Una escursione di grande soddisfazione
In barba alle condizioni climatiche io e D.R. questa volta siamo decisi. Partiamo sapendo che il tempo variabile non potrà regalarci una giornata di sole splendente.
Questa volta decidiamo di cambiare filosofia. Vogliamo prendercela con calma perché… perché… perché in fin dei conti è proprio per questo che andiamo in montagna. Per noi questa volta deve essere una vera e propria escursione di piacere. Lenti nei tempi, lenti nel passo alle 8.30 partiamo da campo imperatore. Per ora le nuvole sparse sono clementi e ci lasciano a momenti intravedere scorci di panorami spettacolari. Camminiamo lungo il sentiero che si muove sinuoso sulle pendici del Monte Portella… In circa quarantacinque minuti arriviamo al Passo del Portella che tralasciamo per seguire il sentiero fino al Bivio 1V.
Al bivio mal segnalato in alto sulla desta scavalliamo per ritrovarci in un ripido ghiaione che ci conduce nella parte superiore della Val Maone, un grosso gradino costituito soprattutto da ghiaie di sfaldamento del M. Portella e di Pizzo Cefalone. Siamo fisicamente in forma ma rientra nel nostro nuovo modo di affrontare la montagna fermarci più spesso. Parliamo tanto, come accade durante le nostre lunghe escursioni rinsaldando la nostra già solida partnership. D.R. è tutto contento perché ha portato il suo teleobiettivo per la sua macchina fotografica Nikon D50, un cannone 18-200 che sembra dare infinite possibilità fotografiche. Siamo consapevoli che nessuna fotografia mai potrà trasmettere il senso dell’immenso che si prova osservando dal vivo quei panorami. E’ per questo che fra una chiacchiera e l’altra ci soffermiamo una volta in più ad osservare tutto quello che ci circonda. Ne siamo pieni. Abbiamo gli occhi pieni dei colori della natura e delle smisurate dimensioni dei panorami. Siamo pieni dell’aria fresca e pulita. Siamo pieni della bellezza delle montagne. E va bene così…
Alla Sella dei Grilli ci soffermiamo prima di affrontare la salita di 420 metri. sulla ripida pietraia dell’Intermesoli. Osserviamo dal basso che già qualche gruppo sta lottando affannosamente per guadagnare metro dopo metro.
La pietraia ci accoglie con tutto il suo essere infida. Non ci sono grandi appoggi ed il cono della montagna è piuttosto verticale dando un certo indefinito disturbo all’equilibrio. Non si tratta di vertigine ma di un senso di spaesamento dovuto alla mancanza di saldi riferimenti lungo il profilo della montagna. Non si tratta infatti una salita tecnicamente difficile ed impegnativa… forse solo … come dire… sgradevole. I passeggini finali ci potano in vetta più lentamente. Qualche residuo di neve ci accoglie qua e là…
In vetta troviamo altre persone. L’atmosfera di cordialità che si respira in vetta non ha paragoni in nessun altro luogo. Ci sentiamo tutti amici e scambiarci una parola ed una foto è la cosa più naturale per tutti noi.
Anche la sosta si fa più lunga del solito. Un panino, una banana e la solita semplicissima ma efficacissima acqua.
Si alza il vento, D.R. comincia a sentire freddo ed io ho un dente cariato che mi duole. L’unica volta che non porto gli antidolorifici … ecco… ne ho bisogno. Fortuna vuole che qualche simpatico escursionista mi fornisce una paio di pasticche antidolorifiche per il dente…un prodotto “fast”… che fa immediatamente effetto consentendomi di scendere senza troppo disturbo.
Superata la fastidiosa pietraia in discesa in breve arriviamo alla Sella dei Grilli, qui il vento è calato. Ci liberiamo dei vestiti in eccesso… lenti forse un po’ tristi abbiamo la percezione che l’escursione stia finendo troppo presto. Abbiamo di fronte a noi ancora due ore di cammino… arriviamo sotto al Cefalone, per un attimo ci chiediamo se non sia il caso di guadagnarci anche questa vetta. Come dice D.R.… due piccioni con una fava… sono fortemente tentato poi il senso di moderazione mi riporta con i piedi in terra. Per oggi va bene così. Un certo dolore al ginocchio si fa vivo al passo del Portella, mi rende la camminata difficilissima. Si tratta di una infiammazione tendinea cronica che mi porto appresso da bambino. La scelta di non proseguire per il Cefalone è stata la scelta migliore perché non esiste nessun ragione per cui una “ottima escursione”e sul Pizzo Intermesoli si debba tramutare in un pesante trekking oltre le proprie forze. Rimane il desideri… rimangono ad aspettarci… le montagne.