finestra di sole che, a dire delle meteorologi, si manterrà stabile per tutta la mattina.
La sera lo zaino è già pronto, la bambina è eccitatissima, viene mandata al letto presto per riposarsi in vista dell'alzataccia e della camminata impegnativa.

Arriviamo al Rifugio Angelo Sebastiani alle 6 di mattina, vogliamo cogliere le prime luci del giorno ed approfittare del cielo libero se possibile evitando di prendere la probabile pioggia. Ci prepariamo, evitando di coprirci troppo, anche se l'umidità rende la mattina insolitamente fredda per un giorno di giugno.

Basta poco ed entusiasmare i bambini, Elisa ha l'impressione di intraprendere una missione epica. Le indico la vetta... per l'eccitazione non può fare a meno di lanciare un grido grido di gioia misto a stupore. Tutto questo mi da una grande soddisfazione e mi ripaga ampiamente dell'impegno. Devo insegnare ad Elisa tutto quanto, anche semplicemente come mettere un piede davanti all'altro. So che questo sforzo di portarla passo passo verso la sua prima vetta le rimarrà come un meraviglioso ricordo di una giornata esclusiva trascorsa ... (e per dirla all'americana) per aver passato del tempo di qualità col suo papà.

Quando dice - Papà, parliamo, mi piace parlare mentre cammino... - Mi rende felice perché sembra aver capito lo spirito primario di questa escursione. Siamo io e lei a camminare, tenendoci per mano e questo significa molto di più della semplice conquista di una vetta.

Il mio passo sarebbe ovviamente più veloce per questo scelgo di starle dietro in modo da controllare ogni suo passo e qualora fosse necessario condurla per mano lungo i punti meno pericolosi del sentiero.

In effetti questo sentiero proprio semplice non è, forse in montagna nessun sentiero è semplice per un bambino. Va tenuto conto che le gambe dei bambini sono più corte degli adulti ed un piccolo sasso per loro può rappresentare un ostacolo piuttosto grosso da evitare. Gli scarponcini da trekking le tengono ben salda la caviglia evitandole le continue storte dovute alla presenza dei sassi.

- Guarda dove metti i piedi, cerca sempre il punto più sicuro per posare i piedi... – le dico ripetutamente come a sollecitarla a soppesare attentamente ogni sua mossa, sperando che da questo atteggiamento nel camminare ne sorga un altro tutto psicologico che si possa portare nella vita come comportamento prudenziale.

Ma la terapia è anche mia, a differenza della banale quotidianità nella quale mi perdo nei “doveri” e “cose da fare”, sono costretto a stare attento ai suoi movimenti, alle cose che dice... Elisa è metodica e conta i segnali bianchi e rossi che contrassegnano il sentiero.

Ci muoviamo lungo la cresta di Pratorecchia sempre seguendo la segnaletica del CAI (sentiero 434), va detto,  in ottime condizioni di manutenzione. Ai piedi del Monte Elefante ci fermiamo per fare un breve colazione, bere un po' d'acqua e ripartire alla volta della vetta. Gli ultimi cento metri di dislivello sono un po' faticosi per Elisa la quale nonostante tutto si concede solo due pause nelle quali si ferma a cantare buffe canzoni imparate a scuola. Nei momenti di stanchezza riesce ancora ed essere entusiasta e felice...

L'arrivo in vetta è per me me una grande emozione, le lascio il privilegio di mettere il piede sulla vetta per prima. Scatto foto a ripetizioni per congelare in un istante perfetto: mia figlia ed il paesaggio meraviglioso, primaverile, commovente.

Ci facciamo le solite foto di rito,  ma già un vento umido sta portando nubi su tutto il versante est del Terminillo, ci affrettiamo a scendere puntando dritti verso la carrareccia che dal Rifugio Sebastiani conduce in direzione Micigliano. Scendendo a zig zag lungo i pratoni del versante ovest del Monte Elefante giungiamo alla stradina che ci condurrà rapidamente al Rifugio.

Elisa è felice, io sono in brodo di giuggiole... una breve escursione un successo del cento per cento!

Informazioni Escursionistiche

Questo percorso è adatto ai bambini (a partire dai 5 anni) già avvezzi alla montagna, ai sentieri ed al camminare, purché si faccia attenzione a dove mettono i piedi, tenendoli per mano nei punti di maggiore complessità e dove il sentiero si fa maggiormente stretto ed esposto. Un solo tratto risulta più difficile basti essere prudenti e mai frettolosi di raggiungere la meta

Per una tranquilla passeggiata domenicale è certamente più agevole scegliere di percorrere la carrareccia in direzione Micigliano evitando il percorso in cresta. Giunti ai piedi del Monte Elefante ed in prossimità di un canalino di erosione è possibile salire fino in vetta.

Qualora, tuttavia, si preferisca il percorso in cresta dalla Sella di Pratorecchia, tenere sempre massima attenzione al versante nord-est piuttosto scosceso a volte esposto verso il quale non bisogna mai far avvicinare i bambini.

Tempi di percorrenza e valutazione d'insieme

Andata: 2 ore (tenendo presente l'andatura dei bambini)
Ritorno: 1 ora e ½.
Dislivello: 200 metri circa
Saliscendi di modesta entità

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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