Salto Angel – Stephanie Bodet

Redazione 01/11/2011 Aggiornato: 13/06/2026 04:01 Letture: 9990

Salto Angel, la cascata più alta del mondo (979 metri), si trova in Venezuela, un luogo disperso nel cuore del Parco nazionale di Canaima...

Sono luoghi da documentario della sera. Luoghi come questi, per pigri pantofolari della domenica, sono l'estremo selvaggio e pericoloso e pochi si sognerebbero di andarci a ficcare il naso. Eppure ci sono persone che sono andate oltre l'immaginario, salire l'immensa parete del Monte Auyantepui costeggiando questa infinita cascata d'acqua.

Salto Angel, la cascata più alta del mondo (979 metri), si trova in Venezuela, un luogo disperso nel cuore del Parco nazionale di Canaima...

Sono luoghi da documentario della sera. Luoghi come questi, per pigri pantofolari della domenica, sono l'estremo selvaggio e pericoloso e pochi si sognerebbero di andarci a ficcare il naso. Eppure ci sono persone che sono andate oltre l'immaginario, salire l'immensa parete del Monte Auyantepui costeggiando questa infinita cascata d'acqua.

Stephanie Bodet è la generazione di cambiamento: dalle generazioni più materialiste e preoccupata del proprio benessere quotidiano ad una generazione più sensibile alla natura. Ma non stiamo parlando di una sensibilità ecologista, forse anche questo vale per Stephanie, indubbiamente però la natura è per lei un mondo tutto da vivere. Forse per razione al materialismo che dice di aver “preso la via delle cime, vicine e lontane”.

Non disdegna il ritorno, al riposo, alla serenità della vita quotidiana e familiare. Ma per Sptephanie il viaggio è essenziale poiché “fa nascere in noi una curiosità quasi infantile”.

E' così che si sente narrare Stephanie nel suo racconto di viaggio, guarda all'avventura con gli occhi di una bambina, ancora capaci di emozionarsi, di stupirsi. E per la prima volta in un libro di arrampicata sentiamo che non c'è fretta di arrivare, quello che conta è il viaggio e non la meta, Stephanie lo capisce quando la lunga via di salita prende definitivamente il sopravvento, E di fatto sia a lei che Arnaud finiscono per scoprire un piacere nuovo...

Tanto lenta, la salita, da dire che “la vita in parete implica, se così possiamo dire, dei momenti di vuoto! Che bello allora avere accanto un compagno di carta, non molto ingombrandete, dopo tutto ma in grado di farci evadere dalla realtà...”

Come in quei racconti di alpinismo estremo, quando le avventure durano mesi di esplorazione alla fine sentiamo comparire la presenza dei libri. Libri che parlano della vita dei libri addirittura portati in parte, luogo non veramente comodo per essere letti...

Non sembra affatto un buon luogo dove stare, quello di una parete così alta e strapiombante. Sorge spontanea la domanda: “Dov'è il piacere, mi chiederete? Forse dipende solo dalla capacità di astrazione e di accettazione. Astrazione rispetto al dolore, alla fame e anche dalla fatica e concentrazione sugli elementi esterni...”

Ma tutto questo è foriero della “consapevolezza di aver vissuto momenti di grande intensità. Apprezzo questi istanti di vita in parete, perché ci alleggeriscono del superfluo: in realtà serve davvero poco per vivere e per sorridere”.

Il libro è scritto in modo semplice, pragmatico, lineare... così come è una parte della letteratura francese, sempre accessibile e di immediata fruizione. Un buon libro, forse troppo breve, per il quale facciamo i nostri complimenti all'autrice Stephanie Bodet ed anche all'equipe di alpinisti che hanno compiuto l'impresa.

Dettagli percorso

Titolo
Salto Angel
Autore
Stephanie Bodet
Editore
Versante Sud
ISBN
9788887890976
Pagine
112
Foto e Illustrazioni
Bianco / Nero
Anno Prima Pubblicazione
2011
Prezzo (Euro)
15,00
Sito dell'Autore
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