Un milione di colori, un milione di pensieri...

Scritto da Venerdì, 18 Ottobre 2013 15:08

La prima responsabilità è verso me stesso. Sono settimane che non esco e soprattutto sono mesi che non esco da solo... forse se ci ripenso bene sono anni che non esco da solo!
Più sto seduto a lavorare più ho l'impressione che il sangue si coaguli nelle mie vene, i muscoli si rattrappiscano e la testa si perda in inutili elaborazioni. Quindi visto che prima di tutto devo pensare a tare bene io …. decido di uscire... decido di andare a camminare. Ovunque sia...

La sterrata davanti a me si snoda lungo il crinale nord occidentale della Serra di Celano. Si sale lentamente senza troppa fatica. Per riprendere l'esercizio, fare un po' di movimento questo genere di sterrata è l'ideale.

Quando cammini fai un milione di pensieri, molti di questi verranno persi per sempre, altri riemergeranno come ricordi, frasi pensate, avulse da qualsiasi contesto e prive di senso.
Ho preso appunti mentre camminavo, perché la mia testa sembrava potermi regalare più di quando mi aspettassi. E' bello riscoprire, passo dopo passo, che sei ancora lucido qualcosa di quasi intelligente riesci ancora a pensarlo....

Il più delle cose che pensi, mentre cammini, ha il suono della musica, sembrano aforismi illuminanti... ooooh le conosco bene quelle frasi del tipo: “in montagna ti senti più vivo....” Sono frasi meravigliose ma sono frasi così... campate in aria, così … per gioco.
Si fanno continuamente frasi di questo genere, per un cervellotico come me è quasi normale.
Ma la pratica? Dove sta la pratica, la vita reale fatta di cose fatte, vere, non pensate o immaginate? Dove sta la vita provata sulla propria pelle? Dov'è la stanchezza provata nei  muscoli? Dove le scelte giuste e sbagliate.

Oggi, mettere un passo davanti all'altro... ecco... questa è... cosa fatta, vera, non pensata ma come dire... “agita”, “eseguita”...

Col tempo mi sono perso nei meandri della riflessione teorica e ho perso la montagna... ecco cosa mi è successo.
E sono contento di essere in questo posto a camminare, semplicemente, senza ne doppi sensi, ne doppi fini.
Solo l'unico dispiacere di essere solo qui... e di non poter condividere questo sole caldo e quest'aria fresca e pulita con qualche amico o amica che si contenti di scambiare una parola, una risata, uno sguardo, un sorriso.

L'ho detto altre volte... la montagna è solo un “freddo mucchio di sassi inospitale”, ci si può stare bene qualche volta da soli per riflessioni più impegnative, ma di massima è molto meglio venirci in gruppo, con gli amici, in famiglia.

Lascio la sterrata all'altezza di un fontanile giro a sinistra per intercettare la linea di un dosso che sale in direzione della cresta orientale del la Serra di Celano.

Le erbe dei prati, in questo fine autunno sono ormai secche. Qualche cardo ancora fiorito emerge con il suo colore rosa in questo mare di erbe secche. Sopra ogni cosa risaltano le mille sfumature della rosa canina e dei cinorrodi maturi. Le foglie dal verde brillante al verde scuro, dal rosso all'arancione, dal rosa al viola scuro. Ci sono foglie che dal verde virano ad un blu inverosimile.

Sono i regali dell'autunno, i colori che riempiono il cuore. Nessuna stagione può fare coi colori quello che fa l'autunno fa ogni anno. Anche la spoglia Serra di Celano può regalare le infinite sfumature colore dell'autunno.

Continuo a salire fino alla cresta orientale che affaccia sulle gole sottostanti. Non si riesce a vedere il fondo del baratro. Sono stato sul vicino Monte Etra, da quella cima il panorama è assai più impressionante. Ricordo, fu il giorno in cui decisi di riprendermi la mia identità.
Fu duro davvero ma salutare.

Smettila di essere ermetico, e cammina e basta.... - Penso.

Finalmente l'ultimo tratto, salgo lungo il sentiero ben visibile fra roccette e saliscendi per giungere rapidamente in vetta. Il sole splende nel cielo. Non chiedevo nulla di più. Faccio qualche foto, neanche troppe, forse non mi interessa neppure più tanto.
Mi stendo al sole in un momento impagabile di relax.

Durante l'escursione ho fatto un esperimento.... ho postato qualche fotografia su Facebook. Mentre lo facevo mi sentivo ridicolo. E' la mia prima escursione in versione “Social Network”.
L'esperimento è fatto... ok... è una cagata pazzesca!
Che senso  ha... visto che poi alla fine ero solo come un cretino e non potevo parlare a nessuno? Che senso ha? Che senso ha!
Sarà la prima ed ultima volta che farò una cosa del genere... un perdita di tempo... meglio impiegare il tempo per riempirsi l'anima. Se proprio ci si sente soli si può sempre fare una telefonata ad un amico che vuole sapere come è andata …

Ecco il tempo è finito, è ora di tornare a casa, la famiglia, gli impegni infrasettimanali mi richiamano all'ordine.

Ma sono tornato, si sono tornato... sono tornato con lo zaino pieno, già... perché ora ricordo, si …. ora ricordo perché adoro venire in montagna!

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