I misteri della Luna Piena

Scritto da Lunedì, 26 Agosto 2013 03:23

2013 cover monte della corteFai sogni confusi, la notte, dormi accaldato di sono leggero, dormi con un orecchio teso aspettando che qualcosa succeda... e non succede nulla.
Sai che la Luna è là fuori, in giardino, fa capolino fra i rami dell'alloro regio, si nasconde, poi ricompare, è dispettosa questa Luna d'Agosto. Mi tiene sveglio sussurrando cose che non oso neppure sognare. Recondito il ricordo di qualcuno che non c'è, tengo lontano quello di qualcun altro che non deve, non può, non avrebbe senso ci fosse.

Poi dal sonno mi strappa, una suoneria lontana, dalle lenzuola sudate per questa estate che indugia nel caldo. Quasi casco dal letto per ammutolire quel fastidio, quel cicalio innaturale.
Ok, mi tiro giù dal letto... per mettermi in piedi su, dritto tenendomi con queste gambe sorde, che non vogliono sentire ragione.

Si parte per Passo Godi, solo la presenza di un compagno, di una amico, mi responsabilizza: “respondeo” alla domanda d'amicizia, “respondeo” solo in presenza di un qualche domanda o qualche bisogno lievemente espresso.
Una fortuna, è solo una fortuna che ancora una volta un amico stia li a seguire queste folli escursioni...

E partiamo per un meta meno nota, una cima meno pregiata. Il Monte Corvo sarà per la prossima volta. Si prevede pioggia. Così questa uscita in zona Marsicani sarà un ottimo allenamento per il corpo. Si parte per il Monte della Corte.

Sento nell'aria l'influsso della Luna piena, lo sento come uno scalpitar di cavalli nelle fibre delle gambe. Con Alessandro tentiamo una strada nuova dalla valle che da Capo d'Acqua risale fino alle sorgenti del Tasso che ancora a fine estate dissetano il lago di Scanno, e poi oltre la Serra di Ziomas.
La sterrata percorribile in auto fino alle sorgenti ma decidiamo di fermarci a quota 1225 m per percorrerla a piedi... d'altra parte siamo qui per camminare, non c'è ragione di proseguire in auto. Altri lo fanno e ci superano con le loro grosse macchine fuoristrada.

La conoscenza del territorio è fondamentale, saliamo con passo sicuro fino alle pendici del Monte del Campitello, non c'è sentiero, inanelliamo i sentieri Y7, Y1, Y5 in modo del tutto deliberato.
Dal Campitello scendiamo verso il Vallone della Corte alla sella (Vado di Corte) scavalliamo per entrare nella parte alta del Coppo del Ginepro.

Intercettiamo la via di salita che dal quota 2038 m risale come una cresta fino alla vetta del Monte della Corte. Il pendio sembra infinito e valutiamo (a colpo d'occhio) addirittura un'ora per risalire il pendio. Ci mettiamo di tigna per guadagnarci questa cima. La suola degli scarponi battono il crinale breccioloso e, con stupore, siamo in vetta in appena quindici minuti.

Il fluido della Luna liberata ci pulsa nuovamente nelle vene... siamo felici come un tempo ed il panorama sul Marsicano e le sue vette circostanti è magnifico.
Una montagna è guadagnata per fatta grazia di una singolare mistura di spezie tropicali, di lontani bisogni, di effluvi ormonali, occhi di serpente e scaglie di drago. Una pozione misteriosa che assunta, consapevolmente o meno, rende una giornata speciale, una montagna miracolosa, un percorso impossibile... diventa possibile.

E quando entriamo in auto si compie la magia: inizia a piovere.

Soddisfatti, stupefatti nonché stanchi e svuotati del malevolo tormento, raggiungiamo la macchina in appena un'ora e mezzo. Con passo marziale ripercorriamo i sentieri Y5, Y1 ed Y7. Infiammando i piedi e la suola delle scarpe... e l'anima pronti a vivere ancora eccezionali momenti di montagna.

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