Monte Orsello (2043 m) da Valico della Crocetta

Scritto da Venerdì, 01 Febbraio 2008 00:00

Monte Orsello dal Valico della Crocetta

Venerdì 1 Febbraio 2008

Gli appassionati di montagna sono tanti e non sempre organizzare un’escursione in montagna è la cosa più semplice del mondo. Probabilmente, sono il primo ad ammetterlo, la pigrizia vince sul desiderio più insistente. Ma la montagna sa premiare gli appassionati più incalliti.
Fabrizio e Fabio mi hanno contattato qualche settimana fa. Non ci conoscevamo, il sito ha fatto da tramite, qualche scambio di email ed abbiamo capito che potevamo condividere le passeggiate in montagna.

Le previsioni meteo per il week end non preannunciavano nulla di buono, ma la nostra voglia di montagna è stata assai superiore a qualsiasi vento freddo proveniente dall’atlantico.
Ci accordiamo per il solito appuntamento alla Metro la Rustica alle ore 5.30.

La sveglia suona e vorrei rimanere sotto le coperte calde. Sono consapevole che mi attende una giornata di vento e freddo intenso. Mi alzo lo stesso consapevole che una volta sulle creste mi sentirò come l’uomo più felice del mondo.

Partiamo dalla Rustica alle 5.40 circa destinazione Campo Felice per tentare la salita al Monte Orsello. Il vantaggio di scegliere una meta come Campo Felice è di avere a disposizione delle meravigliose montagne a meno di un’ora e mezza di macchina da Roma.

Arriviamo al Vado della Crocetta alle 7.00 i soliti preparativi, scarponi, giacche, un’ultima aggiustata allo zaino e siamo già sulla strada.
All’altezza de Vado della Crocetta ci sono due stradine. Osservando la strada in direzione Casamaina a destra abbiamo un sentiero che conduce verso il Monte d’Ocre. Sul lato sinistro invece abbiamo un sentiero che conduce alla miniera di Bauxite del Monte Orsello.
Superata la miniera di Bauxite si prosegue in direzione sud est mirando verso l’inizio della cresta del Monte Orsello. Seguendo la sterrata e superato un piccolo boschetto si giunge proprio in prossimità di un pratone che si trova sul crinale sud del Monte Orsello da qui è possibile vedere la cresta che sale regolare fino a quasi 2000 metri di quota. Proseguendo in direzione della cresta si supera un secondo pratone da qui si attacca la cresta.

Noi troviamo il crinale sud completamente (o quasi) scoperto di neve. I venti di scirocco carichi di acqua calda hanno sciolto quella poca neve residua del periodo natalizio. Ci voltiamo ad osservare Campo Felice è vediamo bene come di neve ne sia rimasta poca. Fabrizio è originaio di Avezzano e su queste montagne si sente molto a suo agio, apre al strada seguendo la cresta e tenendosi sul crinale sud. Non ci sono difficoltà di sorta. La cresta è solo leggermente esposta passando vicino a dei grandi roccioni molto eleganti e belli. A quota 1800 metri entriamo nelle nuvole. Non ci impressiona molto la visibilità è comunque buona. Fabrizio fatica un po’ a stare al passo un po’ per  la sua mancanza di esperienza un po’ per il suo scarso allenamento. Con il crescere del vento ci copriamo tutti proseguendo lungo la cresta. Arrivati a quota 2000 comincia la danza del saliscendi. Una gobba, un omino, una mammellone, un omino, un’altra gobba, un omino e via così per tre volte camminando a quota duemila nella nebbia fitta e nel vento gelido. Fabio è determinato, ha un desiderio di avventura che lo spinge con tenacia a proseguire fino a quando l’insistenza ci premia.

Fabrizio arriva in vetta e trova la croce del monte orsello abbattuta per terra. Un piccola crocetta di ottone giallo su cui è scritto Monte Orsello Mt. 2043 CAI L’AQUILA. Siamo felici e neppure troppo stanchi, la salita è durata 2 ore e mezza. Il vento freddo ci impedisce di letteralmente di rimanere in piedi. Tentiamo di metterci al riparo sul versante Nord ma la visibilità è scarsa ed i mammeloni i neve sono inospitali.
Scendiamo di quota fino ad una delle tante selle qui mangiamo al riparo del vento godendoci l’aria fredda dell’alta quota.

La discesa è meno rapida ci tratteniamo maggiormente ad esplorare il percorso, facciamo qualche prova di scivolata giusto per tenerci in allenamento ma la neve è poca ed il pendio non è del tutto adeguato.

Arrivati al tratto discendente della cresta deviamo sul crinale nord dove la neve si è accumulata maggiormente, scendiamo saltellando nella neve polverosa fino ad un grande vallone tentando di mirare al bosco di faggi e roverelle. In tre ore siamo nuovamente alla macchina. L’escursionione è stata un ottimo successo. Fabrizio con questa uscita ha ripreso ufficialmente a frequentare la montagna. Fabio sta aprendo un nuovo capitolo nella sua vita avventurosa e piena di esperienze.
Io finalmente, dopo due mesi di astinenza ho riassaporato il gusto della fatica e la soddisfazione della vetta.

Alla prossima ragazzi.

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