Premessa: Classicissima escursione su una delle montagne più belle dei gruppo montuoso dei Simbruini. Un percorso variegato capace di fare provare sensazioni forti con panorami ampi e mai monotoni. Questa proposta escursionistica è di grande soddisfazione in autunno, eccelso il paesaggio durante i mesi invernali quando la copertura nevosa rendono l'ambiente estremamente suggestivo.
Caratteristiche del tracciato: Su terreno estivo il percorso è ben tracciato e non ci sono particolari difficoltà da superare. In inverno lo stesso percorso può trasformarsi in un vero e proprio percorso alpinistico dove è necessario conoscere l'uso di ramponi e piccozza.
Descrizione Percorso
Questo percorsi di fatto è la via di salita normale al Monte Viglio. Al Valico di Serra Sant'Antonio dove si è lasciata l'auto sul largo spiazzo un cartello turistico in pessimo stato di manutenzione è posto a margine di una mulattiera che percorreremo senza difficoltà fino alla Fonte della Moscosa, si tratta di un fontanile che anche nei mesi invernali è possibile intuire sotto il pesante strato di neve. Poco prima del fontanile si gira sulla sinistra mantenendo (in direzione est) superati dei grandi alberi si accede dopo un breve tratto in salita ad un ampio pratone. Si attraversa il pratone su tracce di sentiero fino al suo margine boscoso e risalendo gradualmente il crinale. Si passa fra gli alberi risalendo fino alla Madonnina di Civitella Roveto dove è posta una croce nera. Qui è possibile programmare una prima sosta panino/acqua in vista dello sforzo più grande per raggiungere quota 2000.
A partire dalla madonnina le tracce di sentiero si fanno ancora più nette e la salita si fa più fisicamente impegnativa. Superato un primo crinale erboso inclinato (che in inverno diventa una interessante lastra di ghiaccio e neve) arriviamo sotto la mole dei Monti Cantari. Bellissimi i bastioni rocciosi ed il panorama: ineguagliabile in inverno. Tenendosi mediamente lungo il filo di cresta si arriva fino al Gendarme. Si tratta di uno sperone roccioso che è possibile superare passandoci sopra (passaggi di primo grado) o scontornandolo ai suoi piedi sul versante settentrionale. Superato il Gendareme un ultimo piccolo sforzo è richiesto per salire in vetta dove svetta una croce di grandi dimensioni di colore blu elettrico (2006).
Il passaggio del Gendarme è forse il punto più controverso durante l'inverno. Si tratta di un passaggio delicato. Gli escursionisti inesperti posso facilmente evitarlo passando sotto il Gendarme tuttavia va ricordato che il punto più pericoloso è l'ultimo traverso che dal Gendarme conduce alla vetta infatti durante l'inverno il traverso si ricopre di una lastra di vetrato estremamente scivolosa. Una caduta su questo traverso potrebbe avere conseguenze irreparabili e la sconsigliamo ad escursionisti senza attrezzatura adeguata (minimo: ramponi e piccozza).
Varianti e Alternative
Una variante spesso percorsa è quella di intercettare il filo di cresta dei cantari partendo non dalla madonnina di Civitella Roveto ma attraversando il bosco dalla fonte della Moscosa in direzione sud-ovest.