"Montagna: istruzioni per l'uso" di Giulia Negri

Redazione 13/01/2026 Aggiornato: 25/08/2026 13:02 Letture: 189

Quando ho acquistato questo libro, nutrivo aspettative particolari. Da appassionato di montagna con una ricca biblioteca personale sull'argomento e avendo io stesso scritto un manuale sul tema, cercavo soprattutto uno stile nuovo, una voce fresca che potesse arricchire il panorama della letteratura di montagna italiana.

La quarta di copertina promette bene: si rivolge a chi "arranca sulle salite", a noi che "non siamo veri montanari" ma non rinunciamo mai al richiamo della montagna. Un approccio inclusivo e ironico (e non troppo) che lascia intravedere una narrazione accessibile e coinvolgente.

Il deserto delle recensioni genuine

Prima di scrivere questa recensione, ho cercato online altre opinioni sul libro. Quello che ho trovato è emblematico: un web saturo di promozioni e pubbli-redazionali positivi, tutti che ripetono le stesse frasi dell'editore - "piacevole e divertente", "tra una chiacchiera e una battuta", "stile ironico e leggero". Zero recensioni genuine, originali, o di chi abbia davvero tenuto in mano il libro, zero opinioni e zero critiche, zero confronto reale con il contenuto del libro. Molto strano!

Questo mi ha confermato quanto sia importante condividere un'opinione autentica, basata sulla lettura vera del libro e non su materiale promozionale.

La copertina: promesse non mantenute

Devo dire la verità: la copertina mi aveva colpito. La sobrietà del formato, l'illustrazione minimale con quella figura stilizzata sulla vetta, l'estetica moderna ed essenziale. Sembrava promettere un libro fresco e dinamico. In realtà, quella sobrietà si è rivelata perfettamente in linea con un testo che a mio parere è piuttosto scialbo. La copertina, almeno, è onesta: essenziale fuori, essenziale (forse troppo) dentro.

La realtà: uno stile noioso senza climax

La verità è che lo stile di questo libro è veramente noioso. Non c'è una struttura narrativa che porti ad un climax, non c'è un filo conduttore che ti accompagni e ti faccia venire voglia di continuare. Rimane solo un freddo manuale tecnico-scientifico sulla montagna - una lunga sequenza di informazioni e osservazioni scientifiche presentate in modo arido e disarticolato rispetto al vissuto.

Il problema dell'identità (e dell'utilità)

Il limite principale del libro è duplice: non riesce a trovare una sua identità precisa e, soprattutto, non si capisce quale sia la sua ragione d'essere. Non è un manuale tecnico – mancano immagini, schemi, l'apparato didattico che ci si aspetterebbe. Non è nemmeno un romanzo o un saggio narrativo, nonostante il formato editoriale scelto da Laterza lo faccia sembrare tale.

Ma il punto cruciale è: di questo libro non c'era bisogno. Di manuali tecnici sulla montagna ce ne sono già tanti, e migliori. E comunque, per informazioni pratiche e consigli tecnici esistono già tutte le associazioni che si occupano di montagna (CAI, guide alpine, scuole di alpinismo) che forniscono lo stesso tipo di informazione, spesso in modo più divertente, più coinvolgente e sicuramente più aggiornato.

La freddezza della narrazione

Quello che più delude è l'assenza totale di storytelling. Giulia Negri ha un curriculum impressionante – fisica, giornalista scientifica, divulgatrice, e infine anche maestra di sci dopo essersi trasferita in montagna nel 2018. Sicuramente ha vissuto la montagna, eppure questa esperienza vissuta non traspare dalle pagine.

Chi va in montagna di solito sviluppa un rapporto intimistico e introspettivo con l'ambiente; questa dimensione emotiva è completamente assente. Il libro si presenta come una lunga serie di osservazioni scientifiche, consigli tecnici e informazioni utili, ma tutto viene presentato in modo freddo, senza quella scintilla che ti fa sentire il richiamo dei sentieri, il profumo dei boschi, l'emozione della vetta.

Mi sono fermato a un terzo

Dopo aver letto circa un terzo del libro, ho dovuto fermarmi. Non per i contenuti in sé – le informazioni sono corrette – ma perché la lettura risulta profondamente noiosa. Il libro non ti prende, non ti porta per mano attraverso un percorso, non crea quella connessione che ti fa venire voglia di continuare pagina dopo pagina.

Conclusione del tutto personale: molto deluso

"Montagna: istruzioni per l'uso" è un'occasione mancata e, francamente, un libro di cui il panorama editoriale non aveva bisogno. Aveva tutti gli ingredienti per essere qualcosa di interessante: un'autrice competente, un editore prestigioso, un target chiaro. Ma nel tentativo di stare a metà strada tra divulgazione scientifica e narrazione personale, finisce per non essere né carne né pesce.

E in un mercato già saturo di manuali tecnici e con associazioni di montagna che offrono informazioni più complete e coinvolgenti, questo libro non aggiunge nulla di nuovo. La promessa di uno "stile personale" e di un approccio "tra chiacchiere e battute" rimane solo sulla carta – letteralmente, solo nella quarta di copertina e nei comunicati stampa.

Sono molto deluso da questo acquisto. Lo consiglierei? Francamente, no. Chi cerca informazioni tecniche sulla montagna farebbe meglio a rivolgersi al CAI o a manuali specifici. Chi cerca invece letteratura di montagna che tocchi il cuore e trasmetta la passione per questi ambienti, deve guardare altrove.

Una nota finale

Non me ne voglia l'autrice se questo libro non è piaciuto affatto ad un umile lettore di libri di montagna. Ma come dicono i latini "de gustibus non disputandum est". Non ci può sempre piacere tutto, e questa è semplicemente la mia esperienza personale con un'opera che, per quanto tecnicamente corretta, non è riuscita a coinvolgermi né come manuale né come racconto.

Voto: 2/5

Questa recensione riflette un'opinione personale basata sulla lettura del primo terzo del libro e sulla constatazione della totale assenza di recensioni genuine online – solo materiale promozionale che ripete acriticamente le promesse dell'editore.

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