Cima delle Gravare di Sotto (2087 m)

Scritto da Mercoledì, 12 Gennaio 2011 00:00

Mercoledì, 12 Gennaio 2011

Sentivo ancora l'umore nero che mi ero portato nella mia prima uscita del 2011, uno stato di pensieri razionali e sentimenti sconnessi e destrutturati. Tre le sensazioni che mi portavo dentro: che ci faccio qui, io, ora su questa montagna; perché mi è assolutamente indifferente l'essere qui; tale la fatica che provo che questa montagna mi sta facendo letteralmente male (ma male fisicamente intendo).

E siccome il fisico, come si sa, va di pari passo con la mente il tutto ha finito per per essere splendidamente rappresentato sul palco di un teatrino grottesco accuratamente improvvisato per tentare di riprendermi la mia passione per la montagna. Ma la verità è che non si può volere ciò che si vuole... le passioni così arrivano e così se ne vanno... ed in questo momento la mia passione per la montagna si è notevolmente affievolita.

Alessandro mi propone un'uscita infrasettimanale. Potrebbe starci bene... ma... il piccolo di casa ha una nuova (per la quarta volta) influenza. Rino-sinusite dice la pediatra. Ok devo rinunciare per l'ennesima volta. Poi il mio angelo custode mi chiama e mi dice: "vai ... ci sto io con il piccino!".

Siamo sulla strada alle 5 di notte. Non è stato difficile alzarsi ai soliti orari antidiluviani, più complesso è stato invece trovare le motivazioni per uscirmene a distanza di pochi giorni. L'allenamento forse. Si! Devo riprendere l'allenamento. Non si deve mai smettere di andare a camminare.... e io sono fermo da troppi mesi.
Una nuova motivazione interiore la trovo nella conferma che la cima individuata a ottobre 2010 fra Toppe del Tesoro e la cima dei Tre Confini è in effetti una cima ben distinta e rispetta tutti i criteri per essere riconosciuta tale. La conferma mi arriva qualche giorno prima anche Alberto tornato da una breve vacanza proprio su quelle montagne.

Bene, allora io e Alessandro partiremo alla ricerca di questa particolare cima fantasma “senzanome” che, semplicemente, potremmo anche chiamare "Cima Gravare di Sotto" giusto per una corrispondenza con la nomenclatura delle carte. Sempre su carta sembrerebbe che questa cima raggiunga la modesta quota di 2087 metri, staremo a veder...

L'arrivo agli impianti sciistici dell'Aremogna è carico di aspettative ma il cielo ci è contrario. Le nuvole si muovono veloci ma sono anche molto cariche di umidità. Le previsioni davano bel tempo al centro ed in peggioramento al nelle are meridionali dell'Abruzzo. E così è stato. Sappiamo da subito che avremo problemi ma tentiamo di non farci scoraggiare. Di noi due Alessandro è il più carico sia nella forma fisica che nel morale.

Partiamo dall'ampio parcheggio dell'impianto di risalita di "Le Gravare". Lasciamo le piste e gli impianti tutti alle nostre spalle ed intercettiamo subito la lunga cresta settentrionale del massiccio. Si tratta di una lunga ed unica pettata fino a quota 2087. La neve è ottima, croccante e solida al punto da far prendere ottimamente i ramponi. Il percorso è monotono, intorno a noi il tempo sembra migliorare poi oltre la quota 1900 le nubi si addensano e comincia  nevicare. Siamo quasi in vetta rischi particolari non ce ne sono, possibilità di perdersi neppure.
In vetta arriviamo in circa 2 ore e 45 minuti. Io sono devastato dalla stanchezza che si aggiunge a quella accumulata e non smaltita di due giorni addietro. Nelle nebbie vedo la cima ... che Dio mi perdoni... non provo nulla e questa è la cosa più terribile per la seconda volta a distanza di pochi giorni.

Ho fatto quello che credevo perfetto. Un cima nuova, un'esplorazione improvvisata, un percorso scelto in libertà, un amico paziente che mi ascolta blaterare sciocchezze su come si costruiscono siti internet, un giorno a caso... ma niente... c'è un silenzio cupo dentro di me... sembro essere improvvisamente refrattario alle emozioni che un tempo mi erano familiari. Tutto questo... oggi... troppo familiare.

Ormai siamo dispersi nelle nebbie e di scendere dalla via di salita... bhé... per quale ragione poi? Potremmo continuare fino alle Toppe del Tesoro e scender da lì...

Il cammino è lento, lentissimo... siamo immersi in un bianco-latte senza contorni, senza profili, senza tonalità di colore di alcun tipo. Seguendo cresta cresta il profilo del massiccio e ascoltando la musica che proviene dagli impianti di risalita arriviamo, finalmente alle Toppe Del Tesoro. Abbiamo camminato nella neve che con la quota si faceva via via più alta ed insidiosa.

I malumori permangono. Il fisico è a pezzi. Anche questa volta ritorno a casa con un bagaglio di poche, scure, sfocate fotografie. Quante volte ancora dovrò andare in montagna e tormentarmi con pensieri e parole prima che la passione ritrovi la strada che dal sistema limbico più profondo conduce al pensiero cosciente, fino al quella che è l'eborazione più profonda dei ricordi? Quanto ancora dovrò aspettare?

Sono solo, come ciascuno con se stesso, in questa ricerca di un motivo, di ragionamento, di un sentimento almeno abbozzato, o di un gesto impulsivo che mi metta nuovamente la carica nei piedi e nelle gambe... tutte...

 

 

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