Alimentazione durante le escursioni

Redazione 12/06/2012 Aggiornato: 13/06/2026 04:01 Letture: 7016

Una buona escursione si prepara anche a tavola — o meglio, nello zaino. Sapere cosa mangiare e bere in montagna, estate o inverno, fa la differenza tra una giornata piacevole e una faticosa.

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Estate: idratazione prima di tutto

Nelle escursioni estive il nemico principale è la disidratazione. Il corpo perde acqua in modo continuo: attraverso il sudore, la pelle e la respirazione. In quota questo processo si accelera, perché l'aria è più secca e si respira più frequentemente. Il risultato? Dopo una lunga giornata di cammino non è raro ritrovare sulla pelle un sottile strato di sale bianco.

Bere spesso è fondamentale, ma non basta: con l'acqua si perdono anche sali minerali preziosi. La frutta è l'alleata perfetta per reintegrarli, perché fornisce allo stesso tempo acqua, vitamine, zuccheri semplici e minerali — tutto quello che i muscoli chiedono durante lo sforzo.

Per i pasti, il classico panino rimane un'ottima scelta, purché si aggiunga qualcosa di fresco: una foglia di insalata, pomodoro, o qualche rondella di cetriolo. Quest'ultimo, lasciando qualche piccola porzione di buccia verde ben lavata, aiuta la digestione degli altri alimenti grazie alle sue proprietà organolettiche. Una digestione lenta in quota si traduce direttamente in stanchezza, ed è un problema che si può facilmente evitare.

Il consiglio generale per l'estate è quello di fare pasti piccoli e frequenti, distribuendo l'apporto energetico lungo tutto l'arco della giornata.

Inverno: calore ed energia costante


In inverno lo scenario cambia. Camminare per ore nella neve richiede uno sforzo fisico molto più intenso, e il freddo aumenta il fabbisogno calorico dell'organismo. Oltre al panino, è utile portare nello zaino delle barrette energetiche o prodotti a base di maltodestrine, zuccheri complessi che rilasciano energia in modo graduale e mantengono stabile la glicemia nel tempo.

Sul fronte delle bevande, l'acqua rimane sempre la scelta migliore, ma in inverno il vero ristoro è il tè caldo. Portarlo in un thermos e berlo in cima a una montagna fredda e ventosa ha un doppio effetto: fisiologico — scalda dall'interno e reintegra liquidi — e psicologico, non certo trascurabile quando le temperature scendono e il vento tira.

Un'alternativa valida al tè è il brodo vegetale caldo. Meno digeribile del tè ma più sostanzioso, contiene aminoacidi, sali e vitamine per il recupero fisico. Anche il brodo regge bene nel thermos, rimanendo caldo fino a 12-15 ore. È una scelta eccellente per chi non ama il tè o preferisce qualcosa di più nutriente durante la sosta.

Un avvertimento importante: in inverno i pasti abbondanti sono ancora più sconsigliati che in estate. Durante la digestione il corpo concentra sangue e calore nella zona addominale, sottraendoli alle estremità — proprio quando mani e piedi ne hanno più bisogno. Meglio quindi spezzare l'alimentazione in piccoli spuntini distribuiti durante la giornata.