Sport si! Sport no! ... ai tempi del COVID-19

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Partiamo da un principio semplice noto in psicologia: il dolore o il piacere non si possono misurare.

Non si può dire di uno stesso fenomeno che faccia più male o più piacere a me o a te...

Ciò che consideriamo piacevole per il nostro benessere fisico e mentale non è uguale per me o per te. Questa considerazione apparentemente banale ha delle conseguenze sul nostro modo di rapportarci gli uni agli altri in una dinamica di rapporti ed equilibri sociali.

Se tu consideri necessario per il tuo benessere vitale correre all'aperto ugualmente io sarei libero di considerare vitale camminare lungo la riva del mare (o persino nei corridoi di un centro commerciale). Entrambe abbiamo uguale diritto di godere di ciò che consideriamo per noi stessi :il benessere".

Ora... durante il periodo di confinamento forzato del Covid-19 ho sentito tante, tante e tante lamentele di molti che non potevano andare a correre adducendo la scusa che correre e una cosa che si fa in solitaria.

La domanda è perchè i runner (e io sono un runner) dovrebbero essere considerati una categoria privilegiata mentre io non posso andare al mare a passeggiare?

Perchè io non posso andare solo soletto sulle montagne desolate di un'altra regione vicina?

Perchè il runner dovrebbe essere privilegiato?

Se tutti mettessero le proprie necessità davanti a quelle di una intera società ciascuno di noi troverebbe facilmente una valida e buona scusa per dire: "che male faccio se sto da solo"?

Signori noi abbiamo avuto e abbiamo ancora un problema, una catastrofe di proporzioni planetarie che ci sta mostrando quanto siamo fragili (sia come individui ma anche come sistema sociale).

Io che amo tanto fare shopping al centro commerciale sto facendo un sacrificio che consiste nella compressione delle mie libertà personali e una riduzione del mio "benessere" personale (fisico o mentale).

Perché allora non può sacrificarsi anche il runner, il podista, il trekker, l'alpinista, il pescatore, lo sportivo, il nuotatore, il surfer…?

Perchè dovrebbero esserci delle necessità di "benessere" di serie A e delle necessità di "benessere" di serie B? Perchè il runner soffre più del camminatore, o dell'agente di vendita o del pizzaiolo?

Allora per farla in sintesi.

O decidiamo che ognuno di noi può accomodare (con lo stratagemma delle parole tautologiche) la realtà alle proprie esigenze di libertà (ignorando di essere immersi in un sistema sociale) oppure scegliamo di tirare fuori le palle, ci facciamo coraggio, e vinciamo con sacrificio questa lotta tutti insieme.

Tutti gli altri faranno solo la figura dei bamboccioni piscialletto che non sanno fare altro che lamentarsi del loro piccolo orticello da pochi metri quadri.

E chi non è d'accordo può pure continuare a portare il pannolino e frignare perché no gli hanno comprato la lecca lecca.

E permettetemi una chiosa piccola piccola a questo discorso… visto che questa crisi sta portando al fallimento della mia impresa (costruita con sudore di una vita…),all'indebitamento dei miei figli per decenni, … ma… camminerò sempre a testa alta e sono comunque fiero di tutto il sacrificio che ho fatto negli ultimi 2 mesi di confinamento...

Mentre probabilmente qualche sportivo piagnucolone quando sarà finito tutto questo ritroverà (speriamo) il suo piccolo posticino da dipendente pubblico… e potrà essere fiero non so proprio di cosa… perchè nel frattempo non si sarà accorto che quelli come me sono letteralmente crollati miseramente.

Allora penso che la vostra libertà di “sport” che siete solo dei frignoni!

Ultima modifica il Martedì, 28 Aprile 2020 06:49
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!