Inizia sempre così. Il Lunedì, ci si ritrova in ufficio e si comincia a pensare al da farsi per il successivo fine settimana. Domando a Gaetano “Sabato organizziamo qualcosa?” mi risponde “dove andiamo?” , di rimando “sempre nei soliti posti, andiamo in un luogo nuovo, vediamo …. ti ricordi il filmato di Casmau, quando è andato a sciare sopra Formia?” “Si, eccome, ricordo quello che si è inventato!” ; “Scommetto che ti ricordi pure la trattoria?” “Quella non la ricordo .“ “Si, ci credo poco ! aspetta che faccio delle ricerche ed organizziamo il tutto.” Questo è l'inizio dell'escursione nella zona degli Aurunci sul Monte Petrella, il monte più alto della zona.
Inizia sempre così. Il Lunedì, ci si ritrova in ufficio e si comincia a pensare al da farsi per il successivo fine settimana. Domando a Gaetano “Sabato organizziamo qualcosa?” mi risponde “dove andiamo?” , di rimando “sempre nei soliti posti, andiamo in un luogo nuovo, vediamo …. ti ricordi il filmato di Casmau, quando è andato a sciare sopra Formia?” “Si, eccome, ricordo quello che si è inventato!” ; “Scommetto che ti ricordi pure la trattoria?” “Quella non la ricordo .“ “Si, ci credo poco ! aspetta che faccio delle ricerche ed organizziamo il tutto.” Questo è l'inizio dell'escursione nella zona degli Aurunci sul Monte Petrella, il monte più alto della zona.
Partenza sabato, appuntamento all'ingresso del casello di Frosinone alle 7,30. Puntuali come due orologi svizzeri, imbocchiamo l'autostrada, direzione Napoli, uscita al casello di Cassino e deviazione per Formia; all'altezza del centro commerciale Itaca, deviamo in direzione di Maranola. Da qui seguiamo le indicazioni per il Redentore, che ci portano fuori da Maranola, su una strada asfaltata, stretta e tortuosa sino al parcheggio di Pornito (819m), vicino alla casa forestale della Comunità Montana. Qui parcheggiamo la macchina, ci prepariamo per l'ascesa ed inizia lo spettacolo.
Il sentiero sino alla cima del Redentore è delimitato da transenne, in quanto parte di un “sentiero religioso” che parte da Maranola sino all'eremo di San Michele (1158m), raggiungibile con una piccola deviazione dal sentiero, poco prima della Cima del Redentore. Il pellegrinaggio viene effettuato 2 volte l’anno, l’ultima domenica di Giugno ed il 29 Settembre. A Giugno la statua del santo, in marmo piperino nero,viene trasportata a braccia verso l’eremo, a Settembre viene riportata in paese.
Lo spettacolo è dovuto allo splendido paesaggio che ci circonda, alla nostra sinistra si elevano delle alti pareti rocciose, alla nostra destra il golfo di Gaeta e camminare in questo contrasto è qualcosa di indescrivibile, occorre solo provarlo. Il tempo purtroppo non è dei migliori, speravamo in una giornata serena, tanto da permetterci di ammirare tutto il panorama, ma il cielo coperto e la foschia ci hanno giocato un brutto scherzo, tanto da indurci a pensare alla pioggia. Con un passo costante e spedito, zigzaghiamo sul sentiero, fermandoci ogni tanto a rimirare il panorama e scattare le foto. In particolare il mio sguardo durante il cammino si sofferma su un traghetto che si allontana dal porto di Formia in direzione delle isole, una immagine inconsueta per un “montanaro”.
Dal sentiero deviamo verso l'eremo di San Michele, una costruzione ricavata nella roccia che ricorda il santuario della Santissima Trinità a Vallepietra. L’eremo è una piccola chiesa incastonata nella roccia, con una facciata di pietre, che chiude una cavità naturale.
Breve pausa e si prosegue, passando per la Sella Sola, per la cima del Rendentore (1252m), così chiamata per la presenza sopra una costruzione a forma di cupola, di una statua in ghisa del Redentore, alta 4 mt. E’ uno dei 20 monumenti innalzati, sulle vette italiane più rappresentative, all’inizio dell’anno giubilare del 1900, per celebrare l’inizio del nuovo secolo. Questo è uno stupendo balcone panoramico, da dove lo sguardo spazia dal Vesuvio al Circeo.
Qui abbiamo incontrato “Zio Tullio”, instancabile personaggio di Maranola, che ci ha offerto uno squisito fragolino fatto in casa, descrivendoci tutti i particolari di Maranola, dell’Eremo di San Michele, della statua del Redentore e dei monti Aurunci.
Nuovamente con gli zaini in spalla e rinvigoriti dal fragolino di Zio Tullio, scendiamo dalla Cima del Redentore, prendendo il sentiero che compreso tra il Monte Categlia e il monte Rusco, attraversa la Valliera, sino a raggiungere la strada sterrata che parte dalla Forcella di Fraile e conduce alla Fontana di Canale, dove sono presenti vasche per la raccolta di acqua sorgente.
Da qui il sentiero si inerpica attraverso il bosco sino a raggiungere la vetta del Monte Petrella (1553m), la cui cima è facilmente visibile per le antenne che la sovrastano. Qui, nei giorni senza foschia, lo sguardo può soffermarsi sul Vesuvio , le isole Campane, le isole Pontine, il Circeo, i Lepini, i Simbruini, le Mainarde, il Matese e Roccamonfina. Oggi la giornata non è delle migliori, la visuale è limitata, leggere schiarite ci permettono di vedere il golfo, Gaeta e le isole pontine, ma non l’entroterra.
Per il ritorno abbiamo percorso il sentiero panoramico in cresta per Monte Campetelle (1450m), Monte S. Angelo (1404m) sino a riprendere il sentiero dell’andata per arrivare a Sella Sola e ridiscendere al parcheggio di Pornito.
Anche se non è stata una giornata splendida per la visuale, di certo è stata una giornata splendida per gli scorci che abbiamo potuto ammirare, tra mare e montagna, in una perfetta armonia.
Relativamente ai tempi abbiamo impiegato 1 ora per la Cima del Redentore, altre 2 ore per arrivare sul Monte Petrella; per il ritorno al parcheggio dal Monte Petrella 2 ore.
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