Scheda escursione

Cresta del Malecoste da Campo Imperatore

  • Redazione
  • 13/08/2012
  • Aggiornato: 25/08/2026 01:33
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Premessa: Sulla via di salita alla vetta del Malecoste (2444 m) è facile incontrare escursionisti inesperti, atleticamente poco preparati e che spesso hanno scarsa familiarità con la montagna. Questo percorso, benché segnalato per escursionisti esperti rimane un percorso alpinistico con punti la cui difficoltà può arrivare al II grado, è necessario valutare gli appoggi e muovere con cautela un appoggio dopo l'altro. La cresta è notevolmente aerea e sconsigliata agli escursionisti con problemi di vertigini.

Caratteristiche del tracciato: Il sentiero è perfettamente tracciato, solo due sono i punti in cui si può avere qualche dubbio sulla via da seguire ma non esistono concrete possibilità di perdersi.

Descrizione Percorso

Lasciata l'automobile si procede margine l'edificio della funivia qui si individua il sentiero che si muove sottocosta al Monte Portella. Il sentiero è estremamente ben tracciato sale gradualmente verso il Passo del Portella. Si giunge ad una selletta dove, su una roccia, è presente una scritta “V1” si ignora la scritta per procedere sulla sinistra. Lentamente si raggiungono i piedi della imponente corona del Pizzo Cefalone. Seguendo il sentiero si procede sotto il Cefalone fino ad arrivare ad uno scivolo che conduce verso l'alto in direzione della vetta.

In prossimità di una forchetta molto evidente si gira a destra senza salire in vetta al Cefalone.

Oltre la forchetta il sentiero comincerà a scendere e si farà sempre più esposto. E' qui che andrà mantenuta la maggior attenzione. Di fatto il percorso si muove su placche inclinate di roccia che spesso offrono pochi sicurissimi appoggi per i piedi. L'uso delle mani non è solo un fatto istintivo, diventa pressoché un obbligo per passare alcuni passaggi esposti. Lungo la cresta sono presenti dei chiodi per predisporre delle corde fisse per i meno esperti (sarebbe cosa buona e giusta). La salita al Picco Giovanni Paolo II avviene all'interno di un canalino di terra e brecciolino che entra in un buco. Per salire è necessario non solo fare notevole attenzione a dove si mettono i piedi ma anche è necessario trovare i giusti appigli. Il passaggio nel buco, essendo molto stretto, è più agevole senza zaino. Qui finiscono le difficoltà alpinistiche. Dal Picco Giovanni Paolo II il percorso si svolge su ampia cresta erbosa fino alla Vetta del Malecoste. Poco lontano dalla vetta vera del Malecoste è possibile individuare una cresta esteticamente molto segnata che scende verso la Forchetta della Falsca. Bellissimi i panorami verso il Monte Corvo e il Pizzo d'Intermesoli. Da qui si può comprendere l'isolamente estremo di queste vette rispetto alle altre cime del Massiccio.

 

Per il ritorno è possibile seguire la via di andata benché la discesa dal gendarme del Picco Giovanni Paolo II sia comunque problematica per coloro che non sono adeguatamente attrezzati. Un cordino risulterebbe decisamente utile per creare un punto di appoggio ed equilibrio.

Una via alternativa di ritorno è possibile passando per la valle del Venaquaro e la Sella del Cefalone. Dalla vetta del Malecoste è possibile individuare 3 piccole sellette. La seconda rappresenta la via di discesa più comoda, in parte si sviluppa su sfasciumi di pietrisco. Qui si scende quasi fino al fondo del vallone del Venaquaro. Muovendosi ai piedi del crinale settentrionale della Cresta del Malecoste si punta in direzione della sella del Cefalone. Il vallone del Venaquaro presenta una quantità di doline estremamente marcate e profonde che sembrano essere più degli inghiottitoi che non delle vere e proprie doline (da vedere certamente). Si risale fino alla sella del Cefalone per un sentiero visibile da lontano. Alla sella del Cefalone si procede a Nord verso il Pizzo d'Intermesoli per appena 200 metri fino alla Sella dove scarsa segnaletica individua il sentiero che conduce al passo del Portella. Scendendo dalla Sella sono due i passaggini in cui è necessario mettere le mani per trovare equilibrio e appoggi giusti. Il sentiero conduce ai piedi del portella in prossimità di un pendio di sfasciumi. Per evitare il piano di sfasciumi si può prendere il più facile sentiero sulla sinistra che sale comodamente e gradualmente fino al Passo del Portella (2280 m). Qui ci si ricongiunge al sentiero di andata che ci condurrà a Campo Imperatore.

Varianti e Alternative

Una variante prevede la salita alla Cima del Pizzo Cefalone. Prima di proseguire per la forchetta si sale verticalmente usando mani e piedi per facili passaggi su roccia fino alla vetta del Pizzo Cefalone.

Note su Impegno e Difficoltà

Benché questo percorsi sia segnato per "Escursionisti Esperti" è da considerarsi l'uso di mani e piedi fino al II grado di difficoltà. Percorso lungo ma non daticoso con poco dislivello è impegnativo per esposizione al vuoto e caratteristiche del percorso.

Centri Visita e Strutture Ricettive

Albergo di Campo Imperatore.

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