Il Grande Otto Volante: Monte Ienca e Monte San Franco

Redazione 29/10/2026 Aggiornato: 29/10/2026 20:19 Letture: 2

Nonostante l'andar per monti rimanga sempre un momento di meravigliosa solitudine e riflessione, questa volta non sento il bisogno di dare significati particolari all'uscita. D.R. ed io siamo incerti fino all'ultimo momento ma la voglia di andare in montagna ci scava dentro come un tarlo fino al venerdì mattina... No, si, no, si, si, no... Le previsioni sono davvero mediocri... e va bene... alla peggio se venisse a piovere allora ci andiamo a prendere un caffè ad Assergi.

L'appuntamento è alle 6.00 e come al solito alle 5.15 siamo già tutti e due pronti e scattanti impazienti di metterci in movimento.

Autostrada Roma l'Aquila, deviazione sulla Strada Statale 80 in direzione passo delle Capannelle. Arriviamo sotto il Monte Ienca e scegliamo uno spiazzo in prossimità di una visibile insellatua fra il Monte San Franco e il Monte Ienca in prossimità di quella che è chiamata la fonte Fonte del Prato.

Il tempo di prepararci, come al solito, di indossare gli scarponi sono le 7.15 e siamo già sulla sterrata che conduce al fontanile di Fonte del Prato. Il cielo sembra assisterci, non ci sono grosse nuvole e un timido sole sta cominciando a fare capolino dietro al Monte Ienca.

Superato il fontanile la sterrata piega verso destra in un canalone nel quale scende un lieve flusso d'acqua. Da qui decidiamo di mantenerci appoggiati al versante occidentale del Monte Ienca e puntando verso un colle erboso che si raggiunge in appena 1 ora di marcia. Sono le 8:15 il sole comincia a scaldarci piacevolmente, procediamo non troppo coperti e senza troppi problemi resistendo anche ad un vento caldo e insistente che viene da ovest.

No riesco, no, non ci riesco proprio... non resisto a fermarmi... a tratti incontriamo dei fiori meravigliosi, orchidee microscopiche e coloratissime. Mi sono procurato una fotocamera digitale per le escursioni veloci ma un poco mi pento di non aver portato la mia reflex digitale con la quale riesco a soddisfare maggiormente la mi sete di fotografia. Alle 9.10 siamo già a quota 2000 in prossimità del colle che precede la vetta del Monte Ienca. Da qui possiamo osservare il Morrone del Gran Sasso ed ancora più lontano il Monte Corvo quindi sulla nostra destra Cima ed Anticima del Monte Ienca. Dietro di noi, non molto lontano ci da il Buongiorno il San Franco, abbiamo l'impressione di toccarlo. Con D.R. ci basta un sorriso, una battuta o solo una vaga osservazione per capire le intenzioni l'uno dell'altro. Non c'è bisogno di ufficialità, sappiamo già cosa faremo. Intanto procediamo fino al Morrone rapidi seguendo le linee di livello fino al margine dello strapiombo che affaccia sulla Val Chiarino. In valle la Masseria Cappeli, un camioncino si muove lento, la pastorizia continua a , gli alberi sono di un verde brillante, il verde rigoglioso della Val Chiarino parla di una natura fortunatamente ancora incontaminata e protetta.

Il paesaggio dal Morrone è davvero inaspettato, da qui la vista sulla Val Chiarino ed il Monte Corvo è ciò che di meglio ci si poteva aspettare per comprendere distane e dislivelli.

Riprendiamo la via per il Monte Ienca, qualche addensamento nuvoloso ci impone di accelerare il passo e siccome sappiamo che sul Gran Sasso il tempo cambia in fretta... eccoci ripartiti per un'altra vetta. D.R. che in palestra segue un intenso allenamento di potenza sulle gambe procede regolare e veloce fino in vetta. Io lo raggiungo con 10 minuti di ritardo. Alle 10.30 siamo tutti e due in vetta, un signore taciturno e solitario lascia la vetta con un saluto fuggevole. Le nuvole si muovono veloci da ovest verso est. Poche rapidissime foto di vetta decidiamo di ripartire in direzione del Passo del Belvedere, con una prestazione da Triathlon decidiamo di mangiare camminando, la speranza che abbiamo entrambe è che il tempo tenga fino a quando non arriviamo in vetta al San Franco... si, dico bene, il San Franco... eh! Ma come sta fuori dalla cartina... pazienza... a noi sembra di toccarlo e lo toccheremo. Acceleriamo il passo perché un nuvolone nero si avvicina rapido da ovest riversando le sue piogge sul Lago di Campotosto e sui Monti della Laga.

Alle 11.30 siamo al Passo del Belvedere ed è stupefacente come il tempo cambi rapidamente, ora sopra di noi accennano alcuni raggi di sole mentre sul Monte Ienca dal quale stiamo arrivando invece si sono addensate le nuvole. Ci rendiamo conto come anche questa volta abbiamo scampato la pioggia rallentiamo il passo percorrendo lenti tutta la Cresta di Rotigliano, quindi finalmente in vetta al San Franco. Splende un sole leggermente velato ma piacevole. Ci sediamo poco sotto lo vetta per trovare un po' di riposo, stesi al sole possiamo ammirare il Lago di Campotosto che sembra così vicino.

Beh! Anche non volendo però io una morale ce la vedo lo stesso. Se ci fossimo fatti vincere dalla pigrizia, se fossimo rimasti a casa una giornata così magnifica non l'avremmo potuta vivere. Non è esattamente sfidare la sorte. E' diverso. Mentre ero in falesia, un giorno Paolo, che mi vide arrancare mi disse una frase che probabilmente mi cambiò la vita: lascia che sia qualcosa di concreto a fermarti. E davvero sabato 17 Maggio a me e a D.R. non c'era nulla di concreto che ci poteva fermare.

Quindici chilometri, sette ore di cammino, due importanti vette, un versante del Gran Sasso ancora molto selvaggio. Tanta soddisfazione. Una bella giornata.

In tutto questo devo dire un grazie particolare a D.R. che ha osservato il mio umore altalenante e che poi alla fine è stato al gioco dell'uscita a tutti i costi. Era proprio questo il momento in cui avevo bisogno di un sostegno silenzioso. Grazie D.R.

Riporto qui di seguito una bellissima preghiera che era attaccata sulla croce del Monte San Franco:

“Certo Amico mio, da qualche parte sulle montagne ci incontreremo ancora, al di qua o al di là della linea scura dell'orizzonte dove termina la terra ed inizia il cielo...” Anonimo

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