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Le Ali degli Angeli

Scritto da Venerdì, 01 Novembre 2013 14:42

Ti alzi, sei stremato da lunghe giornate di lavoro che ti tengono inchiodato davanti a un computer fino alle due di notte. Poi ci sono gli impegni familiari, come evitarli... sono le cose della vita. Eppure ti butti giù dal letto prendendo le forze da non si sa quale riserva nascosta. Piuttosto rimarresti al letto a dormire, mandare tutto all'aria e poltrire senza altri obiettivi che l'ozio e il riposo.  
Ma sai come andrà a finire, vuoi evitare di recriminare come tutte le volte che si rimane a casa a sprecare occasioni preziose.... così ti alzi e metti su la caffettiera.
Sei invecchiato e hai bisogno del tuo quarto d'ora al bagno. Son quelle cose di cui nessuno osa parlare eppure ci sono.
Il cuore ti batte nel petto per il risveglio improvviso nel cuore della notte. Forse stavo sognando e l'interruzione ancora mi lascia una spiacevole sensazione di confusione...
L'odore del caffè è l'unica cosa familiare che mi coccola e mi da la forza, comincio ad immaginare la giornata e la piacevole sensazione del cammino.

Le ali degli angeli fanno ombra quando il sole troppo intenso, le ali degli angeli ti proteggono dalla pioggia, le ali degli angeli sono il coraggio di una mattina d'autunno, il cappotto di un freddo inverno. Le ali degli angeli son un sogno di prima mattina, uno sguardo che sorride, le parole di un amico. Le ali degli angeli sono le speranze che ti fanno volare verso il futuro anche il più vicino quello che dietro l'angolo ti regala una sorpresa.

Così ti ritrovi a dire le solite cose: questa è davvero una montagna stupenda, poi se ci rifletti capisci che ogni montagna è la più bella di sempre. E' il presente, tattile, visivo e sensoriale che ci attrae. E' qui e ora che si può star bene... se vivi con consapevolezza, allora anche i momenti difficili hanno un senso.

Con Alessandro scegliamo un'uscita tecnicamente non troppo complessa ma che sia da allenamento per le nostre gambe. Bisogna prepararsi all'inverno. Sulla neve la stanchezza non è un'opzione possibile. Quindi con anticipo pensiamo alla forma fisica.

Il percorso che scegliamo è un percorso ad anello che ci dia il tempo di vedere un po' di bosco che ci lasci la possibilità di scoprire un po' di territorio. Il Monte San Franco dal Passo delle Capannelle sarebbe un percorso troppo banale per cui decidiamo di renderlo più difficile cercando qualche rogna nel bosco. E le rogne le troviamo subito perché dopo il primi due chilometri ci perdiamo nel bosco. Ma siamo veloci a ritrovare la strada. Cartina alla mano riusciamo ad orientarci meravigliosamente bene. L'esperienza servirà a qualcosa, o no?

Il bosco che ci conduce al Rifugio Panepucci è bellissimo e me lo immagino durante la primavera. Potrei decidere di tornare per vederlo con luci nuove.

Questa volta le ali degli angeli mi hanno condotto lungo un sentiero lungo e faticoso per scoprire che, fortuna, c'è ancora molta montagna da scoprire. Che l'appennino, morbido o roccioso, umido o riarso dal sole, intricato o lineare è una territorio che offre infinite opportunità di riposo. Si … riposo... perché è possibile riposare anche camminando o ansimando lungo il crinale ripido che conduce alla vetta.

La salita, non troppo frettolosa, ci regala lunghe chiacchierate, riflessioni, ricordi... non c'è niente di meglio. Poi la vetta ci regala il riposo, stesi al sole, senza alcuna pretesa di troppo: la natura (sole, erba, odori e sensazioni) e l'amicizia (con il suo carico di fiducia e sintonia) .

Un'altra fortunatissima giornata in montagna.

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